L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 15/16 - 7 agosto 2005

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QUESTIONE FARMACIA: L'OPINIONE DEL DR FEDERICO BELLUCCI

"Piazza Mazzini risponde a tutte le esigenze"

Per individuare il sito più idoneo alla farmacia comunale vanno considerate tutte le variabili: nuovi servizi erogati, facilità d’accesso e problematiche del centro storico

 

Riccardo Serroni


06ospcalai0515.jpg (10178 byte)La questione della farmacia comunale e/o delle farmacie di Gualdo Tadino è stata al centro del dibattito sulle pagine del giornale negli ultimi numeri. Ne abbiamo lette ed ascoltate di tutti i colori, ma nella ricomposizione del mosaico nella sua interezza mancava un tassello importante: il parere della farmacia comunale Calai. Con questa intervista al direttore Dr Federico Bellucci completiamo l’informazione consentendo, quindi, a chi legge di avere un quadro completo dei vari punti di vista. Ognuno, poi potrà farsene una propria opinione. Su un punto credo che non si possa dissentire da quanto ci ha detto il Dr Bellucci. Il problema dell’ubicazione della farmacia comunale non va visto solo da un’ottica: l’utilizzo della farmacia come specchietto per le allodole per riportare la gente al centro. Pur riconoscendonene il ruolo importante in questa direzione, non si possono dimenticare le problematiche inerenti i nuovi servizi erogati e la facilità dell’accesso. Un esempio? Nella nuova ubicazione, temporanea, in piazza Beato Angelo la farmacia ha avuto un incremento notevole negli utili (saliti a circa 700 milioni delle vecchie lire nell’anno 2004). Ciò potrebbe significare che, pur riconoscendo le ragioni di chi si lamenta per non averla più a portata di mano, c’è una gran parte di cittadini che la trova più accessibile e più fruibile. Ma ascoltiamo il pensiero del Dr Federico Bellucci.

 

Il nuovo ruolo delle farmacie

 

"Per capire la filosofia della nuova politica sull’ubicazione della farmacia comunale bisogna comprendere l’evoluzione del ruolo che la farmacia in questi ultimi anni è chiamata a svolgere", ed è proprio questo il punto di partenza della nostra chiacchierata.

 

"La farmacia, oggi, non è più solo un’attività commerciale, ma un soggetto erogatore di servizi. Rispetto a 40-50 anni fa, quando la farmacia era prevalentemente un luogo di preparazione di farmaci, il suo ruolo si è evoluto, soprattutto nell’erogazione di servizi qualitativamente elevati, finalizzati alla tutela della salute del cittadino ed al completamento del ciclo sanitario al suo servizio. Le stesse Asl le hanno riconosciuto un ruolo importante sul territorio perché costituiscono un presidio diffuso capillarmente. Ne è un esempio il CUP, cioè il servizio di prenotazione ricette. Inoltre, il nuovo assetto organizzativo della medicina di base prevede di individuare nuove forme organizzative sia per i medici di base (che possono costituirsi in associazione o in gruppo) che per le farmacie, in modo tale da garantire maggiormente la continuità assistenziale anche a livello domiciliare. Ed una farmacia erogatrice di servizi ha bisogno anche di una facile accessibilità, altrimenti ne possono usufruire in pochi".

 

Che cosa intendi per accessibilità al servizio?

 

"E’ una delle ragioni fondanti della scelta dell’ubicazione in piazza Mazzini, anziché in p.zza Martiri. L’accessibilità è garantita dal parcheggio quasi ultimato, che prevede 120 posti auto".

 

C’è anche la motivazione della vicinanza con gli studi medici che troveranno ospitalità al primo piano:

 

"Indubbiamente sì. Ma c’è da precisare una questione. Gli studi medici che hanno deciso di trasferirsi in p.zza Mazzini, quando saranno ultimate le palazzine, lo hanno fatto in maniera autonoma. La stessa autonomia che credo e mi auguro abbiano avuto i medici che hanno deciso di abbandonare il centro".

 

L’accessibilità del servizio

 

Torniamo al discorso della facilità dell’accesso al servizio:

 

"E’ presto detto e facilmente comprensibile. Quando saranno ultimate le palazzine i cittadini, soprattutto i più anziani, avranno comodamente a disposizione la Posta, i medici e la farmacia senza farsi trasportare di qua e di là".

 

Il ritorno della farmacia nella vecchia sede in piazza Martiri quali controindicazioni avrebbe?

 

"Credo che, al di là delle ragioni addotte dai firmatari di quella petizione ormai nota, il ragionamento intorno alla sede più idonea debba trovare un punto di incontro in una soluzione che possa soddisfare le esigenze di tutti: quelle dei cittadini, quelle del servizio farmaceutico, quelle del centro storico.

 

I locali in piazza Martiri, rispetto ai nuovi servizi che eroga la farmacia, sono ormai obsoleti, inadeguati. Non ci sono sufficienti spazi disponibili, sia per l’area espositiva che per la fruibilità dei servizi erogati. Oggi, con l’entrata in vigore della legge sulla privacy, una farmacia ha bisogno di spazi riservati per tutelare il cliente nella prenotazione al Cup o nella misurazione della pressione, del colesterolo e di tutti gli altri servizi gratuiti che offriamo".

