L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 20 - 23 ottobre 2005

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La Confartigianato sulla busta pesante


La perdita di competitività del settore manifatturiero italiano ed europeo, sta determinando situazioni di crisi aziendale riscontrabili, frequentemente, anche sulla cronaca regionale e locale. E' il presidente della Confartigianato di Gualdo Tadino, Claudio Carini, che affronta l’argomento per manifestare il pericolo di ulteriori appesantimenti congiunturali con la restituzione della cosiddetta busta pesante.

 

Stiamo attraversando una situazione delicatissima, determinata da una pluralità di fattori a partire dalla globalizzazione dei mercati e dagli altri elementi di difficoltà economica oggi al centro del dibattito politico ed istituzionale del paese. Tra l’altro la situazione di crisi delle attività manifatturiere, come prevedibile, si sta ripercuotendo velocemente anche sul commercio, con il calo dei consumi e sul terziario più in generale. In questo scenario si inserisce la crisi dei settori tessile-abbigliamento-calzature e della ceramica, presenti in Umbria in maniera significativa.

 

Uno dei primi provvedimenti, adottato a favore della Regione Umbria, per questi due settori, riguarda la possibilità di attivare la Cassa Integrazione Guadagni Speciale anche per le imprese con meno di 15 dipendenti. E' un ammortizzatore sociale importantissimo ottenuto grazie all’impegno di vari soggetti, associazioni d’impresa, sindacati e Regione, che si sono mossi, sinergicamente, nell’interesse comune. Ora, per le aree terremotate, si ripresenta la scadenza del primo gennaio prossimo per la restituzione della cosiddetta "busta pesante" senza che sia stato sciolto il nodo più importante sulla quantità delle somme da restituire.

 

La Confartigianato fu fra i primi soggetti a mobilitarsi per l’ottenimento del provvedimento che si rivelò molto efficace per affrontare la fase dell’emergenza e che, unitamente alle altre misure di sostegno alle popolazioni terremotate, ha permesso la tenuta ed il consolidamento del sistema socio economico territoriale. Oggi, visto il perdurare delle criticità congiunturali ed anche per una questione di principio, va prevista una restituzione in misura ridotta così come avvenuto per le calamità della Sicilia e del Piemonte. Un risultato che sembrava quasi scontato e che richiede, invece, un rinnovato impegno ed una forte collaborazione fra tutte le forze istituzionali, politiche ed economiche, finalizzato a perseguire tale obiettivo.

 

Il nostro sistema territoriale di imprese, conclude Carini, conferma una forte potenzialità e volontà di reazione alle circostanze sfavorevoli dell’attuale contesto e, se adeguatamente supportato da interventi mirati, sarà capace di riposizionarsi sui mercati e di vincere le sfide della competitività.

AMMINISTRAZIONE

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