L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 15/16 - 7 agosto 2005

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   FOSSATO ARTE 2005  

Omaggio allo scultore

gualdese Benito Cavalieri


11bcavalieri0515.jpg (12275 byte)Nell’anno intercalare in attesa della futura biennale d’arte la manifestazione artistica estiva del 2005 a Fossato è dedicata ad uno scultore locale, Benito Cavalieri. La rassegna è un omaggio alla memoria di un artista gualdese (anche se il termine artista per le sue caratteristiche risulta anomalo) scomparso a 59 anni nel 1991 (era nato a Gualdo Tadino il 18 luglio del 1932) dopo che sottoufficiale di marina si era ritirato nelle sue terre d’origini e si era dedicato alla sua passione giovanile: la scultura ed in misura minore la pittura. La mostra è una esclusiva, perché il personaggio molto schivo e tutto istinto - non aveva frequentato una scuola d’arte - faceva riferimento esclusivamente alla creatività artistica, probabilmente ereditata da trascorsi familiari e non aveva mai presentato in pubblico le sue numerosissime opere. Così Fossato Arte propone una chicca locale: una mostra inedita che desta curiosità ed interesse in particolare a Gualdo Tadino, dove Benito Cavalieri era ben noto e stimato. La mostra verrà inaugurata il 7 agosto all’ex teatro comunale nel centro storico di Fossato di Vico e verrà aperta nei locali espositivi delle ex carceri tutte le sere dalle ore 20 fino al 21 agosto. Tutta l’organizzazione è affidata all’associazione culturale Otium, che in collaborazione con l’amministrazione comunale ha curato l’allestimento. Verranno esposti dipinti, sculture in legno, ceramica e ferro, i materiali della tradizione artistica locale trasformati in opere decisamente originali. "Il contenuto principale - si legge in una nota diffusa dall’organizzazione - è quello della metamorfosi riferita al tema della maternità o più precisamente della nascita." "La figura umana femminile - prosegue la nota - si trasforma continuamente come una pianta: cresce, si ramifica, si contorce, si squarcia nel momento del parto con effetti altamente drammatici. Le immagini, nelle quali non va ricercato un confronto con la realtà, vanno interpretate in senso simbolico come proiezione di una condizione psicologica complessa ed angosciante." "Dal punto di vista stilistico - conclude la nota - le opere di Benito Cavalieri possono essere riferite alla corrente surrealista, soprattutto quelle pittoriche, mentre nelle sculture le connotazioni surrealistiche lasciano spazio a soluzioni formali di carattere espressionistico".

 

Ottavio Giombetti

FOSSATO DI VICO

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