L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 13 - 10 luglio 2005

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   Firme per la farmacia: l'opinione di Mario Fioriti  

Tutto questo can can per 100 metri?


Sabato 25 giugno sono state presentate in Comune più di 2000 firme raccolte attraverso una petizione popolare, volta a far tornare la farmacia comunale "Calai" nella sua storica sede in piazza Martiri della Libertà.

 

A quanto pare, le decine di persone che hanno accompagnato tale iniziativa, hanno vibratamente protestato con il sindaco che li ha accolti in Municipio, poichè ha ribadito la sua volontà di proseguire con il progetto dell’attuale amministrazione, che vuole la stessa farmacia destinata nelle future palazzine delle ex scuole medie.

 

Ciò che mi ha colpito (per usare un eufemismo) è stato non solo l’atteggiamento complessivo piuttosto "agitato" degli organizzatori di questa raccolta, ma addirittura l’intenzione, manifestata da alcuni di loro a margine della presentazione, di voler organizzare un referendum su tale questione.

 

Mi sono domandato, cioè, se qualcuno voglia veramente far spendere decine e decine di migliaia di euro alle casse pubbliche per indire un referendum, il quale dovrebbe farci esprimere sull’opportunità o meno di spostare di cento metri (perchè di questo si tratta) una farmacia.

 

Ma è uno scherzo? Cento metri, nemmeno un chilometro, ma un decimo, forse meno. Ci riderebbero dietro da tutta Italia se la cosa si venisse a sapere.

 

Cento metri di distanza da piazza Martiri, per ubicare questo servizio sopra un parcheggio di più di 120 posti auto, invece dei 16 che fornisce la vecchia sede; cento metri di distanza per posizionare questo servizio di fianco agli uffici postali, un beneficio che nella vecchia sede sarebbe impossibile; cento metri di distanza per consentire a tutti gli studi medici attualmente collocati accanto alla "Calai" di rimanervi, grazie alle nuove palazzine ed ampliarli, eventualità che nella vecchia sede sarebbe strutturalmente e legislativamente impraticabile.

 

Io sono stato tra coloro che hanno partecipato attivamente alla stesura del programma elettorale della coalizione che oggi governa la nostra città e sono stato in totale sintonia con Angelo Scassellati quando ha voluto far realizzare i plastici con cui siamo andati dinanzi ai cittadini a chiedere il consenso. Erano due, per la precisione: quello del costruendo edificio destinato alla Terza Età, presso il piazzale del mercato e, esattamente, quello di piazza Mazzini, con il parcheggio e le palazzine destinate alla farmacia ed alle poste. Tutto questo perchè ritenevo e ritengo tuttora intelligente e lungimirante il progetto che ci sottopose l’allora candidato sindaco e volevamo che i cittadini, in qualche modo, la potessero vedere. E dopo averlo visto, anche in base a questo, hanno decretato la vittoria di Scassellati e della sua coalizione.

 

Ciò non di meno, ritengo che chiunque, in piena libertà e coscienza, seguendo tutte le armi che la democrazia e il diritto mettono a disposizione, possa pienamente condurre le sue battaglie, raccogliendo firme, manifestando pubblicamente, creando comitati spontanei e così via. In fondo, è anche il segno della vitalità di una comunità e guai a denigrare o sminuire il senso di queste iniziative.

 

Si può quindi discutere di tutto, a condizione però, che si ragioni senza insinuazioni di sorta, senza retropensieri, né da una parte né dall’altra. Senza insomma, andare nelle case della gente, fermarla per strada e al mercato settimanale, nei circoli e nei locali pubblici lanciando sospetti e strali su coloro che la pensano diversamente.

 

Si può anche cambiare opinione, ma con il dialogo, il confronto anche serrato e acceso, purchè confronto tra persone per bene e che, soprattutto, si riconoscono come tali. In un momento difficile come quello che stiamo attraversando, credo che sia la ragionevolezza, il rispetto, il senso di umanità e dell’equilibrio a venirci in aiuto, non la "talebanizzazione" (mi si passi il neologismo) delle passioni.

 

Resto convinto che discutere si può e si deve, fin’anche a cambiare opinione su qualunque scelta amministrativa, nell’impegnativa attesa che qualcuno sia così bravo e illuminato, da convincerci sul serio che sia giusto ed utile impiegare tutto il proprio tempo libero per raccogliere 2000 firme e che si possano spendere non pochi soldi per indire un referendum, al solo scopo di non spostare di meno di cento metri una farmacia, pensata e generosamente donata da un insigne benefattore, come monsignor Roberto Calai, non pochi anni or sono, ma nel 1909, ben un secolo fa.

 

Mario Fioriti

segretario del Partito Socialista Gualdese - Sdi

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