L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 19 - 9 ottobre 2005

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... ritorno, ricordi e realtà

 

di Rosilde Carnali


13marrughe0519.jpg (25416 byte)Dopo tanti anni ritorno a Sigillo, il mio bel paese tranquillo. Sento in cuore una gran festa al suon delle campane, che in nessuna città ho trovato uguale. Questa è la strada che porta al Santuario della Ghea ... quante case nuove! Non c’è più il campo della Dea, in cima alla salita di "Sorce".

 

La via delle marrughe

 

Mi fermo un istante a guardare Monte Cucco, il nostro buon gigante: "Tutti insieme venivamo su, un po’ a piedi o con il Somaro per vedere la tua magica grotta, con stalattiti e cristalli". Mi dice: "Adesso, c’è la strada nuova, ci venite in vettura a vedere le bellezze che mi ha fatto la natura".

 

Sono arrivata "ai giardini", c’è la fontana, piante, aiuole e cocce, noi lo chiamavamo il Pratello e ci giocavamo a bocce. Ecco la piazza con i loggiati degli antichi palazzi color grigio; sulla facciata di quello municipale regna un grande orologio, sembra un occhio che vigila sulla cittadina, lo guardo sorridendo e lui mi fa una strizzatina d’occhio. Sfioro con una mano il pozzo e dico: "Avrà mille anni" - mi risponde una voce matura - "un po’ meno, ti sbagli; siediti qui, al bordo ad ascoltare, ho tante storie da raccontare ... molte persone mi son passate vicino, ho dissetato il ricco ed il poverino, son testimone di tanti sentimenti, amore, ardore, odio, guerre e lamenti. Ricordo bene il rumor d’armature e spade, ma anche il dolce fruscio di seta dei vestiti delle Dame, e la Sigillana si specchiava nell’acqua mia, con quegli occhi belli, mentre si aggiustava un nastro e un fiore fra i capelli".

 

Entro nella chiesa parrocchiale, guardo al fonte battesimale; mentre cammino sopra la guida rossa, mi vedo cresimanda e poi vestita da sposa. Una preghiera alla patrona Sant’Anna, noi sigillani l’abbiamo sempre nel cuore e sulle labbra ed anche lontani sempre l’invochiamo.

 

Mi trovo per la strada delle "marrughe", penso a quante passeggiate, a piedi o in bicicletta ed ecco il ponte romano e la chiesetta. Dalla finestra aperta entra un raggio di sole, dove in primavera mettevo le viole. Incontro un volto amico: chissà se mi riconosce? - Mi dice, Rosì! Ci baciamo e ci abbracciamo commosse: "Quanti anni, il tempo scorre come l’acqua di un ruscello ma il cuor del sigillano è sempre bello". Passeggiando mi parla d’amici, conoscenti e della loro prole, ed io, ascolto con gioia e interesse le sue parole. Passando davanti ad una casa dico: ma qui ci stavi tu! - Ne ho fatta una più grande e più bella, ora ci abita il nipote della "Gallettella". Parlando continuiamo a camminare per la via; all’improvviso ho un tuffo al cuore: "Ma questa è casa mia ...". Una lacrima amara per chi è volato, una lacrima dolce per chi è nato.

SIGILLO

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