L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 14 - 24 luglio 2005

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   PURELLO  

Ricordo dei martiri del 1944


Lunedì 4 Luglio, in occasione del 61°anniversario, nei pressi dei Trocchi del Borghetto di Purello sono stati ricordati con una solenne cerimonia, tre martiri che nel lontano 4 luglio 1944 furono falciati da mitragliatrici naziste: Gianbattista Galassi, 37enne e padre di tre bambini, Antonio Piccioni, 55enne sposato e padre di sei figli e il ventenne Pietro Mariucci.

 

Insieme agli altri abitanti del Borghetto, si erano rifugiati in quel luogo di montagna, proprio per evitare le violenze, i furti, le uccisioni ed i crimini di ogni genere di cui le "belve" nazi-fasciste in ritirata si macchiavano lungo le strade ed i paesi attraversati.

 

Tre giorni prima, il 1° luglio avevano fucilato sulla piazza di Gualdo, sotto gli ultimi raggi di sole e sotto gli occhi tutti, quattro patrioti gualdesi, mentre dodici giorni prima, il 22 giugno, avevano fucilato a Gubbio 40 civili (i "quaranta martiri"), scelti a caso, senza distinzione di sesso, di età o di altro tra 60 rastrellati, per vendicare l’uccisione di un militare tedesco ed il ferimento di un altro. E così via retrocedendo nei giorni ed in una lunga, sanguinosa, delirante scia di sangue di ruberie, di rastrellamenti, operazioni nelle quali, in genere, ai nazisti di Hitler si accoppiavano i "repubblichini" di Mussolini.

 

Scriveva in un suo diario l’allora pievano di Fossato Berardi: "Uccisioni di persone si sono avute in tutti i paesi vicini, durante la ritirata tedesca e anche prima: Gualdo, Palazzo, san Pellegrino, Purello, Sigillo e si può dire dovunque ..., rastrellamenti da parte di tedeschi o fascisti repubblicani che hanno fatto tanto piangere in tutti i paesi vicini, facendo danni e sfregi dove hanno potuto. Per esempio questi giorni hanno profanato il piccolo Santuario della Madonna della Ghea".

 

Ma torniamo ai Trocchi del Borghetto, per dire che nel 1945 vi fu posto un cippo in pietra per ricordare le tre "vittime innocenti delle orde barbariche tedesche e come monito alle genti e voce propiziatrice di pace"; e nel 1994 l’allora sindaco Lispi lo fece risistemare per celebrarvi degnamente il cinquantenario.

 

Abbiamo ancora impressa nella mente la moglie di Giambattista, Rina che insieme ai figli si arrampicò fin lassù nonostante l’età, composta nella sua pena, dignitosa e dolcissima come sempre. Rina che si è spenta il 4 luglio 2000, coincidenza certamente, ma lasciateci pensare anche ad altro e cioè che il giorno per morire se lo sia scelto lei, per dire anche con il suo ultimo atto, l’amore e il dramma della sua vita.

 

Dopo la celebrazione della SS. Messa officiata da don Libardo, parroco di Purello, alla presenza dei famigliari, il sindaco Mauro Monacelli ha ricordato che queste occasioni devono servire per mantenere vivo il ricordo di questi martiri e il sentimento di pace espresso nel cippo commemorativo e, aggiungiamo noi, in tempi dove il mondo è un’autentica polveriera, dove "sceriffi" che si ergono a paladini di finte libertà, in nome di "guerre giuste" con bombe più o meno "intelligenti", mai parole furono più attuali. Dobbiamo far in modo che il ricordo di questi martiri ci aiuti a farci vivere un futuro di fratellanza umana, visti i grossi problemi che ci paventa il presente con le sue persistenti minacce e questi ricordi devono essere un patrimonio da conservare e da sviluppare, proprio perché non succeda mai più.

 

La cerimonia è stata conclusa da Leda Micheletti, che ha cantato, come sempre in maniera sublime, strappando ancora una lacrima ai presenti, l’Ave Maria.

 

Marcello Bianchini

FOSSATO DI VICO

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