L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 15/16 - 7 agosto 2005

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Situazione Merloni

Preoccupazioni per il piano di ristrutturazione:

I sindacati: "Cercheremo ad ogni costo di evitare licenziamenti"

 

Riccardo Serroni


Da sabato 30 la "Antonio Merloni" ha chiuso per ferie. Un periodo di riposo che i dipendenti non vivranno in tranquillità. C’è in atto, infatti, un piano di ristrutturazione delle aziende di Gaifana e Fabriano, si parla di esuberi e di possibili licenziamenti. Per fare chiarezza la Fiom CGIL ha indetto una conferenza stampa con Mario Bravi, Francesco Giannini, Luciano Recchioni, RSU ed altri dirigenti. Ecco, in sintesi, i punti emersi.

 

C’è un fatto positivo. La "Antonio Merloni" si sta proiettando positivamente nel futuro. Non è più un’azienda a conduzione familiare ma si è data una struttura più moderna con un consiglio di amministrazione ed un amministratore delegato; non è più un’azienda terzista ma fabbrica prodotti propri. Quindi ha una maggiore solidità avendo anche risolto i problemi di carattere finanziario. Ciò non significa, però, che non esistono preoccupazioni.

 

Ogni piano di ristrutturazione prevede tagli di dipendenti ed anche alla Merloni si parla di possibili esuberi. Quanti? Non è stata fornita alcuna cifra e si fanno soltanto illazioni. C’è chi parla di 1000 (500 a Fabriano e 500 a Gaifana) e chi ancora di più. "Il confronto con l’azienda è positivo - hanno detto i rappresentanti sindacali - Per questo escludiamo che il 29 agosto, come qualcuno vocifera, potrebbero partire le lettere di licenziamento. Di possibili esuberi, però, negli incontri che abbiamo già avuto con l’amministratore delegato, se n’è parlato. Ma cercheremo di trovare tutte le strategie possibili per evitare licenziamenti". Anche perché produrrebbero un impatto sociale devastante. I dipendenti della Merloni sono generalmente giovani (30-40 anni) ed un eventuale licenziamento non sarebbe facilmente assorbibile:

  • perché sono troppo giovani per ricorrere agli ammortizzatori sociali previsti in prossimità della pensione;

  • perché all’interno della Merloni non hanno acquisito una professionalità spendibile in altre aziende;

  • perché il nostro territorio è investito da una profonda crisi nel manifatturiero (tessile, ceramica, metalmeccanica) e c’è quindi un calo dell’occupazione.

C’è poi un altro aspetto che non lascia tranquilli. Si conosce da tempo l’intenzione dell’azienda di costruire uno stabilimento in Ucraina; se dovesse avvenire vanno valutate una serie di possibili conseguenze, non ultima la possibilità che lo stabilimento di Gaifana venga trasformato in un magazzino di prodotti confezionati all’estero. Ipotesi che, comunque, secondo Francesco Giannini, è poco credibile: "Anche la "Vittorio Merloni" ha costruito fabbriche all’estero e non sono accaduti cataclismi sull’occupazione nel fabrianese. Trasportare a Gaifana frigoriferi costruiti all’estero avrebbe un costo per il trasporto così elevato da annullare i risparmi per il minor costo del lavoro in Ucraina".

 

A settembre, con la riapertura, riprenderà il confronto con i nuovi amministratori. A quel punto si dovrebbe conoscere in dettagli il piano di ristrutturazione e si comincerà a parlare in termini più concreti.

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