L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 18 - 18 settembre 2004 | |||||
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La famiglia Palanga per "Il Germoglio" Un dono ai "ragazzi" per i 10 anni del centro Venerdì due settembre con una festa sono stati celebrati i dieci anni de "Il Germoglio" ed è stato ricordato loperatore Antonello Palanga, dedicandogli una stanza del centro. In questa occasione speciale la famiglia ha voluto fare un dono ai ragazzi per ricambiare il grande affetto che essi hanno conservato, per lamico Antonello, ma anche qualcosa che nello stesso tempo facesse parte dello stabile.
La donazione comprende 14 tavole di legno, della misura di m. 1x0,30, raffiguranti la Via Crucis, dipinte a mano dallartista Anna Beni di Sigillo, laureata allAccademia delle Belle Arti di Perugia. La Via Crucis rappresenta le ultime ore di vita di Gesù, Egli ha accettato il dolore, ha sofferto ed è molto per la salvezza degli uomini.
Anna, con dei colori forti, e con delle figure molto semplici ma espressive, ha saputo rappresentare il dolore di ogni uomo: il dolore di Veronica mentre asciuga il volto di Gesù, il dolore di una Madre davanti al figlio morente, il dolore fisico delluomo Gesù che sta morendo. Ma, nello stesso tempo, i colori forti sono pieni di luce, quasi a voler dare un messaggio ad ogni uomo che ha la sua Via Crucis de seguire e che se, ogni giorno accetta la sua croce, alla fine, giunto al traguardo, ci sarà un premio: la felicità eterna.
Poi un Tabernacolo, donato da Marco Pannacci, un giovane di Sigillo che, nel tempo libero, si dedica con passione alla lavorazione del legno: un suo dono ai ragazzi in ricordo dellamico di scuola Antonello. Perché il Tabernacolo? Perché in esso cè racchiusa la cosa più preziosa "Il corpo di Gesù", un po come il cuore delluomo dove sono custoditi i sentimenti di amore e dolore che lo accompagnano durante la vita.
La mamma di Antonello, Casagrande Noretta Palanga | LA POSTA
Dal diario di Antonello 15 gennaio 1998 - Ho vissuto amando profondamente ogni cosa, mi sono interrogato spesso sul senso della vita e quello che penso è che sia uno strano gioco; per quanto mi è possibile ho voluto e voglio viverla in pienezza in onestà e giustizia con tutti e tutto. Il resto è storia. | |||||
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