L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 19 - 9 ottobre 2005

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   GIOCHI DE LE PORTE  

Ritorno trionfale di San Facondino

A sorpresa la porta gialloverde conquista il suo ottavo palio dopo un decennio di astinenza; a porta San Donato il premio per la sfilata.


01giochi0519_1.jpg (23800 byte)Nel pomeriggio di domenica 25 è andata in scena a Gualdo Tadino la spettacolare manifestazione de I Giochi de le Porte, una edizione avvincente come non mai, all’insegna delle sorprese e dei colpi di scena, che ha tenuta viva l’attenzione e la partecipazione di un pubblico numeroso, favorita anche dalle condizioni atmosferiche particolarmente favorevoli, dopo le avversità degli ultimi anni.

 

 

Il gonfaloniere Claudio Bassetti legge il bando della sfida sulla piazza gremita. (Foto Lucarelli)


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GUALDESITA'

 

Rassegna fotografica

GIOCHI DE LE PORTE 2005: PREVALE SAN FACONDINO DOPO UN DIGIUNO DI DIECI ANNI

Palio di San Michele: vince l'emozione!

L’edizione forse più spettacolare e ricca di colpi di scena degli ultimi anni si è finalmente svolta all’asciutto. Tanta gente, taverne piene, una gara davvero emozionante. Una vittoria per l’ente giochi e la città di Gualdo.


01giochi0519_2.jpg (18686 byte)Bello, anzi bellissimo, avvincente come mai. Questo, in sostanza, il giudizio espresso da tutti - spettatori e telespettatori - sul Palio di San Michele 2005, l’edizione forse più combattuta e ricca di colpi di scena che mai si sia disputata a Gualdo Tadino. Persino a prescindere da quale delle porte abbia avuto l’onore di conquistare il palio e bruciare la Bastola nella piazza pullulante di entusiasmo, da un lato, e di malcelata delusione dall’altro. Perché a vincere - al di là degli slogan, delle frasi fatte e dei luoghi comuni - è stata l’intera città. Ma procediamo con ordine.

 

Brucia la Bastola mentre i vincitori festeggiano la conquista del palio. (Foto Lucarelli)

 

"Un Palio strano"

 

Che l’edizione 2005 fosse, in qualche modo, strana, un po’ tutti l’avevano percepito sin dall’inizio. Prima di tutto perché Giove pluvio, che nelle ultime edizioni aveva fatto di tutto per farsi notare, quest’anno se n’era restato buono nel suo cantuccio. La notizia, a dire il vero, aleggiava nell’aria già da una settimana ma, forse per scaramanzia, nessuno aveva esternato più di tanto il proprio entusiasmo. Sta di fatto che, a parte qualche goccia venerdì, la pioggia non c’è stata e le giornate si sono presentate belle, neppure tanto ventilate, ed abbastanza calde. L’ideale per richiamare molto pubblico, anche da fuori, e per rimpinguare gli incassi delle taverne, per anni davvero magri. Certo, non si può parlare di abbuffate collettive e di spese pazze per manicaretti e squisitezze, però le taverne hanno lavorato bene, tanto e in modo soddisfacente e non si può che esserne appagati. Anche gli spettatori, a vista d’occhio, sono stati molti di più degli altri anni e, fra loro, anche diversi turisti stranieri: la temuta concorrenza con la Quintana, che ha invaso senza riguardi il periodo dei palii di San Michele, non c’è stata. Ma non sarebbe male che simili concomitanze non si ripetessero più. "Cercheremo di inserire i Giochi de le Porte nel novero delle grandi manifestazioni umbre" ha molto onestamente detto il oresidente del Consiglio regionale Pippolotti sabato 24, sul palco degli ospiti. Gradiamo la sua onestà ("cercheremo"). Ma gradiremmo di più delle certezze.

