L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 14 - 24 luglio 2005

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Inseguendo il miraggio

di incarnare i sogni


Ho sempre creduto che il silenzio e l’impegno nel proprio lavoro siano la migliore risposta a chi vuole denigrare ciò che fai, ma quando si superano i limiti del rispetto e la verità viene negata da chi non è a conoscenza dei fatti, è necessario parlare.

 

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"Custodi del centro": queste furono le parole da me usate con il professor Angelo Scassellati già allora assessore alla ricostruzione quando, nel dicembre 2000 ci venne chiesto dal sindaco Pinacoli di rinunciare allo spostamento in zona Coop per realizzare il primo studio associato di Gualdo. "Non possiamo far morire il centro storico", ci fu detto. L’unica soluzione quindi in attesa di poter realizzare il progetto splendido di piazza Mazzini (per cui avevamo fatto richiesta) era quello di una sede satellite, ex orti Mavarelli, in cui stare per non più di due anni.

 

Progetto splendido perché chi è di Gualdo ricorda questo angolo di storia: la chiesa di Sant’Agostino con i pullmann azzurri, i mercati del ferro e delle bambole, il "dopolavoro" e la trasformazione in scuola media di tutto il complesso; una serie di mutazioni che però facevano parte della vivacità del corso, con i ragazzi che si parlavano, passeggiavano prima di entrare o all’uscita, guardavano le vetrine, frequentavano bar e negozi.

 

La scuola non si è ricostruita lì; abbiamo impoverito il centro di giovani e adesso si viene a dire che riportare una farmacia senza medici nella sede storica può ridare ossigeno a un deserto che forse nemmeno il parcheggio ormai in ritardo potrà salvare: ancora tante impalcature e cantieri, lo sciamare di tante professionalità. Ci vuole fantasia e amore per far rivivere Gualdo; con il terremoto la realtà del centro è cambiata perché la nostra vita è cambiata; i nostri ritmi, il bisogno di spazi aperti, di più servizi vicini ma lui, il cuore di una nuova città, può vivere: di una dimensione turistica e culturale e umana e sociale se si riempie di cose e non fantasmi.

 

Monsignor Calai sicuramente illuminato e proiettato nel futuro approverebbe un cambiamento che porterebbe comunque il suo nome, quello di una farmacia modernissima con tanta luce, situato in una piazza a terrazza con un parcheggio di 120 posti, l’ufficio postale e i poliambulatori accanto. La periferia e il centro: due poli con servizi socio-sanitari rispondenti ai nuovi tempi.

 

"Certi medici" non si oppongono al rientro della Calai. Esiste una delibera del 2001 per l’incarico di piazza Mazzini. Esiste un’approvazione del Consiglio Comunale del disegno eseguito ed il cui plastico è stato esposto in campagna elettorale 2004. Si tratta di completarlo in tempi brevi e fattibili, come abbiamo visto per più edifici che in un anno sono stati demoliti e riabitati.

 

Lavoriamo pensando di completare un progetto di vita, che non è solo nostro, con il gusto di lavorare con la gente e per la gente. Le provocazioni non ci toccano. In Comune ci sono i documenti di questa storia infinita: scegliere l’interesse del centro credo sia stato un atto di generosità, che solo un gualdese autentico poteva compiere. Non si può mistificare quello che è fatto e che si deve fare. Se non è possibile torneremo ad ambulatori singoli, arricchiti però dalla consapevolezza che stare insieme è un punto di forza, che si cammina nella stessa direzione in cui va il mondo. Non individui azzerati, ma individui entusiasti, con il senso di sé, aperti ai bisogni di chi è malato in uno scambio di idee e di amicizia. Qualcuno tra noi ha saputo vedere più avanti e se "medicus prima medicina", ha anche creduto nella necessità di aprirsi a nuovi orizzonti informatici, scientifici ed umani. Solo così si può essere medici del terzo millennio. E’ stato duro uscire dal guscio costruito in tanti anni. Oggi siamo contenti di far parte di questo gruppo. Un grazie al Dr Frillici che ha fatto di questo lavoro la sua vita e ai colleghi Dr Casanova Stua e Dr Scassellati con la stessa "insana" passione.

 

Linda Turchetti

FARMACIA

CENTRO STORICO

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