L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 13 - 10 luglio 2004

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   PERLE DELLA MEMORIA  

Invito alla celebrazione della

transumanza il 16 e 17 luglio

 

di Walter Facchini


11trans0513.jpg (15507 byte)Tante volte abbiamo sorriso del modo di fare o di dire dei nonni, abbiamo poi dovuto costatare che il loro modo di dire e il loro modo di fare avevano, senza che loro lo sapessero, una base scientifica. Ricordare non significa tuttavia indugiare con nostalgia sulla frase "ai nostri tempi", non ha significato alcuno, perché i tempi cambiano e non tornano mai indietro, mentre noi dobbiamo vivere la realtà che ci circonda. Anche se la cultura d’oggi ha messo in ombra alcuni valori del passato, il valore e l’insegnamento dei Nonni non va dimenticato, anzi, va perpetuato perché "fare cultura" è anche guardare alle cose del passato inserendole nel presente. I più anziani hanno assaporato la certezza che il loro vissuto non è inutile, ma fa parte della storia e della memoria che vive dentro di loro e che può essere espressa e tramandata.

 

La terza festa di primavera o festa della transumanza che, l’associazione Antica Civiltà Contadina - Antichi Mestieri di Sigillo - ricorda nei giorni 16/17 luglio, semplicemente vuol proporre alle nuove e vecchie generazioni, cerimonie quali: la mungitura del latte, la tosatura, la trasformazione del latte in formaggio e ricotta, la degustazione dei prodotti tipici di un tempo, che sono vere ed autentiche perle della memoria che ci consentono di rilanciare il messaggio che è poi il risultato dell’apprendimento, dell’esperienza umana e in altre parole quello che noi chiamiamo cultura e che non c’è uomo né gruppo umano che non lo realizzi con una certa esperienza. Nel nostro mondo moderno, in continua e frenetica evoluzione, ci sono poche cose in grado di ricordarci il tempo passato come gli odori, i profumi, i sapori di una volta. Forse non è esagerato affermare che quei ricordi che toccano l’olfatto o il gusto, prima che la vista, sono i ricordi più autentici. Quando abbiamo la possibilità di sedere a tavola con davanti un piatto cucinato come si faceva una volta o quando ci capita di annusare profumi che credevamo spariti, realizziamo un’operazione meno materiale di quel che pensiamo, perché dietro quelle ricette e dietro quegli odori c’è sicuramente una storia con un perché, legato a stili di vita che ora non ci sono più: "dai piani e dalle valli i pastori portano i loro armenti nella rigogliosa Valle del Ranco, ove, fra cinguettii d’uccelli, soave profumo di fiori, troveranno rigogliosa erba che serve a saziare le loro greggi. A sera, chiuse le greggi nei recinti si festeggia con canti, balli e laute cene".

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