L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 18 - 18 settembre 2004

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito


STORIA DI UN VIAGGIO IN BICICLETTA

1000 a Santiago

Mauro Giubilei, in bici, pellegrino sulle orme del Beato Angelo: "A Santiago di Compostella bisogna andarci da soli perché si ha più modo di riflettere su se stessi e la propria vita".

 

Riccardo Serroni


09mgiubilei0518.jpg (24688 byte)Il culto di San Giacomo di Compostella, con i relativi pellegrinaggi, ha avuto un nuovo incremento dopo la seconda guerra mondiale, ed in particolare negli ultimi 20 anni. Naturalmente i rischi e le difficoltà, al tempo di oggi, non sono minimamente paragonabili a quelli di 700-800 anni fa. I mezzi, però, non sono cambiati molto. Si va ancora a piedi ed a cavallo, molto diffusa è la bicicletta. In un caso o nell’altro si fatica molto.

 

Mauro Giubilei a Samos, Galizia, famosa per il suo grande monastero benedettino

 

Mauro Giubilei è un nostro concittadino trapiantato ormai da diversi anni per lavoro a Milano. Mauro, per hobby, è un cantautore. Ha avuto un momento di notorietà a livello nazionale alcuni anni fa quando partecipò ad alcune trasmissioni televisive (con Cecchi Paone e Funari) nelle quali presentò alcune sue composizioni musicali. A Gualdo lo ricordiamo anche in alcuni concerti molto apprezzati presso il teatro Salesiani.

 

L’insegnamento, in estate, gli lascia molto tempo libero e Mauro ne approfitta per girare il mondo. Il mezzo che preferisce usare è la bicicletta. Ha già percorso Milano-Assisi, il giro dell’Olanda, parte dei castelli della Loira. L’ultima sua fatica è il pellegrinaggio a Santiago di Compostella, nel luglio scorso. Ha pedalato per 900 km in 10 giorni: "Ma ho sbagliato - dice - Mi pento di averlo fatto in così poco tempo. E' un’esperienza che, per gustarla meglio, va centellinata più a lungo".

 

09santiago0518.jpg (28766 byte)Da dove si parte? "Non c’è un punto di partenza preciso, ognuno può partire da dove vuole. Ed anche i percorsi sono diversi. Io sono partito da Somport ed ho seguito quello francese, quello più noto che attraversa città come Santo Domingo, Burgos, Leon. In esso confluiscono molti altri percorsi trasversali". Caratteristiche particolari? Durissimo. Levataccia mattutina, colazione in qualche locale e poi via a pedalare per sette/otto ore per strade spesso non asfaltate e molto ripide quando ci si inerpica sulle montagne dei Pirenei. Ci si ferma nei numerosi ostelli che sono stati aperti lungo il percorso ed in ogni ostello appongono il timbro che attesta il passaggio:

 

Alcuni dei sigilli impressi sulla carta del pellegrino

 

"Non c’è bisogno di prenotazione, ma trovi solo un letto ed un materasso, per il resto ti devi arrangiare con i sacchi a pelo o quant’altro". I costi? Alcuni ostelli ospitano gratuitamente, altri pretendono cifre modeste da 4,5 ad 8 euro, naturalmente solo per dormire. All’arrivo a Santiago, presentando il documento con i timbri degli ostelli ospitanti, si ottiene il diploma di partecipazione. Per ottenere il diploma devi aver percorso a piedi gli ultimi 100 Km ed in bicicletta gli ultimi 200 Km. E negli ostelli non puoi oziare a piacere. Più di una notte non si può dormire. Se sei talmente stanco da non poter continuare? Hai due possibilità: rinunciare, magari riprendendo il cammino in epoca successiva, o accorciare le tappe.

 

Perché una persona decide di affrontare questa fatica immane?

 

"Credo che ci siano tre livelli motivazionali - spiega Giubilei - La prima è quella spirituale; la seconda è quella culturale di chi desidera conoscere il nord della Spagna ricco di reminiscenze storiche, molte delle quali di epoca romana; la terza è agonistica di chi vuole misurare le proprie forze in un’impresa obiettivamente difficile. Per me la motivazione più forte è stata la prima".

 

Dieci giorni a pedalare e sempre da solo: perché non in compagnia? "Ho cercato qualcuno tra i miei amici, amiche o ex allievi. Ma nessuno è voluto venire. Ed a posteriori dico che è stato meglio così: questo è un cammino da fare in solitudine perché è anche un cammino interiore all’interno della tua vita. Soltanto procedendo da solo hai modo di riflettere su te stesso. Ormai la mia vita ha uno spartiacque: prima di Santiago e dopo Santiago".

