L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 19 - 9 ottobre 2005 | |||||
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Liceo scientifico: così è, se vi pare Il parere di un osservatore neutrale riportato da "Il Corriere dell'Umbria" Parlo da cittadino che pretende dalle istituzioni pubbliche di supportare la scuola con interventi di qualità. E parlo anche da cultore di scienze pedagogiche che crede nel rispetto e nella responsabilizzazione dei giovani.
Ciò che mi ha colpito maggiormente in tutta la "telenovela" del "Mazzatinti" di Gubbio e mi fa esprimere un giudizio pedagogicamente negativo sui comportamenti dei vari soggetti pubblici coinvolti, è la contraddittorietà con cui adulti ed istituzioni si rapportano al mondo scolastico, insegnando agli studenti, di fatto, comportamenti incoerenti e negativi.
Sappiamo tutti, dalle cronache apparse in questi ultimi due anni su tutti i giornali, come la concessione dell'indirizzo scientifico al liceo "Mazzatinti" di Gubbio da parte del precedente consiglio regionale, sia venuta dopo il ripetersi di aggressioni verbali e comportamentali al medesimo consiglio, alla presidente della Giunta regionale, all'assessore all'Istruzione e Formazione, a consiglieri regionali, tanto da far dire, allora, ad alcuni genitori di alunni del "Mazzatinti" "Ha vinto la società civile". Forse il consiglio regionale era la società incivile? Forse le altre scuole di Gubbio città e del territorio, pesantemente penalizzate da tutta la vicenda, quelle di Norcia, di Orvieto, di Terni, di Perugia e di Deruta, tanto per citarne alcune adeguatamente motivate da esigenze territoriali, erano la società civile?
Studenti e scuole che, in questo lungo periodo di transizione della riforma dell'ordinamento scolastico, organizzativo e didattico, si sono visti interrompere sperimentazioni efficaci o non accogliere legittime richieste, ma hanno affrontato con senso civico la situazione, sarebbero tutti degli "incivili"? Quali particolari situazioni così urgenti esistevano al "Mazzatinti?". All'inciviltà dei comportamenti consapevolmente sostenuta ed alimentata dalla dirigenza dell'istruzione scolastica e dall'amministrazione comunale, la Regione, nella passata legislatura, contraddicendo le precedenti proprie corrette decisioni che l'avevano resa vincente in vari ricorsi giurisdizionali, tra l'altro, contro un altro istituto superiore di Gubbio, l'Itc "Gattapone" ha dato riscontro favorevole. Ma all'istituzione scolastica "Mazzatinti" nemmeno questo è stato sufficiente: è cronaca di questi giorni!
A prescindere dagli aspetti politici, rimane un giudizio didattico, pedagogico e formativo fortemente negativo: il discredito della legalità e della politica è stato riconosciuto come elemento pedagogicamente fondante la "difesa" dei "propri interessi" e inserito dall'Istituto "Mazzatinti" nel proprio Piano dell'offerta formativa approvato dal Comune di Gubbio e da molti genitori degli alunni. Come faranno la dirigenza ed i docenti di quella scuola ad insegnare la pace, la legalità, il rispetto delle leggi e delle regole del vivere civile e sociale o il semplice rispetto del regolamento interno? O meglio, perché gli alunni dovrebbero rispettare le norme fatte da coloro che per primi divaricano l'insegnare dal vivere, anche con l'avallo e l'aiuto degli stessi genitori. Come fa un genitore ad iscrivere un figlio ad una scuola che a base della propria offerta formativa pone la scorrettezza amministrativa e regolamentare? Quali garanzie di difesa potrà far valere un utente di detta istituzione se dovesse incappare in simili "incidenti" nella normale attività scolastica?
Bisognerebbe ritirarli i figli da un simile istituto, non pretendere che vi vengano iscritti. Dove sono gli ispettori ministeriali? L'azione sconsiderata dell'Istituto scolastico "Mazzatinti" e la sua "pretestuosa autosufficienza "hanno precostituito al suo interno una situazione di difficoltà, che spetta allo stesso Istituto nel (finalmente) "corretto esercizio" della propria autonomia, risolvere. Ho letto con piacere gli interventi dell'assessore regionale Maria Prodi, che, nel rimettere in ordine le competenze regionali, da un primo impulso alla correttezza politico-amministrativa, garanzia di certezza del diritto per tutta la comunità umbra: e questo è già un valido esempio positivo per le giovani generazioni. Altri passi positivi dovrebbero farne dirigenza scolastica ed il comune di Gubbio.
Comunque andrà a finire la cosa un "vulnus" immenso è stato fatto all'educazione civile e sociale delle giovani generazioni, ed alla credibilità della politica e delle istituzioni e che difficilmente potrà essere colmato dalle "prediche", dai "progetti all'educazione alla legalità" o dallo sventolio di bandiere. C'è da chiedere scusa ai giovani umbri per l'inadeguatezza dei comportamenti istituzionali, in particolare adottati da quelli il cui compito istituzionale è l'educazione e formazione, mentre c'è da complimentarsi con chi ha civilmente manifestato e richiesto, come nel caso ad esempio di Gualdo Tadino, del "Gattapone" e dell'Itis Quinquennio sperimentale di Gubbio.
Mario Casenghi | INFORMAZIONI | |||||
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