L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 14 - 24 luglio 2005 | |||||
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Farmacie: a colloquio con il Dr Cesare Manfroni Fusione: ecco gli ostacoli da superare Opposizione della Federazione Nazionale dei Farmacisti - Dal 2004 un regime fiscale più penalizzante - Si attende il parere della Asl
Il Consiglio Comunale nella seduta del 6 giugno ha approvato la costituzione di una società mista (pubblico-privata) per la gestione delle farmacie. Le due farmacie comunali e la "Capeci", cioè, se latto verrà perfezionato, confluiranno in ununica società. Il condizionale deriva dal fatto che la delibera del consiglio comunale non è attuativa, ma solo un primo passo, sia pure molto importante e la pratica andrà in porto solo se si verificheranno alcune condizioni. Debbono, cioè, essere superati alcuni ostacoli. Per avere un quadro generale del problema, abbiamo chiesto informazioni al Dr Cesare Manfroni, proprietario della farmacia "Capeci". Quattro sono gli argomenti centrali sviscerati: il quadro legislativo che regola la materia, le motivazioni che spingono verso la fusione, gli ostacoli che si frappongono alla costituzione della nuova società e la delocalizzazione delle farmacie.
Il quadro legislativo
"Non cè una normativa specifica che regola la materia - spiega il Dr Manfroni - Non esiste una legge che le autorizza né che le vieta. Si tratta di una materia innovativa, quindi incerta sugli esiti rispetto alla legislazione che governa il sistema farmaceutico".
Ciò significa che il legislatore potrebbe annullare la costituzione della società?
"Per capire ciò di cui si parla occorre una premessa. Altri comuni hanno perseguito questa strada prima di noi. Il comune di Bologna ha concesso, tramite unasta, l80% delle quote delle farmacie di cui è proprietario ad una società privata per un periodo di 80 anni, riservandosi certe garanzie per il mantenimento e lattivazione di alcuni servizi parasociali. Sullesempio di Bologna hanno effettuato operazioni analoghe Cremona, Rimini, Firenze, Prato, Arezzo ed, ultimo, Milano che ha dato in concessione la gestione delle farmacie alla società GEHE, una multinazionale tedesca leader nella distribuzione farmaceutica. A questo punto cè stato lintervento della FDERFARMA (Federazione Nazionale Farmacisti) che si oppone a queste concentrazioni ed ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale contro loperazione del comune di Milano (per gli altri comuni il ricorso non è stato possibile perché erano scaduti i termini). La Corte Costituzionale ha accolto il ricorso annullando loperazione. Il comune di Milano ha presentato, a sua volta, ricorso allUnione Europea che ora sta acquisendo gli atti e sta analizzando il problema".
Quindi la FEDERFARMA si opporrà anche alla fusione di Gualdo?
"Sicuramente sì perché la Federazione dei Farmacisti ha deciso di opporsi allallargamento delle catene pubbliche. Quindi cè il rischio di un annullamento, anche se non sarebbe automatico perché la Corte Costituzionale ha bocciato la concessione alla GEHE non per una questione di merito, ma per aver ravvisato un conflitto di interessi, essendo la società tedesca una multinazionale della distribuzione farmaceutica. Presupposto che per noi non sussiste".
Gli ostacoli da rimuovere
Il rischio di annullamento pregiudica la conclusione delloperazione?
"Io credo molto in questo progetto e sono deciso ad andare avanti. Però esistono ostacoli che vanno rimossi. Il primo è connesso alliter legislativo. Il comune e la parte privata hanno trovato laccordo sulla fusione. Ora deve dare il proprio assenso la Regione tramite la Asl. Ed alla Asl abbiamo chiesto una garanzia fondamentale: nel caso che la Corte Costituzionale dovesse annullare la fusione, ci deve essere garantita con assoluta certezza che la titolarità della farmacia Capeci tornerà alla dr.ssa Paola Manfroni. Altrimenti perderemmo la titolarità pur non avendo costituito la società".
Richiesta più che legittima, ma abbiamo sentito parlare anche di problemi fiscali.
"E vero. Io ho avanzato al comune la proposta di fusione dieci anni orsono. Purtroppo le cose sono andate a rilento, ci sono state nella parte pubblica molte perplessità e titubanze e solo nellultimo anno e mezzo il comune ha impresso unaccelerazione significativa. Quindi si è perso tempo prezioso e sono cambiate le condizioni. Se avessimo concluso loperazione due anni fa, avremmo evitato lopposizione della Federfarma e avremmo avuto una legislazione fiscale più favorevole. Dal 2004, infatti, è cambiata la legislazione fiscale sulle fusioni con un aumento notevole dellaliquota fiscale. Quindi bisognerà trovare una soluzione soddisfacente anche per questo secondo punto".
