L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 14 - 24 luglio 2005

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   IL 61° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DI NOCERA UMBRA  

Costanza Berardi: il ricordo di una partigiana


Nocera Umbra, 3 Luglio 2005: per molti una giornata qualsiasi, che scorre come tutte le altre, ma ci sono ancora delle persone per cui questa data significa molto di più, perché ricorda la fine di un lungo periodo buio nelle loro vite e in quelle del paese, la fine della guerra e dell’occupazione tedesca. Infatti il 3 luglio 1944 Nocera è stata Liberata.

 

La nocerina Costanza Berardi ha vissuto quei giorni, ha vissuto l’occupazione tedesca, l’imperversare delle squadre di fascisti e l’organizzarsi della Resistenza; è diventata amica dei partigiani e poi una di loro, aiutandoli come poteva. Costanza aveva 21 anni, abitava allora ad Annifo e insegnava alla pluriclasse della scuola di Arvello. Una mattina, arrivando a scuola, vide davanti all’edificio alcuni ragazzi in borghese, ma coi fucili in spalla; appurato che fosse persona fidata, le dissero che erano partigiani, che non volevano combattere per i fascisti e non potevano arruolarsi nell’esercito, altrimenti i tedeschi li avrebbero deportati, così avevano formato una squadra per combattere per la liberazione del proprio paese. Le dissero anche che il giorno seguente sarebbero andati a Nocera per assalire la caserma dei carabinieri, in cerca di armi. Ma l’indomani tornarono con gli sguardi tristi, perché il loro comandante era stato ferito e, di nascosto, trasportato in vari ospedali per curarlo dalla pallottola che lo aveva preso sul volto.

 

Dopo di ciò, i partigiani stabilirono il loro quartier generale presso la scuola di Arvello: Costanza faceva lezione ai suoi 55 alunni in un’aula e i "sancarlisti" si accampavano negli altri locali, muniti di cucina. La signora Costanza racconta che tutto il paese sapeva che alla scuola c’erano i partigiani, ma, nonostante le piccole liti e incomprensioni endemiche in una comunità, nessuno si fece mai scappare quanto sapeva, e questo salvò la vita a tutti quelli che si trovavano presso la scuola. Perché in quel periodo mettere a rischio la propria vita era all’ordine del giorno, e Costanza ha corso molte volte questo pericolo; non solo aveva messo a disposizione dei partigiani la sua scuola, ma portava loro farina, polli e uova, sigarette che ogni tanto le regalavano i soldati tedeschi e, soprattutto, li teneva costantemente informati e li avvisava del pericolo.

 

Col tempo, le file dei partigiani si ampliarono: al nucleo iniziale composto da ragazzi di Foligno, si aggiunsero giovani di Annifo e Collecroce, di Nocera e del suo comune, formando il battaglione "Mameli" della brigata "Garibaldi". Anche la signora Costanza apparteneva a questo battaglione e ospitava i suoi compagni nella sua casa e procurava loro da mangiare; una volta, la sua cantina si riempì di armi, che tenne per i partigiani fino alla settimana prima del rastrellamento di Collecroce, avvenuto il 17 aprile 1944. In questa data, gli abitanti di Annifo e dintorni si svegliarono al passare silenzioso delle truppe tedesche che si dirigevano a Collecroce, e nulla poterono fare per avvertire le sentinelle partigiane di guardia al paese, le quali sacrificarono la loro vita per dare l’allarme. Molti morirono, sul posto o inseguiti per i paesi circostanti e tutti ancora ricordano l’eccidio.

 

A distanza di 61 anni la cosa più importante forse è proprio ricordare quanto è avvenuto, il coraggio silenzioso di uomini e donne, la compattezza di un paese nel difendere dei ragazzi che si erano trovati addosso il peso della guerra e della storia. Il 24 giugno gli Inglesi arrivarono ad Annifo; la signora Costanza ricorda che sentirono arrivare delle camionette e uscirono di casa raggiungendo la strada. Quando i mezzi arrivarono alla sua altezza, videro dentro "due bei ragazzi che dissero 'english, english', ci mettemmo ad urlare di gioia e suonarono le campane". Le mitraglie tedesche rallentarono il cammino degli alleati, ma il 3 luglio anche Nocera venne liberata.

 

Oggi ricordiamo quel giorno con gratitudine nei confronti di quanti lo vissero e di quanti morirono per far sì che si compisse. Non possiamo, così, che ringraziare Costanza Berardi e quanti come lei continuano oggi a tener vivo il ricordo e il senso profondo che ha impregnato le loro vite.

 

Eirene Mirti

NOCERA UMBRA

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