L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 19 - 9 ottobre 2005

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Gli scavi della Tadinum romana

 

Simone Sisani*)


Si è conclusa il 30 settembre la seconda campagna di scavo nell'area della città romana di Tadinum, organizzata dall'Università degli Studi di Perugia in collaborazione con il Comune di Gualdo Tadino e con la Soprintendenza Archeologica dell'Umbria. Gli ultimi tre mesi di scavi e ricerche hanno permesso di acquisire una mole considerevole di dati sulla storia del centro dalle sue origini all'abbandono, e di riportare in luce ampi settori della città. L'edificio termale su cui si era concentrato ''l'intervento dello scorso anno, delimitato su tre lati, risulta ormai indagato per metà della sua estensione, pari a circa 1.300 m2. Si tratta di un monumentale complesso pubblico - tra i più grandi e meglio conservati dell'intera regione - con fronte di circa. 40. metri, articolato in una serie di vasche e ambienti disposti intorno ad un grande vano centrale chiuso da una fontana semi circolare; tra le novità di quest'anno è l'identificazione degli ambienti riscaldati, che conservano intatti gli ipocausti e gli impianti di servizio. L'edificio risale nel suo impianto iniziale all'inizio del I sec. d.C., con fasi edilizie successive fino al pieno IV sec. d.C. Lo stato di conservazione e la monumentalità delle strutture portate in luce sono tali da suggerirne una pronta musealizzazione, già in fase di progetto. Saggi in profondità eseguiti nell'area delle terme hanno poi permesso di rintracciare strutture risalenti all'origine stessa della città. In più punti dello scavo, sono emersi 'muri in argilla con zoccolo in muratura e battuti pavimentali databili all'inizio del II sec. a.C., in un'epoca dunque di poco successiva all'apertura della via Flaminia (220 a.C.): si tratta di una fase di frequentazione che si pone in diretta continuità con quelle identificate nell'abitato di Colle Mori, abbandonato proprio in funzione del trasferimento a valle degli abitanti. Da queste stratigrafie si segnala la recentissima scoperta di una coppa a vernice nera rinvenuta intatta all'interno del nucleo in argilla di una delie strutture murarie: l'oggetto è senza dubbio il frutto di una deposizione intenzionale collegata ai riti di fondazione dell'edificio e rappresenta un puntuale indizio cronologico per determinare l'epoca della sua costruzione. Un nuovo saggio di scavo è stato invece aperto circa 100 metri a sud delle terme, a seguito dei risultati delle indagini geofisiche eseguite sull'intera area della città. In questa zona gli scavi hanno portato in luce. Alcuni ambienti di una vasta dimora signorile, riccamente decorata e dotata di sistemi di riscaldamento. Nell'area scavata - estesa al momento per circa 400 m2  - sono emersi pavimenti in cocciopesto decorato perfettamente conservati, su cui giace il crollo degli intonaci dipinti delle pareti.

 

I primi distacchi effettuati hanno rivelato la presenza di una ricca decorazione pittorica, caratterizzata da pannelli policromi inquadrati da colonne e festoni: il distacco completo ed il restauro dei frammenti permetterà senza dubbio la ricostruzione di ampie porzioni degli affreschi, risalenti ai decenni finali del I sec. a.C.

 

Da questa stessa area si segnala, tra l'altro, il rinvenimento di alcuni bolli laterizi pertinenti alle figlinae (fabbriche di mattoni) del municipio di Tadinum, che restituiscono la prima attestazione epigrafica latina del nome della città.

 

Contestualmente allo scavo, si è proceduto all'esecuzione a tappeto delle indagini geofisiche su entrambi i lati della via Flaminia, che proseguiranno anche nel corso dei prossimi mesi. Le indagini stanno rivelando la presenza di altri nuclei edilizi, che saranno oggetto di intervento nel corso delle prossime campagne. Nell'immediato futuro, si prevede il completamento dello scavo dei due edifici già parzialmente portati in luce, che costituiranno il primo nucleo del parco archeologico di Tadinum.

 

*) Siìnone Sisani è il direttore degli scavi archeologici di Tadinum.

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