 

Un corteo "storico"

 

E veniamo a quella parte dei Giochi che più gradiscono i turisti: il corteo storico. Tante erano le attese, in gran parte rispettate: ha vinto porta San Donato - a posteriori, non è stato molto di buon augurio, come per Porta San Facondino gli scorsi anni - con una sfilata sfavillante di luci e di fuochi, battendo al fotofinish un San Facondino tutto imperniato sulle Quattro stagioni, e distaccando solo di poco San Martino e San Benedetto. Cortei giudicati unanimemente "storici", per il loro rispettoso atteggiamento nei confronti del contesto storico e per l’aderenza a precisi documenti iconografici e letterari. Una fatica enorme da parte di tutte e quattro le porte, ma assolutamente ben ripagata: è soprattutto il corteo che nobilita la manifestazione, la rende diversa da tante altre mascherate in costume che, un po’ dovunque, sono spuntate come funghi negli ultimi anni. Unico neo è l’atto di inciviltà perpetrato nei confronti di due porte da parte di alcuni ignoti: auguriamoci solo che fra loro non ci fossero rappresentanti delle altre due. Sarebbe un precedente gravissimo per questa che, bisogna ripeterlo, è e resta una manifestazione giocosa.

 

Somari o cavalli?

 

Ma veniamo alla gara di domenica 25 per la conquista del palio. Qui le emozioni si sono davvero sprecate, come gli imprevisti. Nella prima gara, la corsa dei carretti, la competizione ha riservato da subito una sorpresa. Il somaro di San Martino, partito a tutta velocità, ha avuto un rallentamento vistoso nei pressi della salita del nuovo parcheggio, chiudendo in 2’, 13". In altri tempi sarebbe bastato per vincere. Ma stavolta no. Perché, dapprima San Donato, ha chiuso in 1’ e 59" e poi - incredibile per i pronostici - San Benedetto ha avuto lo spunto necessario per abbassare di 2" il tempo già eccezionale dei giallobianchi. Poi, quello che sarebbe dovuto essere il fanalino di coda, vale a dire San Facondino, ha chiuso con 2’ e 4". Già anomalo il risultato della gara, quindi, ma poi il regolamento ha reso più clamorosa la débacle di San Donato: avendo perso un pezzo del carretto in seguito a ben due collisioni con le transenne, l’equipaggio giallobianco è stato penalizzato di 6 punti, mentre 3 punti sono stati tolti a San Martino per un’irregolare carezza sul sedere all’animale dopo il suono della campana di partenza. Quindi: San Benedetto 12, San Facondino 6, San Donato 3, San Martino 0. C’è chi sobbalza sulle sedie, a casa, chi non crede ai suoi occhi in piazza. Chi se lo sarebbe mai aspettato che San Benedetto galoppasse così verso la vittoria già dalla prima gara? E sul favoritissimo San Donato, che aveva persino l’imbarazzo della scelta fra due somari veloci come cavalli!

 

Riflessi o emozione?

 

Poi arriva la seconda gara. E qui San Benedetto è decisamente favorita. Potrebbe prendere il largo ed archiviare in anticipo il palio. Ma anche qui succede qualcosa. Probabilmente per l’emozione, probabilmente per la presenza del sole - che non illumina da ben 6 anni il campo di tiro, durante i Giochi - l’espertissimo Fabrizio Pappafava non va oltre 1 su 5. Sarà ultimo? Macché, neppure l’esordiente giallorosso Edoardo Commodi fa meglio: 1 su 5. E qui qualcuno si stropiccia gli occhi: "Sogno o son desto? E dove son finiti i 5 su 5 a ripetizione, gli spareggi infiniti e via dicendo?" Poi accade di nuovo l’incredibile: il sanfacondinese Omar Nardi fa meglio degli altri: 3 su 5. Certo, un risultato che in altri anni sarebbe valso l’ultimo posto. Eppure, alla luce di quello che succede dopo, è un gran risultato. L’esperto giallobianco Marco Brunetti, infatti, non riesce a ripetere i risultati delle precedenti edizioni e si ferma a 2 su 5, consegnando la vittoria a San Facondino. Mentre, allo spareggio, un Pappafava in giornata negativa viene battuto da Commodi. Quindi: San Facondino balza al primo posto ("Incredibile!") con 18 punti, seguito da San Benedetto con 15 (occasione perduta!), San Donato con 12 e San Martino con 6. Il Palio si fa sempre più incerto.

