L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 17 - 4 settembre 2005

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Nedo Frillici, ceramista dell'anno


Nedo è nato a Gualdo Tadino il 27 agosto 1930; giovanissimo, per non gravare sul bilancio familiare, fa lo sguattero nella cucina del Collegio dei Salesiani, dove conosce l’insegnante di disegno dell’Istituto, Antonio Pizzicati. Questi nota in lui un notevole talento pittorico, si appassiona a questo ragazzo e gli spiega come impostare il disegno, come stendere i colori, il resto Nedo lo fa da solo.

 

08nfrillici0517.jpg (13049 byte)Si diletta nel dipingere paesaggi su tavolette prese nella falegnameria del padre con i colori ad olio che gli regala il professore e nel contempo lavora per qualche tempo come pittore nella ceramica Mastro Giorgio. Nel 1950, chiamato al servizio di leva e dichiaratosi pittore nella vita civile, viene assegnato all’ospedale militare di Torino a disposizione delle suore che gli fanno dipingere ad olio alcuni stendardi, di cm. 300 x 100, da utilizzare per la processione del Corpus Domini.

 

Tornato a Gualdo, inizia a lavorare nella ceramica del prof. Santarelli, dove affinerà le sue già cospicue doti personali e, dal pittore Poloni, apprenderà a dipingere su smalto al terzo fuoco. Dopo circa tre anni di permanenza in quell’opificio, Nedo sente di dover cambiare e approda alla ceramica Italfax dove guadagna qualche soldo in più e il lavoro comincia a dargli grandi soddisfazioni perché inizia a dipingere pannelli per pavimenti e rivestimenti per le abitazioni. Nel 1956 passa alla ceramica Monina. Anche qui il lavoro consisterà principalmente nel fare pannelli da inserire nei pavimenti e nei rivestimenti dei bagni, e Nedo può spaziare a suo piacimento tanto che in questa fabbrica resterà per ben cinque anni. Finisce poi all’I.C.A.P. di Angelo Pascucci, dove la sua prerogativa predominante sarà di dipingere pannelli con scene mitologiche, fare copie di quadri famosi o istoriare grandi vasi alti quasi un metro e con la pancia di 80 cm. di diametro.

 

Nedo si rende conto di essere diventato bravo, di poter fare da solo e vuole tentare questa strada. Allora si mette in proprio e nel 1970 apre un suo laboratorio, dove tuttora opera, in largo Porta Romana; lavora anche come artigiano per altre aziende. Passeranno per il suo atelier decine di giovani allievi desiderosi di apprendere i segreti di quest’arte. Le pareti della sua bottega sono sempre piene di quadri importanti, come "Il ratto delle figlie di Leucippo", "Il ratto delle sabine" dal Rubens, "La primavera" del Botticelli e quant’altro, che danno valore alla sua persona e lo fanno apprezzare dai vari committenti.

 

Il prof. Enzo Storelli in un opuscolo del 1982 descrive Nedo Frillici, tra l’altro, come un pittore che "... passa tranquillamente dai primitivi italiani al Rinascimento fiammingo, dalla favola tardogotica di Gentile da Fabriano alle opulenze tizianesche, con un’adesione, una forza di segno e una tavolozza che finiscono per riconoscersi e spesso per sorprendere sebbene si tratti di copie (esemplari, a questo proposito, quelle de "Il Cambiavalute e sua moglie" e "Gli usurai" di Quentin Metsis)".

 

Nel 1982 partecipa al XXII Concorso Internazionale della Ceramica sul tema "Dalla terra di San Francesco un messaggio di pace, amore e fratellanza" con un pannello raffigurante San Francesco che costruisce la sua chiesa; un quadro composto da quindici vecchi mattoni smaltati e dipinti, racchiusi in una cornice fatta da lui stesso con vecchie travi. La creatività di Nedo è anche questa, le cornici per i suoi quadri Nedo le prepara con le sue mani.

 

Nedo da Gualdo ha anche partecipato, con l’associazione ternana "Thyrus", a diverse mostre ottenendo due diplomi d’onore (1982; 1986), un agognato riconoscimento con il drago di bronzo (1982), e in ultimo, nel 1998 a San Lorenzello in provincia di Benevento, la medaglia d’oro alla IV Rassegna della Ceramica, partecipando con il pannello "L’adorazione dei Magi" di Gentile da Fabriano; una vera e propria miniatura.

 

Ma nessuno è profeta in patria e solamente oggi, forse tardivamente, a Nedo Frillici, più noto ormai come Nedo da Gualdo, viene riconosciuto ufficialmente dall’Amministrazione Comunale e dal Centro Ceramico Umbro, l’onore di essere qualificato "ceramista dell’anno".

 

Mario Becchetti

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