L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 15/16 - 7 agosto 2005

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Rubrica a cura di

Carlo Petrozzi

 

Gualdo scoppia ... ma non di salute


Lasciateci passare questo titolo un pò provocatorio dovendo trattare un tema, quello dell'economia, che purtroppo non riguarda solo la nostra città, ma investe gran parte del pianeta. La crisi economica attuale, iniziata nei primi mesi del 2000 si protrae ormai da ben cinque anni; ci era stata dipinta come una crisi "fisiologica", ma si è ben presto manifestata nella sua gravità come una delle crisi più profonde dell'ultimo secolo, paragonabile a quella del ‘29 e di poco inferiore a quella tragica del recente dopoguerra.

Gli atti terroristici, le crisi politiche mondiali sono stati eventi devastanti e l'avvento dell'Euro (strombazzato da molti, ma in fondo richiesto da nessuno) non ha fatto altro che acuire una situazione precaria (quale quella italiana) che prevede orizzonti non certo tranquillizzanti.

Ora voi vi chiederete cosa c'entri tutto questo con Gualdo?

Bene, certamente non si può analizzare la situazione economica gualdese in modo oggettivo, se non si tengono conto questi scenari: Gualdo non era e non è un'isola felice. Molto dipende dalla crisi strutturale e molto altro ce lo siamo cercato. Gualdo aveva, nel suo recente passato, risorse consistenti da sfruttare, quali il turismo, l'acqua e la ceramica. Dei primi due abbiamo già trattato (e torneremo a farlo), mentre del settore ceramico dobbiamo aprire un'ampia parentesi.

"Gualdo Città della Ceramica", così si legge nelle insegne, negli ultimi 50 anni ha mostrato tutti i suoi segnali di invecchiamento e di scarso rinnovamento. Ad oggi non sappiamo se le nostre piccole imprese puntano sulla ceramica artistica, su quella commerciale o su quella da arredo. Sappiamo solo che il mercato è in crisi e lo è soprattutto quello tedesco che era la nostra fonte principale di ordinativi. I nostri prodotti artigianali costano molto di più di quelli fatti nei paesi nord africani, piuttosto che in Spagna e soprattutto in estremo Oriente. Il mercato americano (con il super Euro) non tira e quello franco-tedesco è soffocato dalle rispettive crisi economiche. In soldoni: non c'è più mercato. E le nostre piccole imprese artigiane, per lo più male organizzate e indirizzate, vivacchiano col terrore del fallimento, ogni tanto aiutate da interventi a pioggia saltuari che certo non hanno nulla a che vedere con una programmazione seria e duratura. E pensare che noi, qualitativamente, abbiamo la migliore mano d'opera, fatta di storici ceramisti e giovani volenterosi, a cui manca però un "programma di medio-lungo termine".

E qui la politica ha avuto le sue belle colpe. Ha provato a mettere in piedi un Centro Promozionale della Ceramica che non ha mai funzionato, se non a parole, per ottenere finanziamenti regionali, statali e in ultimo europei, che hanno prodotto capannoni che ora sono desolatamente vuoti.

L'economia gualdese si è aggrappata alla ceramica come unica fonte di sostentamento, ma tutti sappiamo che una economia mono - settoriale non è destinata a durare a lungo. In questo contesto, ma con ben altri risultati, si è inserita la Tagina Spa. Diciamolo chiaramente, la Tagina è stata (e speriamo lo sia ancora per molto) il traino dell'economia gualdese. Centinaia di famiglie a Gualdo dipendono da questa azienda e solo per questo (e non per il Calcio) che bisognerebbe ringraziare chi ha avuto il merito di lanciare nel mondo un prodotto ceramico di grande qualità ed anche il nome di Gualdo città.

Certo oggi le cose non sono più rosee con un tempo e si sentono scricchiolii anche preoccupanti. Ma, come dicevamo prima, la crisi internazionale non ha risparmiato nessuno e i mercati sono diventati difficili anche per una azienda, la Tagina appunto, che di mercato ne aveva sempre avuto, grazie soprattutto alla qualità del suo prodotto, apprezzato nel mondo, e alla serietà e professionalità dei suoi dirigenti. Siamo convinti che, in questo caso, l'Euro sia stato determinante per la bilancia commerciale della nostra azienda: con un Euro così alto è difficile vendere in paesi che non siano l'Europa. E, anche in questo settore, quello della piastrella di qualità, cominciano già i primi tentativi di imitazione a bassi costi, da parte della tigre cinese.

Certo a noi interessa l'occupazione e le famiglie che vi lavorano cominciano ad essere in ansia. E guardate che una crisi della Tagina avrebbe ripercussioni anche nel commercio e nell'indotto: l'equazione è "meno lavoro, meno soldi da spendere". Su questa situazione dobbiamo solo incrociare le dita e sperare in una rapida ripresa economica internazionale.

C'è poi l'altro fronte della Merloni.

Anche qui ci sarebbe tanto da dire, anche se non siamo a conoscenza dei prossimi sviluppi aziendali e politici. Ci limiteremo solo a dire che questa azienda non l'abbiamo mai sentita pienamente "gualdese" e che l'orizzonte non è certo incoraggiante. In questa azienda lavorano molti giovani gualdesi, parecchi extra comunitari, ed una eventuale chiusura avrebbe effetti devastanti sul futuro immediato dei nostri ragazzi.

La politica (locale, regionale e nazionale) non ci da conforto e nemmeno speranze. E' da anni che si parla della crisi Merloni ma passi avanti non ne sono stati fatti. Ci si accorge della Merloni solo quando inizia la Cassa Integrazione o quando ci sono riduzioni di personale.

Ma del futuro e dei progetti dei responsabili della Merloni cosa ne sappiamo concretamente?

Certo non è un quadro idilliaco.

E non crediamo che ci siamo alternative imminenti confortanti. Gualdo purtroppo non ha altre risorse e non ha, diciamo noi, "cervelli" ( intendiamo materiale umano, quali laureati o
tecnici qualificati) che possano dare una svolta a questa parabola discendente della nostra
economia.

Anche noi abbiamo subito una fuga: ci sono diversi gualdesi, in diversi campi, che si stanno facendo onore in altre regioni italiane e che invece sarebbe stato utile averli qui. Delle altre risorse (turismo, Rocchetta) abbiamo già detto. Forse ancora potrebbe essere il "tempo giusto" per parlarne, ma su questo ci vuole la volontà dei nostri politici.

Di tutti i nostri politici, anche di quelli regionali e nazionali: che non vengano solo a prendere voti.

Per favore, occupatevi di Gualdo in modo serio. Questo non ci stancheremo mai di dirlo!

GUALDO TADINO

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