L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 14 - 24 luglio 2005

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Rilancio per la pista ciclabile

Con la nuova gestione, la "Adolfo Leoni" è di nuovo una pista per amanti del pedale


Tramontata - si spera - definitivamente l’ipotesi di trasformarla in una pista da go-kart (per l’effettiva pericolosità del circuito), la pista ciclabile "Adolfo Leoni" di Gualdo Tadino torna a svolgere le funzioni per cui era nata: circuito per ciclismo e podismo. Con la nuova gestione, in collaborazione della sezione Avis, la pista rimarrà aperta tutti i giorni dalle 7,30 alle 20,30 (con tanto di minibar e WC) - ma, su richiesta, anche in serata, grazie all’impianto di illuminazione - per ospitare i cicloamatori, abituali o della domenica, o tutti quelli che vorranno utilizzare i 1.175 metri del suo circuito per una pedalata in santa pace, senza l’assillo continuo del traffico, dei pirati della strada, dei camion o dei trattori.

 

Tutti ricordiamo con sgomento i recenti fatti di cronaca che hanno visto purtroppo come vittime dei ciclisti lungo le nostre strade. Nella nostra regione, non c’è ancora quel rispetto che si vede in altre zone d’Italia per chi usa la bicicletta: un ciclista è visto sempre come un intralcio alla circolazione, uno che ama perdere tempo ("e perché non prende l’automobile?") e farlo perdere agli altri creando dei rallentamenti per strada, ad un semaforo o ad un incrocio. In realtà, il grado di civiltà di un popolo si guarda proprio a partire dal rispetto che si porta a pedoni e ciclisti.

 

La pista ciclabile "Adolfo Leoni" è dunque una conquista di civiltà. Ma, nel pratico, è anche un servizio utile per i cittadini: un modo intelligente per passare in sicurezza un’ora al giorno, per fare un po’ di moto e attività fisica, non solo a livello agonistico e professionale, far divertire i propri bambini lontano dai pericoli della strada, educarli a muoversi all’aria aperta; oppure per restare in forma, anche da adulti o con qualche capello bianco (non si è mai troppo anziani per la bici). Non c’è bisogno di ammazzarsi di fatica per essere in forma e mantenersi sani. Anzi, faticare troppo e troppo intensamente fa male. Basta una pedalatina di un’oretta tre volte a settimana, accompagnata da un’altra ora di sana chiacchierata con gli altri utenti della pista.

 

A livello indicativo, per quest’estate, L’ECO del Serrasanta propone ai suoi lettori tre incontri settimanali "pedalabili", "corribili" o "camminabili": il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 17,30 alle 19,30. Distende i nervi, scarica lo stress, aumenta il buon umore… Altro che diete! Altro che integratori o pasti sostitutivi! Altro che trattamenti estetici, gentili signore! Un cicloamatore o una cicloamatrice agli inizi può tranquillamente fare 8 giri della "Adolfo Leoni" in un’ora (7 minuti al giro), ad una velocità tranquillissima di circa 10 km/h, senza fretta, senza farsi prendere dall’invidia per quelli che si vedono sfrecciare a velocità ben più elevate. Una volta raggiunto un certo allenamento, cioè dopo alcuni mesi, si può aumentare gradualmente l’andatura, senza superare i 13-14 giri l’ora (4 minuti e 40’’ al giro), vale a dire 15 km/h. E' un’andatura che permette di chiacchierare piacevolmente con gli altri ciclisti, senza fiatone, cosa che è bene non avere mai: in quel caso, infatti, significa che si sta andando troppo veloci e che si sta sottoponendo il cuore ad un carico di lavoro eccessivo. E' preferibile farlo lavorare più a lungo ma meno intensamente.

 

Chi vuol far sul serio ed è ben allenato/a può anche aumentare l’andatura: se impiega 3 minuti e mezzo per fare un giro della pista, va a 20 km/h, andatura già molto buona per un cicloamatore; se impiega poco più di 2 minuti, procede a circa 30 km/h, velocità normale per un ciclista dilettante, ben allenato. L’importante è divertirsi, fraternizzare fra amanti della bicicletta e impiegare l’allenamento non in senso competitivo (cosa che potrebbe far aumentare lo stress, anziché farlo passare!). E se si abita lontani, la bicicletta la si può caricare in auto o sul portapacchi, per evitare i pericoli della strada.

 

Appuntamento, dunque, alla pista ciclabile "Adolfo Leoni": non tutte le città possono vantarsi di avere un impianto del genere. Gualdo Tadino ce l’ha: vogliamo o no sfruttarlo?

 

Pierluigi Gioia

GUALDESITA'

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