L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 20 - 23 ottobre 2005 | |||||
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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (108) Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino Il riscaldamento globale "rallenta" Secondo le ultime ricerche, quello che sembrava un riscaldamento globale rapidissimo è in realtà molto più graduale del previsto. E tutto per un errore di calcolo. Alcune semplici, quanto precise, osservazioni demoliscono l'Hockey Stick: questo è quanto sta emergendo dalle ricerche e verifiche fatte da due importanti studiosi di statistica Mcintyre e McKitrick. L'Hockey Stick non é altro che il nome con cui viene solitamente chiamata una curva che da una parte ha un andamento lineare, e dall'altra ha una terminazione in ascesa esponenziale, che assume, appunto, una forma di bastone da Hockey. Questa è la curva che tutti vediamo quando si parla di trend termico dell'ultimo millennio e di riscaldamento globale dell'ultimo secolo, il cui andamento ha convinto buona parte della comunità scientifica sull'evidenza dell'influenza antropica, vista l'atipicità (innaturalezza) dell'aumento da essa rappresentato.
Insomma, i due statistici hanno fatto una semplicissima prova: hanno inserito dei valori casuali, dei dati privi di qualsiasi tendenza ed hanno constatato che il Modello di Mann, utilizzato per calcolare l'andamento climatico-termico, da in uscita (output) come risultato finale sempre lo stesso andamento, ossia l'Hockey Stick! In pratica la normalizzazione del modello tende a dare risalto a tutti i dati che si allineano durante una variazione, e a sopprimere tutti i dati che non lo fanno, generando prima o poi una curva di salita esponenziale. Un errore grossolano quanto devastante.
E' sorprendente come il modello sia stato sempre ritenuto come scontatamente valido da tutti (tranne pochi ribelli che da diverso tempo lo criticavano, non tanto per il metodo di calcolo, quanto per il metodo utilizzato per trovare i dati). I dati in entrata (input), infatti, in gran parte fanno riferimento agli anelli di accrescimento di alcuni alberi che, come sappiamo, crescono in estate, mentre in inverno sostanzialmente non variano. Questo fa si che si generi l'errore di valutare solo la stagione estiva, e non quella invernale, analizzando solo le variazioni estive, e non le medie annuali. Infatti un anno con un inverno particolarmente rigido non influisce per forza sull'estate successiva, che può essere anche molto calda in caso di clima freddo e continentale, l'errore opposto nei casi di inverni meno rigidi ed estati più fredde. Insomma, oltre ai dubbi sulla crescita degli anelli, ora si aggiunge questa "scoperta" che, in poche parole, rischia di modificare sostanzialmente la storia termica finora conosciuta, dando molto meno risalto all'aumento termico attuale, che non sarebbe affatto eccezionale paragonato alle temperature medie dell'ultimo millennio che avrebbero superato diverse volte le temperature attuali.
Da una nuova analisi, infatti, sembrerebbe che le rilevazioni del passato possano addirittura surclassare termicamente quelle attuali. Lo stesso Mann ha già ammesso il proprio errore. Ma il punto nevralgico della questione é: perché l'IPCC ha prontamente accettato, senza critiche, il metodo d'analisi di Mann nonostante presentasse un andamento così importante verso l'alto? Forse cera un interesse e quindi ha preferito non indagare o semplicemente hanno fatto finta di non vedere l'errore? E pensare che l'IPCC è stata incaricata, con un mandato delle Nazioni Unite, proprio per fare il punto sulla situazione delle conoscenze scientifiche, tecniche e socio-economiche sullandamento climatico e sue conseguenze, quindi responsabilità enormi, capaci di influenzare le scelte sulle politiche ambientali ed economiche di tutto il mondo (vedi Protocollo di Kyoto).
Dopo la defezione di diversi scienziati negli ultimi mesi, che si sono allontanati dall'IPCC scandalizzati dai comportamenti dei dirigenti che deformavano e strumentalizzavano i risultati di molte loro ricerche, ora questa novità sul modello di Mann mette completamente in crisi l'IPCC, buona parte del mondo scientifico e degli studi sul clima. Tutta questa storia mostra come sia difficile attualmente valutare le tendenze del clima in maniera certa, le variabili in gioco sono molteplici ed un trend al riscaldamento come quello attuale non è indiscutibilmente imputabile in modo prevalente allaumento dellanidride carbonica o ai cicli solari o ad unaltra causa specifica, come non è prevedibile e scontata la tendenza climatica per i prossimi 50 o 100 anni.
Ing. Massimiliano Santini (staff Umbria Meteo)
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