L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 18 - 18 settembre 2004

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Giornata Mondiale della Gioventù

L'esperienza di tre giovani gualdesi a Colonia


Cari lettori de L'ECO, vi scriviamo quando sono passati appena pochi giorni dal nostro ritomo dalla Giornata Mondiale della Gioventù (GMG). Siamo tre ragazzi gualdesi partiti per Colonia con la Gioventù Francescana d'Italia, realtà presente anche nella nostra città presso il santuario della Madonna del Divino Amore.

 

Poiché siamo certi che questo evento non abbia lasciato indifferente nessuno, abbiamo pensato di raccontarvi la nostra GMG, per condividere questa esperienza con tutti voi; potremmo limitarci alla semplice e dettagliata cronistoria ma sarebbe una ripetizione di cose già viste e sentite, qui invece troverete le nostre impressioni più personali ed interiori.

 

Il tema era "Siamo venuti per adorarlo" (Mt 2,2) e il motivo per cui, come i Re Magi, ci siamo messi in cammino è la certezza che, dopo la fatica e le difficoltà del pellegrinaggio, avremmo incontrato Gesù, Colui che ci mette nel cuore le domande che ci spingono alla ricerca e nel quale trovano risposta la felicità, il dolore e le nostre aspettative più alte, quelle che nessun uomo può soddisfare. Scoprire che solo Lui dona pienezza alla vita ci da il diritto e il dovere di mostrare al mondo la nostra gioia di essere corpo vivo e giovane della Chiesa. Questo non è un cammino facile per nessuno ma, come ci ha detto il Papa, "esiste anche un sentimento di frustrazione, insoddisfazione di tutto e tutti. Viene fatto di esclamare: non è possibile che questa sia la vita. Davvero no. Libertà non vuoi dire godersi vita. La religione fai da te non ci aiuta. E' comoda, ma nei momenti di crisi ci abbandona".

 

Da Benedetto XVI (B16 per gli amici ...) ci aspettavamo più insegnamenti che emozioni, e così è stato: ogni volta le sue parole hanno aggiunto dei mattoni alla casa della nostra fede. Ma tutti siamo stati anche conquistati dalla sua tenerezza e quasi timidezza, quelle di un padre davanti ai propri figli. Nella formazione ci hanno aiutato molto anche i vescovi italiani che ogni mattina tenevano affollatissime catechesi alla Koelnarena (ventimila giovani!) e nelle parrocchie. In particolare, Mons. Sigalini ci ha messi di fronte alla necessità di fare un salto di qualità nella nostra vita, diventando concretamente missionari in ogni realtà e verso tutti.

 

Abbiamo anche vissuto bellissimi momenti di festa dai quali è arrivato al mondo un messaggio di forte unità, è stato fondamentale condividere e "scambiare" il nostro entusiasmo con quello di giovani di decine di paesi e culture diversi, in una gioia che diventava essa stessa preghiera. Questo dava senso anche alle lunghe attese alle stazioni del tram, al freddo, ai tanti chilometri a piedi e al cibo a cui abbiamo fatto un po' fatica ad abituarci ...

 

Dopo l'emozione, le preghiere, la festa e la gratitudine per il dono stesso del pellegrinaggio ora la domanda che ci facciamo è: "Che cosa resta in noi? E cosa abbiamo in più da portare agli altri?". Sicuramente è prematuro rielaborare adesso un'esperienza così profonda. Forse però una risposta l'abbiamo già trovata in un invito che ci ha rivolto il Papa durante la Messa conclusiva:"Io so che voi come giovani aspirate alle cose grandi, che volete impegnarvi per un mondo migliore. Dimostratelo agli uomini, dimostratelo al mondo, che aspetta proprio questa testimonianza dai discepoli di Gesù Cristo". Ora, almeno per quanto riguarda la comunità locale, sta a noi e a tutti quelli che vorranno raccogliere questo mandato dare fiducia a Dio e, insieme a Lui, trasformare in realtà queste parole.

 

Giovanni Storelli, Arianna Guidubaldi, Federico Matarazzi

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