L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 20 - 23 ottobre 2005

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   DOPO I GIOCHI DE LE PORTE ...  

A proposito del corteo storico


Da portaiolo di San Facondino ammetto di essere rimasto un po' sorpreso della vittoria di San Donato per il miglior corteo storico. Non intendo rivendicare una vittoria per la mia Porta, anche se l'avrebbe meritata, con il suo raffinato cromatismo e l’omaggio ai dipinti del Buonconsiglio, di Paolo Uccello e del Pisanello (il valore artistico era garantito inoltre dalla presenza di due costumi de "I Racconti di Canterbury" di Pasolini); né mettere in discussione l'onesto operato della giuria che ha comunque premiato una sfilata di grande impatto. La questione è un'altra: il corteo di San Donato era un corteo sbagliato.

 

Mi scuso se l'affermazione può apparire troppo forte e gratuita, ma cercherò di spiegarmi. Il tema scelto quest'anno dalla Porta giallo-bianca era il matrimonio; eppure di questo argomento mancavano tutti gli elementi principali: il corteo nuziale e gli altri nobili, i doni e il corredo, perfino il sacerdote. I portaioli di San Donato, d'altra parte, sostengono di aver voluto rappresentare non il matrimonio in quanto tale ma una sorta di 'kermesse', la festa paesana che seguiva la celebrazione del rito. D'accordo, però anche in questo caso si notava l'assenza di aspetti fondamentali quali, per citarne alcuni, il banchetto nuziale e la disputa sulla dote, tanto importanti da divenire punto focale in opere di analogo contenuto come quelle di Brugel.

 

Nella costruzione di una sfilata monotematica , così come è concepita oggi , tra i primi criteri si dovrebbe tenere presente la riconoscibilità e l'aderenza al tema. Un corteo incentrato sullo sposalizio che non ne porta in scena gli aspetti di maggior rilievo ma solo le maschere e i giullari, i trampolieri, i burattini e giochi di fuoco può arrivare a chiamarsi in mille modi diversi: il Carnevale, i divertimenti del Medioevo, la sagra di paese, il teatro del XV secolo ecc., tutti possibili ma nessuno veramente pertinente. Per questo dico che forse era un corteo sbagliato. La mia sensazione è che ciò sia avvenuto perché ci si è "ispirati" troppo ad una sfilata apprezzata e già premiata (quella di San Facondino 2004: il Carnevale appunto) apportando poche variazioni e ripresentandola con un altro nome. Non è questo il caso, ma qualcosa di simile accade anche nella moda, nella musica e nell'editoria ... Ho sempre pensato che gli artisti del corteo di San Donato avessero molte buone idee (il Giubileo, la storia della Bastola, il trionfo di Bacco e Arianna) e fossero tra i migliori realizzatori. Quest' anno purtroppo mancava l’idea.

 

Michele Storelli

GUALDESITA'

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