L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 20 - 23 ottobre 2005

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Interventi per i nostri boschi

Si sta programmando un grande intervento per salvare i boschi della montagna gualdese.


Riguarda oltre 1.000 ettari di proprietà pubblica, che saranno bonificati con tagli colturali, e con trasformazione di altri il alto fusto. Per dare il via alla vasta operazione, si attendono i rilievi in atto da parte del Corpo Forestale dello Stato che sta facendo un censimento; nel contempo un'analoga operazione per verificare le proprietà viene portata avanti dall'Ufficio Patrimonio del Comune. Una volta in possesso di tutti i dati precisi, si farà un bando pubblico per assegnare a ditte specializzate il taglio del sottobosco e per effettuare i lavori necessari, al fine di salvaguardare le piante: risulta infatti che in molti casi non siano stati fatti tagli o interventi di sorta da parecchi decenni, col rischio di compromettere la stessa sopravvivenza dei boschi cedui, che necessiterebbero di interventi ogni venti anni circa. Si realizzeranno così due obiettivi: quello della sopravvivenza dei boschi e quello di avere entrate nelle casse comunali.

 

In alcune zone, come quelle della Codalina e del Fringuello, la bonifica riguarderà il sottobosco, ma ci sarà anche l'avvio della trasformazione ad alto fusto. Un caso a sé è costituito dal bosco della Chiavellara, di proprietà del Comune, ma geograficamente posto in territorio marchigiano: comprende 77 ettari, che saranno divisi in lotti ed assegnati ai privati con una apposito bando che sarà emanato nei prossimi mesi; verranno contrassegnate le piante da tagliare, mentre le altre resteranno per diventare ad alto fusto, come previsto dalla normativa regionale marchigiana; sulla correttezza dei tagli eseguiti da parte dei privati sarà la stessa Comunità Montana a vigilare.

 

Non si prevedono sull'immediato interventi nelle pinete: quella di San Guido, molto vecchia (gli alberi furono piantati dai prigionieri della prima guerra mondiale) sta lasciando il posto al bosco spontaneo; quella vigorosa del Soldato, invece, è stata già in parte bonificata dalla Comunità Montana.

 

A. C.

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