L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 14 - 24 luglio 2005

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito


"Faber venduta per difenderla da una cordata ostile"

Abramo Galassi spiega le ragioni dell'alienazione del gioiello di famiglia


12agalassi.jpg (10645 byte)"Ho venduto Faber per consolidarla e difenderla da cordate ostili, che avevano attecchito su alcuni azionisti". Così tuona appassionatamente il vecchio capitano d’industria Abramo Galassi, che aveva fondato il Gruppo Faber 50 anni or sono nel tradizionale scantinato (quest’anno è stato celebrato il cinquantenario) e lo ha portato fra i maggiori produttori mondiali di cappe e sistemi di aspirazione. E’ appassionato perché parla del gioiello della sua vita, lo sente ancora come suo, rivive le fasi della nascita e della crescita della sua azienda. Un’azienda che è stata un fiore all’occhiello per Fossato e per tutto il territorio, per il quale ha contribuito allo sviluppo economico e sociale.

 

Abramo Galassi è un imprenditore all’antica; ha sempre tenuto al suo ruolo, non solo per i vantaggi economici: ligio ai suoi doveri ed i suoi impegni con le istituzioni, sempre puntuale nell’erogare i pagamenti agli operai - non possono lagnarsi nemmeno di un ritardato pagamento delle loro spettanze - e riconoscerne il rispetto, i diritti sindacali e di sicurezza. Insomma un’azienda che ha fatto della qualità sia a livello imprenditoriale che del prodotto un punto di riferimento importante. Dico questo perché nel variegato mondo imprenditoriale della zona avviene di tutto e nessuno può vantare la stessa serietà e coerenza della Faber, che gli operai considerano un punto d’arrivo.

 

Lo stesso Abramo, il "Professore", ha inteso il suo ruolo d’imprenditore come una missione, anche dal punto di vista sociale e possiamo pensare cosa può avere provato, quando nelle notti insonni di quella dissennata bagarre ha maturato la convinzione di vendere la sua creatura. Immaginiamo la sua amarezza nel constatare il poco attaccamento all’azienda della sua cordata azionaria ed il tumulto dei sentimenti quando avrà preso la decisione di vendere. Ma di fronte agli interessi della "sua" azienda ha preparato un piano razionale che gli permette la "continuità ed il consolidamento". Così, tra le varie opzioni, ha scelto di vendere al Gruppo Franke, una solida azienda svizzera che apre nuove prospettive alla Faber e soprattutto gli garantisce un futuro consolidato nel mercato globale. "Negli ultimi due anni ho sofferto molto la situazione che si era creata - dice - perché da un momento all’altro poteva succedere il peggio." Cioè che la sua azienda divenisse preda della concorrenza, che più volte aveva tentato la scalata. Infatti, nonostante una invidiabile posizione di stabilità finanziaria e di mercato, un risicato 51% delle quote di maggioranza ed un azionariato di maggioranza instabile esponeva l’attuale dirigenza a rischi di capovolgimenti e metteva in pericolo la continuità. E lui si considera il padre della cappa fabrianese. "Ho sperimentato un aspiratore per eliminare i cattivi odori nell’istituto dove insegnavo - dice - ed ho sempre pensato che potesse essere trasferito nella cucina di casa. Così nel 1958, non appena ho avuto la possibilità tecnica, ho costruito la prima cappa. E’ stato un successo, tanto che le aziende del fabrianese nel settore provengono da esperienze in Faber". Aziende che si sono ingigantite a tal punto da voler rilevare la stessa Faber. Una Faber che ne ha fatta di strada se negli anni 2000 con l’avvento del mercato globale ha raggiunto 14 stabilimenti nei vari paesi del mondo e 1.400 dipendenti, un fatturato di oltre 300 milioni di franchi svizzeri ed una crescita continua quasi sempre a due cifre ogni anno anche se quest’anno con la stagnazione è per ora dell’8,5%. La vendita al gruppo Franke è stata effettuata anche perché sono state fornite delle garanzie che non sconvolgono l’attuale assetto societario. "Non aveva senso rimanere nell’azienda come soci di minoranza - dice Abramo Galassi - per questo abbiamo preferito la cessione totale. Ma prima di decidere in questo senso, abbiamo valutato che il Gruppo Franke lascia sempre una certa autonomia alle aziende che acquista. Ne consegue che la sede direzionale ed operativa di Faber rimarrà a Fabriano, che lo staff tecnico continuerà ad operare come prima, che mio figlio Alvaro sarà amministratore delegato ed io manterrò la presidenza per altri due anni. Beh a 84 anni avrò il diritto di andare in pensione in pace ... ".

 

Un po’ di amarezza comunque emerge: "Questa situazione rende il gruppo senz’altro più forte, anche se più penalizzante a livello personale". Tanti auguri "Professore", anche i nostri, che abbiamo seguito sempre con ammirazione il suo percorso imprenditoriale di successo e lo spirito di solidarietà sociale della sua famiglia per il suo paese d’origine sia in politica che in economia.

 

Ottavio Giombetti

FOSSATO DI VICO

11fossatodivico.jpg (9530 byte)

Pro TadinoPrima paginaEdizioniSommario

Cerca nel sito

montecamera5.jpg (12241 byte)

 

Per inserzioni o scambi link si contatti la redazione