L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 15/16 - 7 agosto 2004 | |||||
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Non cento metri ma cent'anni di storia Sto seguendo da varie settimane il dibattito sullo spostamento della farmacia Calai.
Ho letto nel numero del 10 luglio due articoli: il primo intitolato "Tutto questo can can per 100 metri?" e il secondo "II gran rifiuto"; il primo articolo scritto dal segretario del partito socialista gualdese, favorevole allo spostamento della farmacia, il secondo scritto da un cittadino che è contrario.
Prima di esporre il mio pensiero vorrei sottolineare che non sono di Gualdo, mentre mio nonno e mio padre (vostri fedeli abbonati) lo sono. Ho scritto a L'ECO per un preciso motivo: voglio sollevare alcune mie perplessità in merito all'articolo di Mario Fioriti.
A mio parere il segretario socialista non ha capito proprio nulla. Il motivo per cui più di 2000 cittadini non vogliono che si sposti la farmacia non è per una questione di distanza, ma è per conservare un importante pezzo di storia.
Gualdo Tadino è una piccola città che, grazie alla ceramica e all'operosità ed iniziativa dei suoi abitanti, è conosciuta, ma state attenti, se non mettete in giusta luce la sua storia fatta di avvenimenti e di patrimoni artistici-culturali, (come fanno tutte le altre città umbre vanto per la nostra nazione) questa città è destinata a soccombere. Già adesso provate a visitare Assisi o Gubbio e poi recatevi a Gualdo vedrete che differenza!. Fra i patrimoni artistici da menzionare c'è anche la farmacia Calai, che vorrebbero sostituirla con una palazzina moderna.
Vogliono anche togliervi l'ultimo "monumento" rimasto nell'ormai morto centro storico (senza contare la chiesa di San Benedetto, e la monumentale chiesa di S. Francesco che non possono essere tolte ...). Ma attenti che un giorno non vi tolgano anche quelle per sostituirle con una "bella" chiesa moderna vicino alla Coop.
Accade proprio in Umbria vicino a Perugia che un deputato, a causa della recente costruzione di una chiesa sotto casa sua, risponda alle campane cantando ''bandiera rossa" e minaccia di voler ricorrere a vie legali per spostare la chiesa.
Tornando a noi.
Non si tratta di 100 metri (come dice il segretario socialista) ma di 86 anni di storia. Mi è parso ragionevole anche sottolineare che lo spostamento della farmacia è voluto solo da politici (stranamente di sinistra) che, se lo posso dire, coltivano solo i loro interessi senza preoccuparsi di quelli dei cittadini.
Concludendo: se la sinistra non riesce a governare un paesino di 15.000 abitanti, perché 2000 di essi gli firmano contro, mi viene da chiedere come facciano a governare una nazione!?
Perché come dice il detto "tutto il mondo è paese".
Francesco Giubilei | LA POSTA
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