I vantaggi della fusione
E', quindi, una strada accidentata quella ancora da percorrere. Perché ha spinto verso la fusione?
"Perché si conseguirebbero vantaggi enormi sia in termini di servizi per il cittadino che in termini di redditività per la società. Potremmo avere una riduzione dei costi di gestione, un miglioramento delle condizioni di acquisto, una razionalizzazione degli investimenti fissi, lunificazione della gestione amministrativa, una economia nella gestione del magazzino unificato, una ottimizzazione delle risorse umane. Oggi la farmacia non è più solo il luogo dove si vanno ad acquistare le medicine. I cittadini già sanno che gestiamo il CUP (Centro Prenotazioni) e pratichiamo lanalisi del sangue e delle urine, il test di gravidanza, lelettrocardiogramma, il test di ovulazione, la misurazione assistita della pressione arteriosa, il laboratorio galenico, il noleggio di apparecchiature sanitarie. Abbiamo inoltre una banca dati che permette di conoscere la disponibilità di tutti gli operatori sanitari del territorio ed un internet point ed una biblioteca interna che consentono laccesso ad ogni genere di informazione sanitaria. Una serie di servizi che con la fusione possono essere ulteriormente potenziati per venire sempre più incontro alle esigenze dei cittadini, non solo sul piano curativo ma, soprattutto, su quello preventivo. E credo così fermamente in ciò che dico che se la fusione non si dovesse fare per i motivi che ho esposto, sarebbe opportuno che il comune e noi stipulassimo comunque una convenzione per un accordo di collaborazione finalizzato al miglioramento dei servizi offerti".
Qualcuno sostiene che la fusione delle farmacie eliminerebbe il regime di libera concorrenza:
"E' una sciocchezza. Il prezzo dei farmaci è imposto dalle case farmaceutiche e negli altri prodotti cè già una vasta concorrenza dei supermercati".
Ma una legge recente consente alle farmacie di praticare uno sconto del 20%.
"E' un problema già superato perché abbiamo già sottoscritto un accordo tra tutte le farmacie della fascia per praticare il massimo dello sconto possibile (il 20%) su una certa tipologia di farmaci".
La delocalizzazione delle farmacie
Alla farmacia Capeci, come a quella comunale, si addossa la colpa di aver abbandonato il centro storico. Cosa risponde?
"La dislocazione delle farmacie è un problema che ho sollevato io. In una città che è cresciuta e si è sviluppata molto intorno ai centri commerciali lungo la via Flaminia era assurdo che ambedue le farmacie continuassero ad operare in p.zza Martiri. Una delle due doveva essere delocalizzata per venire incontro alle nuove esigenze dei cittadini. Il comune ha deciso di rimanere al centro e noi ci siamo spostati anche se saremmo rimasti volentieri in p.zza Martiri, se non altro perché avremmo risparmiato laffitto dei locali".
Chi ci ha guadagnato e chi ci ha perso?
"Ci abbiamo guadagnato entrambe. Noi abbiamo concesso qualcosa alla farmacia comunale, ma abbiamo guadagnato molto sul territorio recuperando quanti ormai sistematicamente si rivolgevano fuori Gualdo. Nellinsieme abbiamo recuperato circa 2 miliardi delle vecchie lire aumentando anche il personale".
Farmacia comunale in piazza Mazzini o farmacia comunale in p.zza Martiri. Qual è la sua opinione?
"Come addetto ai lavori non mi pronuncio perché sono parte in causa. Come privato la rivorrei in p.zza Martiri perché con il servizio della farmacia la p.zza acquisterebbe più valore".
Un problema irrisolto
Cè un problema che sta infastidendo i gualdesi, dopo il passaggio alla Asl nr 1: alcuni vorrebbero usufruire di prestazioni diagnostiche specialistiche presso la Asl nr 3 di Foligno e vorrebbero prenotarle tramite il servizio CUP delle farmacie. Ma fino ad ora ciò non è stato possibile perché la Asl nr 1 non ha dato il proprio assenso. La Asl nr 3, al contrario, ha dato lok alla farmacia di Nocera Umbra per le prenotazioni di servizi forniti dalla Asl nr 1. La Dr.ssa Paola Manfroni, titolare della farmacia Capeci, ha chiesto al sindaco di intervenire presso la Asl per rimuovere gli ostacoli esistenti. | IL DIBATTITO | |||||
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