L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 17 - 4 settembre 2005

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FATTI E MISFATTI

Rubrica a cura di

Riccardo Serroni

 

Occorrono idee nuove per le nuove emergenze


La rivoluzione che stiamo vivendo è epocale. L’invasione dei manufatti orientali mette in crisi le nostre industrie, l’invasione dei centri commerciali ha messo in crisi i vecchi negozi, la decentralizzazione dei centri abitativi e delle attività commerciali ha messo in crisi i centri storici…e via cantando.

 

Di fronte ad una crisi di così vasta portata il "piove governo ladro" non funziona più, il piagnisteo non indaga seriamente né suggerisce possibili soluzioni. Di fronte ad una crisi di così vasta portata tutti devono fare uno sforzo di qualità perché i vecchi parametri di riferimento non funzionano più, le vecchie categorie di riferimento rischiano di essere inadeguate, le pappe fritte e rifritte lasciano il tempo che trovano. Uno sforzo in tal senso credo che lo dobbiamo fare anche noi che ci "spassiamo" al computer per affidare a voi lettori le nostre riflessioni. L stampa deve registrare, criticare (quando c’è bisogno) e, soprattutto, proporre, se ha qualcosa da proporre. Se non ce l’ha, chi scrive e chi lo ospita, è ben poca cosa, è l’aria fritta e rifritta che non serve assolutamente a niente.

 

E per essere coerente con quanto appena detto una piccola proposta ce l’avrei. Il mio ragionamento si inserisce nel contesto di quel tentativo di rilanciare (o lanciare) la vocazione turistica di Gualdo Tadino. Checchè ne possa dire qualcun altro, l’amministrazione pubblica, negli ultimi anni, ha fatto molto per quanto gli compete. Il museo della Rocca Flea, il Museo dell’Emigrazione, la prossima area archeologica sono veicoli di indubbio richiamo, soprattutto se a questi si aggiungono la cattedrale e San Francesco (i cui lavori di ristrutturazione stanno procedendo). Bisognerà prima o poi dare anche una bella sistemata al Museo della ceramica moderna.

 

Chiunque abbia fatto un po’ di turismo itinerante per le città d’arte sa, però, che il turista, dopo aver fatto incetta di musei, ama trascorrere il tempo oziando nell’osservazione delle vetrine e dei negozi tipici (aperti anche nei giorni festivi naturalmente, perché l’afflusso maggiore dei turisti è nei giorni festivi): osserva, entra, acquista l’oggettino, la bandierina, il fazzolettone, la pubblicazioncina, prende il caffè, mangia la merenda e così via. A Gualdo, quando il turista ha visitato ciò che deve visitare, che può fare? Se ne può soltanto andare perché non ha la minima possibilità di curiosare. Perché manca l’oggetto da curiosare.

 

Un’occasione di richiamo straordinario sono i Giochi de le Porte, la Processione del Venerdì Santo, il Presepe della civiltà contadina di Roveto. Una tradizione radicata è la ceramica. Sposando la ceramica con la nostra tradizione i nostri artigiani potrebbero realizzare oggetti vari che abbiano come soggetto la Rocca Flea, il Museo dell’Emigrazione, i Giochi de le Porte, la Processione, la Rocchetta, la Valsorda e così via. Oggetti non necessariamente costosi ma alla portata di tutti ai quali abbinare altra produzione come bandiere, fazzolettoni, cappelli, pubblicazioni non costose e via discorrendo (bisognerà mettere a leva un po’ di creatività anche scopiazzando quanti ci hanno pensato prima di noi). Tutta questa oggettistica dovrebbe essere messa in vendita dai negozianti del centro storico o nei pressi del centro storico (magari promuovendo la nascita di negozietti appositi per il solo periodo estivo impegnando qualche studente, perché no?). Ostacoli? Non ne vedo di insuperabili. Con l’accordo di tutti si può fare di tutto, basta avere la comune volontà di far crescere la nostra comunità.

 

Chi potrebbe prendere l’iniziativa? Il comune, oppure la Pro Tadino (se il nuovo consiglio si metterà finalmente a lavorare con qualche costrutto), comunque un soggetto extra partes. L’importante è lanciare il sasso nello stagno e raccogliere le adesioni. Poi la strada da percorrere non sarà difficile trovarla.

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