L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 12 - 26 giugno 2005 | |||||
| Pro Tadino | Prima pagina | Edizioni | Sommario | Cerca nel sito | ||
Corpus Domini: storia, tradizione, fede, folclore Nellarchivio della Città del Vaticano esiste un documento dei primi anni del secolo XV, che getta una nuova luce sulla religiosità degli antichi abitatori di questa nobilissima terra di Sigillo. Si tratta di una bolla della delegazione apostolica in Perugia del 1 agosto 1532, relativa alla Chiesa di S. Anna, sede allora della Confraternita del Corpo di Cristo. Il testo latino tradotto dice: "Francesco Pitta, Protonotario Apostolico e Vicedelegato di Silvio, prete cardinale di Santa Romana Chiesa dal titolo di S. Lorenzo in Lucina, Cortonese Legato a latere della sede apostolica in Perugia e di tutta la provincia dellUmbria, salute sempiterna nel Signore ai diletti figli in Cristo, Sindaci, Massari, e Homini del Castello di Sigillo del comitato di Perugia, della Diocesi di Nocera".
La bolla è la risposta positiva di una petizione della Confraternita sigillana del Corpo di Cristo, nella quale si chiedeva di ampliare e riedificare lantica Maestà o Cappella della Confraternita o di S. Anna costruita fuori le mura del Castello nel XIV secolo. La scoperta di questa Bolla ci induce a pensare che il culto al SS. Sacramento deve avere avuto in Sigillo una notevole diffusione. Il Corpus Domini, festa mobile in onore dellEucarestia, che si celebrava il giovedi, sessanta giorni dopo la Pasqua, fu istituita da Papa Urbano IV (1261-1264), in seguito al "Miracolo di Bolsena". Nel 1263, un prete boemo che celebrava la messa nella chiesa di Santa Cristina e che nutriva forti dubbi sulla totale trasformazione della sostanza del pane e del vino nella sostanza della carne e sangue di Cristo, in forza delle parole pronunciate dal sacerdote durante la messa, vide sgorgare dallOstia del sangue.
A Sigillo la chiamano: "Infiorata", ed è una gara appassionante per primeggiare nella realizzazione dei disegni lungo i "stradoni". Si adopera la santoreggia, i fiori della ginestra, i grappoli di acacia, i papaveri, i fiordalisi, le rumiole, le rose, unite a tecniche moderne, che ogni via conserva gelosamente, e ne custodisce il segreto.La raccolta dei fiori inizia il lunedi, sopra le colline del paese la gente raccoglie i fiori e le erbe che servono per fare il tappeto al passaggio dellOstia Consacrata. Così ogni anno, Sigillo onora Gesù: le confraternite portano in processione gli stendardi più ricchi, le croci più preziose, i lampioni dagli intagli più belli; i fiori dei vasi ornano i davanzali, i bambini vestiti da angioletti precedono la processione gettando petali di rose. Nellazzurro del cielo, sale lincenso ed esultano le campane. E la gloria del Corpus Domini a Sigillo.
Giuseppe Pellegrini | SIGILLO
| |||||
| Pro Tadino | Prima pagina | Edizioni | Sommario | Cerca nel sito | ||
Per inserzioni o scambi link si contatti la redazione