L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 20 - 23 ottobre 2005

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La variante ferroviaria

Fossato-Perugia-Foligno

Su iniziativa della minoranza discussa in Consiglio comunale


La variante ferroviaria Fossato-Perugia-Assisi-Foligno è approdata in Consiglio comunale su iniziativa della minoranza, che ha chiesto la posizione dell’amministrazione comunale sull’argomento.

 

Il sindaco Mauro Monacelli, a nome della maggioranza, ha risposto in sintesi che mentre per il raddoppio della Roma-Ancona è in corso da circa 20 anni un progetto ormai esecutivo, in attesa di finanziamento, per la variante si tratta ancora di voci, in quanto non esiste alcuna proposta progettuale da parte degli organi competenti. Quando vi sarà qualcosa di concreto l’amministrazione esprimerà la sua posizione. Il discorso non fa una piega ed è politicamente corretto perché da qualche tempo nel dibattito politico territoriale si sente parlare di questa variante ferroviaria con toni non proprio sereni, quindi è giusto non alimentare polveroni; ma l’argomento è tale da richiedere un approfondimento per gli effetti che potrebbe avere sul territorio, non solo locale, ma anche regionale.

 

In effetti la vicenda è un po’ anomala per come è stata presentata: la prima notizia risale ad una conferenza stampa del parlamentare diessino Paolo Brutti; in seguito è stata sollevata dai consiglieri di Rifondazione Comunista Cocciari e Di Prisco nel consiglio provinciale, dove il presidente Cozzari ha espresso il suo parere favorevole. "A fronte di un allungamento del tracciato di circa 18 km e del tempo di percorrenza di 10 minuti - ha detto Cozzari - si otterrebbe un sostanziale incremento del bacino di utenza che passerebbe dalle attuali 40/50 mila persone a ben 400 mila." Ma l’interesse, per lo più perugino, anche se Gubbio non disdegnerebbe, va oltre il dato statistico sull’utenza: si tratterebbe di collegare su rotaia Perugia con Ancona, parallelamente alla costruenda autostrada Perugia-Ancona, passando per Branca, Valfabbrica, Sant’Egidio, Assisi ed aprendo uno sbocco intermodale (vedi pure l’aeroporto di Sant’Egidio) verso Ancona, l’Adriatico, ovvero i collegamenti turistici marchigiani della costa ed i mercati dell’Est europeo.

 

Finora l’asse di comunicazione preferenziale umbro è stato il collegamento con Roma, il nord est d’Italia e la Mitteleuropa, ma ora si tende ad ampliare le direttrici. Ecco dunque i collegamenti con la "Marca Felix", il porto di Ancona, l’Europa orientale, slavofona ed ex comunista. Un obiettivo che fa leccare i baffi ai perugini, ma anche ai marchigiani e sta cominciando a prendere corpo con la realizzazione della superstrada Ancona-Perugia, i cui lavori di adeguamento sono in fase avanzata sia nel tratto umbro che in quello marchigiano. Un obiettivo di cui ne beneficerebbe tutta l’Umbria. Ma questo - dicono gli oppositori - rinforzerebbe la "dittatura" perugina nella Regione ed allora ecco le perplessità nascoste del folignate e la forma semiclandestina della proposta.

 

Decollerà allora l’"idea"? Per ora non ci è dato sapere e ben fa l’amministrazione fossatana a rimandare ai dati di fatto, perché una posizione favorevole creerebbe soltanto ulteriore turbamento nel dibattito politico locale e non porterebbe alcun vantaggio; ma certamente questa "idea" è estremamente ammaliante perché valorizzerebbe al massimo il territorio dal punto di vista dei collegamenti rapidi con il capoluogo, degli scambi commerciali, delle infrastrutture regionali ed interregionali, dei percorsi turistici interni, che oggi sono penalizzati dalle scadenti vie di comunicazione.

 

Ottavio Giombetti

FOSSATO DI VICO

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