 

Quali sono le cose più interessanti che si trovano lungo il percorso? "La più interessante è la possibilità di scavare nel proprio io interiore. Eppoi si incontrano città che hanno una storia importante e piccoli borghi di campagna molto caratteristici".

 

Quali sono le sensazioni che si provano a percorso ultimato? "Intanto una stanchezza immane. Gli ultimi due giorni sono stati pesantissimi. Poi c’è un senso di vittoria con se stessi, la soddisfazione per avercela fatta. Infine il desiderio di condividere questa esperienza umana e cristiana notevole parlandone, trasmettendo ad altri le proprie sensazioni".

 

Durante il percorso hai mai pensato che forse stavi calpestando la stessa strada che ha calpestato il Beato Angelo? "Sempre. Il Beato Angelo è stato il mio ispiratore, l’idea di andare a Santiago come il Beato Angelo è stata sempre dentro di me. Naturalmente io ho percorso soltanto un pezzettino della strada che ha percorso Lui. Il nostro Patrono era partito, infatti, a piedi da Casale. In futuro vorrei ritornare a Santiago a piedi come il Beato Angello, partendo proprio da Casale. Spalmandolo su più anni credo che sia possibile. Occorrerebbero, però, molti soldi perché, almeno nel territorio italiano e francese, bisognerà cercare un riparo negli alberghi. Se ci fosse qualcuno disposto a sponsorizzarmi ci penserei molto seriamente".

 


GUALDESITA'

 

Il cammino di Santiago - Via Francigena

 

Il culto di San Giacomo

Il culto di San Giacomo


Santiago di Compostella è una cittadina nella Galizia, nord-ovest della Spagna, che deve la sua fortuna a due credenze legate alla figura dell’apostolo Giacomo. La prima è la sua predicazione in Spagna, la seconda è il ritrovamento della sua tomba tra l’818 e l’834, sotto un ammasso di vegetazione selvaggia. Entrambe le credenze non hanno alcun fondamento nella Scrittura e nella storia, ma unite ad altre credenze, hanno radicato nella antica cristianità il culto per San Giacomo. Sul luogo del ritrovamento della sua tomba fu costruito un santuario che subì profonde trasformazioni nel ‘6-‘700. Il culto di San Giacomo si diffuse a tal punto che Santiago divenne uno dei centri più importanti della cristianità, meta di continui pellegrinaggi.

 

Il vademecum del buon pellegrino è contenuto nel sermone Veneranda dies del Liber Sancti Iacobi. Prima di partire il pellegrino perdona chi lo ha offeso e chiede il permesso di partire ai suoi congiunti. Chi rimane dovrà distribuire i suoi averi ai bisognosi. Con sé non deve avere denaro se non per darlo ai poveri. Non dovranno avere bei vestiti, né potranno muoversi a cavallo perché San Pietro giunse a Roma scalzo e senza denaro. Se ottiene del denaro da un compagno morto per strada dovrà distribuirlo in elemosine e non dovrà abbandonarsi alla lussuria ed all’ubriachezza.

 

Nella realtà le cose sono un po’ diverse. I pellegrini appartenevano generalmente a diversi strati sociali, per lo più ecclesiastici e nobili. Per chi viveva del proprio lavoro e doveva mantenere una famiglia era più difficile allontanarsi. Chi aveva fatto voto di un pellegrinaggio e non poteva mantenere la promessa per diverse ragioni pagava qualcuno perché andasse al posto suo. Si viaggiava per lo più a piedi ma anche a cavallo o per mare. Il viaggio era lunghissimo e molto spesso spiacevole ed irto di pericoli. Poteva capitare di dover dormire nello stesso letto con uno sconosciuto o di incontrare briganti, morire assiderati per il freddo o per malattie che i medici di allora non sempre sapevano curare.

 

Alcuni non tornarono per scelta di vita. Guido Cavalcanti, ad esempio, si stabilì a Tolosa perché si innamorò perdutamente di una ragazza da lui chiamata Amandetta.

 

Il pellegrino che noi ricordiamo con maggiore devozione è, naturalmente, il Beato Angelo. Avendo trovato a casa la madre morta dopo averle mandato un’imprecazione, decise di partire in pellegrinaggio a Santiago di Compostella per espiare quella che percepiva come una colpa gravissima.

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito