L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 17 - 4 settembre 2004

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PROBLEMA FARMACIA

Riceviamo e pubblichiamo


Il problema della Farmacia Calai, che tanto interesse suscita nei gualdesi, attiene a due precise categorie: quella di chi l'ha a cuore per retaggio storico-affettivo e quella, invece, di chi ne parla in quanto lavoratore ... dipendente. Sarà bene, però, andare per gradi e soprattutto stiamo attenti a non perdere di vista il diritto ed a non farsi fuorviare da un linguaggio troppo di parte. La Farmacia Calai è un "dono" di Mons. Calai alla città di Gualdo Tadino i cui "utili" dovevano essere indirizzati per alleviare i bisogni dei gualdesi più indigenti.

 

Dal momento che il Direttore della "nostra" Farmacia ha pubblicamente dichiarato (L'ECO N.15-16) che nel 2004 il conto economico della stessa ha presentato un utile di "circa 700 milioni delle vecchie lire", sarei curioso di sapere quanti, quando e come questi "utili" sono stati destinati ai poveri di Gualdo Tadino! Senza far passare sotto silenzio l'ipotesi di un possibile conflitto di interessi visto che il Direttore della "nostra" Farmacia è il papà dell'assessore al bilancio del Comune di Gualdo Tadino. Agli organi di controllo regionali l'ardua sentenza!

 

Ma veniamo alla Farmacia Calai, a questo "lascito" intorno al quale la disputa sembra interessare più gli addetti ai lavori (quattro o cinque medici) che i gualdesi, tranne quei migliaia che con l'autonomo ed appassionato contributo di Olga Fioriti e di quanti altri le sono stati vicini, hanno negato al Prof. Scassellati di potersi fregiare di essere il "Sindaco di tutti".

 

E' mia ferma convinzione che quanti hanno veramente a cuore un fatto di assoluta ed acclarata valenza storica per la città di Gualdo Tadino non avrebbero sposato la tesi e l'arroganza del nostro Sindaco. Mi meraviglia che i DS gualdesi mantengano sull'argomento un certo imbarazzato silenzio quando la loro presenza a Gualdo Tadino non è certo di secondaria importanza; perché non porre nella dovuta attenzione il problema dei commercianti che vivono e fanno vivere insieme alle altre attività, il centro storico? Mi confida al riguardo un loro qualificato esponente "come si fa a non accorgersi che Piazza Martiri senza la Farmacia Calai e più povera?!"

 

Ma che dire della validità storica, quando la si àncora alla "necessita di migliorare il servizio e di renderlo più accessibile ...", quasi che Mons. Calai è chiamato in causa non per quello che ha lasciato e per le finalità a cui l'ha destinato, ma perché non soddisfa i desiderata di una manciata di medici che associandosi vorrebbero la Farmacia sotto i loro studi.

 

Perché non realizzare degli studi medici associati, sopra la Farmacia Calai nei locali che furono la dimora del compianto Comm. Carlo Rosi con l’adozione di moderne soluzioni ascensionali? Come si fa a disquisire in materia di costi e ricavi nel campo sanitario farmaceutico quando la Regione Umbria registra, malgrado il positivo contributo del lasciti, un deficit in massima parte attribuibile alla sanità di ben 700 miliardi delle vecchie lire.

 

Ai cittadini gualdesi e in special modo a quelli che hanno firmato e continuano a firmare per un sollecito ritorno della Farmacia Calai in Piazza Martiri facciamo presente che è stata rintracciata con l'aiuto di Mons. Calai, l'erede legittima del nobile benefattore. Ci auguriamo di poterla avere quanto prima a Gualdo Tadino.

 

Un fatto è certo: sulla vicenda della Farmacia Calai si può dire che non siamo che all'inizio!

 

Francesco Calai

LA POSTA

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