 

All’ultima freccia

 

Anche al tiro con l’arco, solitamente la gara più "veloce" della manifestazione, emozioni a non finire. Il gialloverde Danilo Passeri raggiunge un ottimo 35, distaccando di 4 punti il sandonatese Marco Nati (31). San Benedetto, invece, con Matteo Calzuola, eguaglia il primato di San Facondino, mentre San Martino si inserisce al secondo posto con 33 punti. Inizia quindi lo spareggio fra San Benedetto e San Facondino. Ci vogliono ben tre turni di tiro: prima un 7, cui si risponde con un altro 7; poi ancora un 7, cui risponde un altro 7. Emozioni a non finire! Dopo le unghie i due priori cominciano a rodersi le dita! Poi, il tiro decisivo, quello che consegnerà la vittoria finale a San Facondino: Passeri ti infila un memorabile 10, imbattibile. Se non l’avesse fatto, la vittoria finale sarebbe stata di San Benedetto. A Passeri, dunque, una buona metà del drappo ... Con il risultato della gara, San Facondino balza a 30 punti, San Benedetto a 24, San Donato a 15 e San Martino a 12. Incredibile: San Donato non potrà più matematicamente vincere il palio 2005. E qui gli increduli ai propri occhi aumentano al quadrato.

 

Una corsa al cardiopalma

 

Si arriva alla gara regina: la corsa a pelo. Qui i calcoli si sprecano. San Benedetto vincerà solo se arriverà primo e San Facondino ultimo, mentre si andrà allo spareggio con due posizioni di distacco (1° - 3° oppure 2° - 4°). Dopo un interminabile preambolo, la gara parte. Il gialloblù Apollo balza in testa, il gialloverde Gibilisco resta al palo e parte con enorme ritardo. Poi recupera ma, al momento di sorpassare il giallorosso Conte Ugolino, sbaglia traiettoria, si ferma e riparte con 70-80 metri di svantaggio. Sembra finita per San Facondino, che deve recuperare un’infinità di strada. San Benedetto chiude in prima posizione, davanti a San Donato. Tutti i gialloblu esultano: il palio è a San Benedetto! I tifosi di San Facondino imprecano. Ed anche per quest’anno il Palio è assegnato. Tutti aspettano solo il somaro di San Martino al traguardo. E invece, chi ti sbuca dalla curva in piazza? E' Gibilisco, che è riuscito miracolosamente a superare in via Calai, il collega auriculopuntuto di San Martino. Svenimento quasi in diretta di un telecronista. E qui il giovane fantino Edoardo Angeli si cuce almeno mezzo palio sul suo pettorale. Si va allo spareggio!

 

L’ultima emozione

 

Emozioni a non finire. Pressione sistolica 190, diastolica 120, frequenza cardiaca: non pervenuta! salivazione: zero! Mani fredde, tremori convulsi. Un Palio così, chi mai se lo ricordava: spareggio persino per la corsa a pelo! E qui, stavolta, Gibilisco non si fa pregare, parte al primo posto e contiene abilmente il ritorno di Apollo, che non riesce ad infilarlo né al nuovo parcheggio, né alla curva Depretis né davanti alla Pro Tadino dove, tra l’altro, ci scappa anche qualche colpo proibito a colpi di frustino (omologato!) dall’una e dall’altra parte. Suvvia! Succede nelle migliori famiglie! E, a questo punto, il somaro di San Facondino taglia per primo il traguardo, alleviando così una sete di palio che durava da 10 anni e che sarebbe durata ancora se questo palio 2005 non fosse stato così incredibilmente aperto e, per certi versi, rocambolesco. Esulta Salvatore Zenobi, che ha promesso un giro a pelo sul povero Gibilisco in caso di vittoria. Promessa mantenuta solo in parte, fortunatamente (per il somaro!).

 

Esulta la piazza: gioia e delusione si intrecciano alla luce delle fiamme della Bastola, che anche quest’anno arrivano che è quasi notte. "Ed ecco Porta San Martino che brucia la Bastola" esce da uno dei teleschermi "Scusate ... Porta San Facondino". Vabbè: non fa nulla. Chiunque darebbe i numeri dopo un’edizione così spettacolare. In fondo, chi ha vinto è stata la città. E non è una frase retorica.

 

Pierluigi Gioia

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