L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 17 - 4 settembre 2005 | |||||
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Calcio addio
di Marcello Nuti In occasione della ristrutturazione del comitato locale di Gubbio della FIGC -S.G.S., che ha portato alla nomina a presidente di Renato Padeletti e a segretario di Luca Zebi, mi piace ripercorrere i miei 50 anni d'attività federale. Sono entrato in federazione nel lontano 1958, quando giovane e baldanzoso, ho superato l'esame e sono diventato arbitro, percorrendo tutta la trafila nei campionati regionali, prima nella provincia di Perugia e poi in quella di Terni (dove mi ero trasferito per motivi di lavoro).
Trascorsa l'esperienza da arbitro, sono rimasto nell'universo A.I.A. come commissario di campo per la L.N.D., ma anche come inviato dell'ufficio indagini a livello regionale. E' cominciata in quel periodo anche la mia esperienza di dirigente federale, come componente del comitato locale di Orvieto del S.G.S.
Ritornato, sempre per motivi di lavoro, nel territorio natìo, ho continuato nella mia funzione di dirigente presso il Comitato locale di Gubbio, prima come componente e poi, in successione, come segretario, come giudice sportivo e per ultimo come presidente. Nel periodo in cui il comitato è stato dequalificato a delegazione, sono stato delegato e poi, quando finalmente è stato riportato a comitato, di nuovo come presidente.
Sono stati lunghi anni ricchi di soddisfazioni e carichi di impegno; qualche volta è subentrato un po' di scoramento per i piccoli e grandi problemi che tale attività comporta, ma ha sempre prevalso l'amore e l'entusiasmo verso questo sport, che mi ha dato la carica e la forza di andare sempre avanti. Tanta la gente che ho conosciuto, di cui sono diventato amico e di cui conservo un ricordo caro e indelebile.
Una pubblicità recitava "50 anni e non sentirli": ecco questo è il mio stato d'animo; ho dato le dimissioni da presidente perché ritenevo giusto farlo e dare spazio ad idee ed energie nuove, ma nel mio profondo rivivo ancora tutti i successi e tutte le attività di questi anni che hanno portato il comitato di Gubbio alla ribalta delle cronache locali e nazionali per l'attività svolta: al momento del mio ingresso nel comitato c'erano soltanto cinque società che facevano attività ufficiale, ora sono 36 e i tesserati del solo S.G.S. sono stabilmente circa 1.000, senza considerare quelli delle società professionistiche (Gubbio e Gualdo), i dilettanti, gli amatori, quelli del calcio a 5 e le sempre più numerose ragazze del calcio femminile.
Questi corposi numeri, hanno consentito che un anno il comitato di Gubbio sia stato chiamato ad organizzare e gestire le finali nazionali dei campionati Giovanissimi e Allievi, con gran dispendio di energie, ma con l'enorme soddisfazione di ricevere i complimenti da tutti per l'organizzazione e la gestione dell'evento.
Come poi non menzionare l'attività che ormai si è consolidata e che per tale motivo è ora considerata normale routine, ma che una volta non esisteva: dall'attività professionistica del torneo Città di Gubbio (riservato a squadre di categoria primavera di società di seria A e B) all'attività giovanile del torneo AVIS di Fossato di Vico (che ha raggiunto importanza a livello nazionale); dall'attività per amatori del torneo 5 Colli (evento da 120 partite a stagione), all'attività del calcio a 5 con tornei da 30 squadre; dai corsi per allenatori di vari livelli, a quelli per dirigenti, senza trascurare l'attività scolastica con corsi per insegnanti a livello nazionale.
Fare un bilancio è difficile e si rischia sempre di dimenticare qualcosa e qualcuno, di questo eventualmente me ne scuso in anticipo, ma di una cosa sono convinto: si è chiusa un era in cui il calcio era a dimensione umana e disinteressata, mentre se n'è aperta un'altra dove prevale l'interesse e il business. Non sono in grado di dire se questo è meglio o peggio, so solo che non è più la mia dimensione e per questo mi faccio da parte convinto che sia il gesto necessario di un uomo che ha sempre rispettato i suoi valori e che per orgoglio o per presunzione non vuole abdicare a loro.
Spero vivamente che comunque su tutto prevalga una cosa: lo sport come simbolo di onestà, correttezza, rispetto delle regole e degli altri; se questo avverrà, non solo sopravviverà il calcio, ma vincerà soprattutto la nostra società.
Vorrei per ultimo ringraziare tutte le società sportive che hanno avuto la pazienza di sopportarmi, i loro dirigenti, i loro calciatori e la stampa locale con la quale ho avuto sempre ottimi rapporti.
Grazie a tutti e da buono sportivo vi auguro un sincero in bocca al lupo. | INFORMAZIONI | |||||
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