L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 15/16 - 7 agosto 2005 | |||||
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Concerti e bombe Dalla musica rock per il G-8 di Edimburgo, agli attentati nella metropolitana londinese. La cronaca di alcune settimane fa, riferiva di uniniziativa di famose pop e rock-stars dEuropa e dAmerica per la cancellazione del debito nei paesi africani, da parte dei ricchi paesi occidentali creditori. Una serie di concerti da Tokio, a Roma, a Londra, e ad altre capitali, e milioni di giovani riuniti per loccasione, e lincasso devoluto a favore dei paesi poveri. Il proposito era di rappresentare uno stimolo nei confronti dei potenti della terra convenuti ad Edimburgo nellambito del G-8.
Anche nella città scozzese si prevedevano manifestazioni a sostegno della nobile causa. Verosimilmente la coreografia sarebbe stata sempre la stessa: ragazze sulle spalle di sventurati compagni o "partners", ad agitare le braccia e a farsi riprendere dalle televisioni, accendini accesi a mostrare il gradimento per le performances in atto, abbondante uso di droghe e simili per santificare il rito dellhappening. Ad Edimburgo se possibile si sarebbe messo in scena qualche bello scontro con la polizia, e un podi sangue sul selciato avrebbe assicurato il gradimento universale. In questi eventi il copione prevede, anche, un bel senso di colpa, per quelli che alla televisione assistono ai fatti; e limmancabile bambino denutrito, di colore, con le mosche sugli occhi strappa lacrime necessarie.
E' chiaro a tutti dove sta il bene e dove il male, e come sarebbe così facile, con un pizzico di bontà e con meno egoismo, risolvere i problemi del mondo. Ma le pop-stars hanno conti bancari e ville e vite da nababbi, mentre i manifestanti, smesso il vestito della guerriglia, riprendono la loro vita borghese, e gli odiati poliziotti tornano alla condizione di sottoproletari, un po contriti. E gli africani non sono sempre buoni, e riescono ad abbandonarsi ad atrocità sconosciute anche nei lager di Stalin o Hitler. Ricordiamo la strage degli Uto, i nostri aviatori catturati e cannibalizzati nel 60. E in Africa è arrivato ed arriva un fiume di denaro, che spesso rimane nelle tasche di governanti corrotti, che ci piace pensare tali, perché così li vogliamo noi. E così la nostra coscienza di buonisti ipocriti è salva.
Quando Pasolini, dopo gli scontri di valle Giulia si schierò dalla parte dei poliziotti, si gridò allo scandalo, e come anni prima, per la sua omosessualità, fu bollato ed emarginato, soprattutto non capito. E che, come disse Moravia al suo funerale, lui era un poeta, e di poeti ne nascono uno o due in un secolo, e il poeta ha la capacità di vedere quello che gli altri non vedono. E però sarà bene se il debito sarà abolito, ma questa cosa non risolverà niente se non aiuteremo gli africani ad apprendere larte della pesca invece di portar loro il pesce, con il tempo che occorrerà, perché non è semplice approdare al 21° secolo dalle foreste.
Pensieri in libertà, contradditori, che forse non rappresentano davvero la realtà. Però raccontano una stanchezza della gente comune, e forse degli uomini che ricoprono posti di grande responsabilità, comè delle civiltà evolute, che perdono la spinta propulsiva, e si "incartano" in riti e rappresentazioni ripetitive.
Poi le bombe del giorno dopo, nella metropolitana londinese, hanno annullato tutto. Lassolutezza drammatica e metafisica della guerra dei kamikaze islamici, rimandava allimmagine olistica degli aerei che sinfilavano nelle torri di Manhattan: liquefatte come burro dinanzi alla fede cieca e disumana dei suicidi in volo. Certi eventi della storia, squassano alle fondamenta lesistente, impongono un confronto drammatico tra la carica denergia esplosiva del nuovo e lordine costituito. Siamo costretti a liberarci di quanto di logoro, insecchito, e ammuffito abbiamo accumulato nel tempo, a riscoprire i valori costituenti la società, a verificare la loro attualità, e ripartire corroborati da nuova linfa vitale. La guerra che il fondamentalismo islamico ha dichiarato alloccidente, non ammette più alibi, costringe a misurarci con noi stessi, prima di scendere in campo, se navremo più la forza.
Marcello Paci | PRIMA PAGINA | |||||
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