L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 15/16 - 7 agosto 2005 | |||||
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Fumano le pinete Sì, purtroppo è questo il messaggio agostano, con il quale si apre questo numero estivo del giornale: dopo lo spaventoso incendio che qualche anno fa aggredì uno dei versanti del Serrasanta, distruggendo decine di ettari di bosco e di pineta, senza che nel frattempo nessuna delle autorità preposte si sia preoccupata di bonificarli rimuovendo i residui della combustione, il fenomeno si è ripetuto nei giorni scorsi nella pineta che sorge al confine tra i comuni di Gualdo Tadino e Fossato di Vico, sul versante occidentale del Monte Mutali, distruggendo decine di ettari di pineta annosa che costituivano una prerogativa del nostro territorio ed a nulla è valso lintervento delle guardie forestali, della protezione civile, dei volontari e di quanti altri si sono prodigati per il contenimento del danno.
Per la gioia dei patiti del pic-nic in pineta con relativo barbecue o per quella di un piromane? Non fa differenza, resta il danno enorme, inestimabile, per delle comunità che hanno nella tutela dellambiente lultima "linea del Piave", su cui giocarsi le prospettive di sviluppo economico e sociale dei prossimi anni.
Continuando a bruciare i nostri boschi e le nostre pinete, a futura memoria, allungheremo la litania dei "cera una volta", quasi che non fosse sufficientemente lunga la lista delle cose perdute, segnando un declino irreversibile.
E, per tornare al problema delle pinete in fiamme, non sarebbe male che "chi di dovere" rifaccia un pensierino a quando lAmministrazione Appennino gualdese curava con ben altra solerzia il patrimonio di 2700 ettari di montagna, assicurando la manutenzione di strade (ormai abbandonate da anni di incuria), migliorie e quantaltro: è un terreno sul quale - per quanto ci riguarda - la Comunità Montana non ha brillato nei suoi compiti istituzionali.
Continuando di questi passi, presto non potremo più nemmeno dire ai turisti, più o meno occasionali, venite a respirare laria salubre dei nostri monti; e chi ha orecchi per intendere intenda, senza aversene a male. | PRIMA PAGINA | |||||
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