L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 13 - 10 luglio 2005

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Paciotti: "Momento ideale per una polisportiva"


Novità? No, nessuna, anzi molte. Perché il panorama dello sport gualdese si deve interrogare su una questione fondamentale: esistono le risorse necessarie per mantenere lo sport gualdese ad un certo livello? E se la risposta è positiva incalza immediatamente una seconda domanda: queste risorse sono messe a disposizione dello sport e sono ben distribuite?

 

Con il presidente del Basket gualdese Paolo Paciotti, invece di parlare di allenatori e giocatori, il discorso si ferma al primo stadio:

 

"Abbiamo fatto i conti - ci spiega - Ed abbiamo chiuso in passivo la stagione appena conclusasi. Un deficit derivato da alcune spese che avevamo messo nel conto e da altre impreviste. Tra queste ultime l’aumento notevole imposto dalla Ducops per l’utilizzo del palazzetto dello sport. Quest’anno la richiesta è salita a 20 mila euro, 40 milioni delle vecchie lire. Una cifra esorbitante per noi".

 

E’ evidente che in una situazione simile, prima di programmare il futuro, alla società si impone un attimo di riflessione. Anche perché la situazione sponsor non è ancora ben definita. Brunozi non ha rinnovato la sua partecipazione. Famila e Provvedi sono ancora incerti e per trovare nuovi partner non è il momento più favorevole: "E’ chiaro che io sono abituato ad assumermi tutte le responsabilità per il passato - precisa Paciotti - Ma per il futuro occorre che facciamo certe valutazioni".

 

Fuori dal politichese, e Paciotti non è uno che parla in politichese, il problema sta tutto nelle risorse finanziarie disponibili. Per allestire una squadra a certi livelli occorrono certe risorse e per avere le risorse necessarie Paciotti fa un duplice appello: "Il primo appello lo invio ai nostri sponsor. Non finiremo mai di ringraziare il pool di aziende che ha sostenuto fino ad ora l’Insieme per Gualdo. Loro sono la nostra anima e la nostra speranza. Senza di loro non andremmo da nessuna parte. Quindi l’appello che mi sento di rivolgere ai nostri sponsor è quello di non abbandonarci e di continuare a sostenerci. - Il secondo appello lo invio ai nostri giocatori, in particolare ai giocatori locali. Loro devono capire la delicatezza del momento e mi aspetto che, in virtù dell’attaccamento alla maglia ed alla società che hanno sempre dimostrato di avere, nell’eventualità che gli chiedessimo di fare un piccolo sacrificio rispondano in maniera positiva".

 

Ci sarebbe poi una terza strada, quella della ricerca di nuovi sponsor e nuovi sostenitori. Ma il momento, per la verità, non è dei più favorevoli. L’effetto calcio, infatti, si fa sentire anche sugli altri sport. Che significa?

 

E’ presto detto. Fino ad ora al calcio ci aveva pensato soltanto la Tagina. Gli altri sport, quindi, hanno avuto campo libero nella ricerca di sponsor locali. Oggi che la Tagina non ha rinnovato la sponsorizzazione, anche il calcio si rivolge alle aziende locali perché diano un sostegno. E per gli altri sport aumenta, per così dire, la concorrenza. Di conseguenza la vita diventa più difficile per tutti perché le aziende non possono dire sì a qualsiasi richiesta (c’è qualcuna, per la verità che dice di no a tutti). E si verifica, in qualche caso, anche un effetto boomerang. Non possono dire sì ad uno perché poi dovrei dire di sì anche agli altri, e allora dico di no a tutti. Un impasse che potrebbe essere superato con una vecchia idea, un vecchio pallino di Paolo Paciotti: la costituzione di una polisportiva delle società di sport gualdesi. Per quest’anno, ovviamente, è difficile parlarne, non ci sono i tempi, esistono scadenze ravvicinate da rispettare. Ma per il futuro perché non pensarci seriamente? L’idea è semplice: "Per mantenere lo sport gualdese ai livelli che ha raggiunto occorrono le risorse - spiega Paciotti - ed è legittimo che ognuno le vada a cercare dove pensa che possano esserci. E’ evidente che ci troviamo quindi in competizione tra le diverse discipline sportive. Perché non pensare, allora, ad una polisportiva che gestisca tutti gli sport gualdesi? Tutte le risorse che il mondo imprenditoriale gualdese metterà a disposizione verrebbe convogliato in un unico centro di raccolta e da lì verrebbero smistate alle singole discipline, ovviamente in relazione alla loro importanza. Ogni azienda, credo, sarebbe anche più disponibile a partecipare al progetto perché sarebbe messa nella condizione di aiutare tutto lo sport gualdese, non solo una disciplina".

 

Un sogno irrealizzabile? Al contrario. Un progetto serio sul quale vale la pena riflettere e per il quale bisognerebbe cominciare a lavorare.

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