L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 13 - 10 luglio 2005 | |||||
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Risanamento a rischio Motivazioni ed obiettivi pr coinvolgere i cittadini nella raccolta differenziata
Il provvedimento che suddivide le discariche in tre tipi (per rifiuti inerti, per rifiuti non pericolosi e per rifiuti pericolosi) stabilisce anche i requisiti operativi e tecnici, procedure ed orientamenti tesi a prevenire o a ridurre il più possibile limpatto ambientale e sulla salute. Interviene però in maniera insufficiente sulla riduzione della "putrescibilità dei rifiuti", definendo il pretrattamento come semplice cernita e vagliatura. Cè poi da segnalare, la pubblicazione in Guce, (Gazzetta ufficiale comunità europea) delle direttive sulla gestione degli apparecchi elettrici ed elettronici giunti a fine vita e sulle limitazioni dimpiego di determinate sostanze pericolose nella fabbricazione di questo genere di beni. La legislazione dice: "Ai produttori e agli importatori spetterà il compito di organizzare sistemi di raccolta differenziata in grado di intercettare circa 4 Kg annui per abitante di queste apparecchiature dismesse". (In questa giungla, tutti hanno ragione e tutti hanno torto!).
La raccolta differenziata fa bene al nostro ambiente perché ci consente di non deturpare il territorio con discariche ed inceneritori; ci permette di risparmiare risorse territoriali. In questo modo si fa leva sul senso civico e sul diritto del cittadino di avere una maggiore tutela ambientale.
Cè poi una motivazione di carattere giuridico: la raccolta differenziata è imposta dalla normativa italiana ed europea e dal regolamento comunale. Si fa leva quindi sui doveri dei cittadini. Il cittadino, legittimato dal semplice concetto, ho sempre pagato regolarmente le cartelle della mondezza, si sente in dovere di depositare i sacchetti dei rifiuti solidi urbani, nel luogo dove per tanto tempo cerano i contenitori, e mal si adegua alle nuove regole, perché sostiene: "Io pago".
Queste considerazioni dordine morale, ecologicamente valide, vanno affrontate dagli organi preposti, altrimenti, ed il dato è certo, trascorsa questestate, vedremo le scarpate delle strade, dei fiumi, e tutti gli angoli seminascosti, invasi da sacchetti dimmondizia, e questo non credo sia la volontà degli amministratori.
Legambiente ha presentato il Rapporto Ecomafia 2003, nel rapporto si legge: quasi 1.600 infrazioni accertate, oltre 700 sequestri, 49 arresti per traffico illecito in un anno, la nostra cara Umbria, nella classifica stilata per Regioni è al 17 posto, con 39 infrazioni accertate. Legambiente, infatti, deve ancora una volta segnalare lassenza di dati chiari e inequivocabili. Il rapporto sottolinea, con toni fin troppo entusiastici, il fatto che il 50% dei rifiuti gestiti è stato oggetto dattività di recupero (il sindaco di Sigillo afferma: "Bene la differenziata porta a porta: si raccolgono 28 quintali dorganico il giorno rispetto ai precedenti 8"). Un entusiasmo che andrebbe perlomeno temperato alla luce delle indagini che anche questanno hanno svelato lesistenza di una ragnatela di centri di stoccaggio e capannoni utilizzati per finte operazioni di recupero. I risultati delle inchieste sullart. 53 bis del decreto Ronchi, ma anche i numeri sulla produzione e sulla gestione dei rifiuti speciali del nostro paese, dice: non senza difficoltà, purtroppo, il far west continua.
Un suggerimento (anche se non gradito), non sarebbe il caso di aumentare i cassonetti di raccolta lungo i "giardini picnic" che dal Crocefisso della Sportella arrivano alla congiunzione con le Gorghe, giacché, se ci sono le possibilità di cuocere i cibi, ci sono altrettante possibilità di rifiuti.
Giuseppe Pellegrini | SIGILLO
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