 

Tutti riconoscono che se la farmacia tornasse in piazza Martiri oggi, con la lontananza dai medici, guadagnerebbe di meno. Però, qualcuno sostiene che, essendo di proprietà comunale, ciò non avrebbe importanza, purché contribuisca a riportare un po’ di gente in centro. Come la pensi?

 

"Io credo che il ragionamento vada rovesciato. Non parlerei di possibilità di guadagno o meno, ma continuerei a parlare di accessibilità al servizio. Se alla fine della giornata la farmacia guadagna di meno vuol dire che ha servito meno persone e ciò significa che è peggiorata l’accessibilità, che non è più comoda per la gente e che, quindi, non esplica più il servizio che deve offrire nel miglior modo possibile. Fermo restando, poi, che oggi la filosofia, anche nel pubblico, è quella di stare attenti alle spese, alla riduzione dei costi e, pertanto, anche ai ricavi. L’utile non è una variabile ininfluente. C’è inoltre da aggiungere che si parla continuamente della necessità di liberare la piazza dal traffico. Credo che una farmacia posta un centinaio di metri prima dell’isola pedonale possa costituire un veicolo formidabile di traino per riportare gente in centro città. Una farmacia posta al centro dell’isola pedonale diventerebbe, al contrario, poco accessibile, soprattutto per certi servizi che richiedono l’utilizzo della macchina per il trasporto della merce".

 

Hai dei dati che possono dimostrare questa affermazione?

 

"Nel 2002 il trend di crescita mensile degli incassi era superiore, in media, di circa 15 milioni di Lire, rispetto al 2001. Quando nel maggio 2002 si operò la rivoluzione del traffico, con il rovesciamento del senso di marcia in via Calai, la farmacia registrò non più un incremento, ma addirittura una notevole perdita, così quantizzata: meno £. 12.000.000 a maggio, meno £. 10.711.000 a giugno, meno £.14.000.000 a settembre, meno £ 7.238.000 a ottobre.

 

Luglio ed agosto non fanno testo perché le due farmacie chiusero per ferie, a turno, per un mese. Questo conferma ciò che dicevo: minore accessibilità, minore introito, minore servizio e meno gente. Quindi non è il sistema migliore per riportare la gente in piazza. Ce ne sarebbe invece un altro".

 

Quale?

 

"Dovrebbero essere i medici a ritornare il più vicino possibile alla piazza. La farmacia vive soprattutto delle prescrizioni dei medici. Il primo anello della catena sono loro. Quando saranno ultimate le palazzine in piazza Mazzini, e mi auguro che ciò avvenga al più presto, i medici che sono rimasti in prossimità del centro e quelli che attualmente sono in piazza Beato Angelo, ma che si trasferiranno in piazza Mazzini, insieme alla farmacia e alle Poste riporteranno in centro circa 9 mila persone. Poi toccherà un po’ a tutti, in primis alle attività commerciali del centro, trovare il modo di "catturarne" almeno una parte".

 

Quando prevedete di trasferirvi in piazza Mazzini?

 

"Abbiamo in progetto di trasferirci entro Natale 2006".

 

La questione storica

 

Un altro argomento a sostegno dell’ubicazione della farmacia comunale in piazza Martiri è quello storico, relativo al lascito di Mons. Calai. Qual è la tua opinione?

 

"I locali dov’era ubicata la farmacia non sono del Comune e nemmeno dei Calai. Una parte sono di proprietà della famiglia Rosi, alla quale il Comune paga un affitto, ed una piccola parte sono della Asl nr 3. L’importanza storica della donazione di Mons. Calai rimane comunque. Mons. Calai aveva donato la farmacia all’ospedale. Con la riforma sanitaria del 1978, le Asl, per impossibilità giuridica, non possono più possedere e gestire beni produttivi come le farmacie. Quindi le farmacie ospedaliere esterne, come la nostra, sono state trasferite ai Comuni. Rispetto ai nuovi ragionamenti che stiamo sviluppando non credo che Mons. Calai avrebbe qualcosa da ridire riguardo alla necessità di migliorare il servizio e di renderlo più accessibile. Anzi, proprio per le finalità con le quali donò la farmacia, ne sarebbe contento".

 

La fusione delle farmacie di Gualdo, dopo il voto in consiglio comunale, ha subito un rallentamento per i motivi che ci ha spiegato il Dr Manfroni. Tuttavia, al di là della realizzazione o meno della fusione, il Dr Manfroni auspica una collaborazione sempre più stretta tra le farmacie. Sei d’accordo?

 

"Certamente. Direi che questa collaborazione esiste già, tanto è vero che ambedue le farmacie espletano una serie di servizi per il cittadino che sono all’avanguardia: Cup, autoanalisi del colesterolo, dei trigliceridi, della glicemia, analisi del capello, test di gravidanza, noleggio di apparecchiature sanitarie e così via. In questi servizi non siamo in competizione ma in sinergia".

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