L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 11 - 12 giugno 2005

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Il parco e la schiavitù del greggio

 

di Giuseppe Pellegrini


Il nucleare, uscito dall’Italia alla chetichella dopo Chernobyl, ha fatto il suo prepotente rientro. Tra il petrolio alle stelle, lo spettro dei blackout e la mannaia del protocollo di Kyoto, è finito per apparire come lo dipingono da più di cinquanta anni i suoi fautori: "una fonte miracolosa". E' immune dalle fluttuazioni del greggio, promette energia illimitata, non produce immissioni, tanto che il guru verde James Lovelock ne è entusiasta. L’energia nucleare offre senz’altro dei vantaggi. Però le centrali atomiche hanno costi di gestione e di smantellamento, al termine della loro vita, da capogiro. Il ricatto del petrolio, si combatte puntando sulle fonti alternative, oggi poco sfruttare, ma, su questo versante, conferma Matteoli, siamo molto in ritardo, e non solo perché l’Italia ha iniziato tardi ad affrontare il problema, siamo rimasti impelagati in un lungo dibattito e solo da poco ne siamo venuti fuori.

 

Il solare e l’idrogeno: "Non vendiamo sogni per realtà", nonostante l’Italia sia il paese del sole, sul solare siamo a zero. Sull’idrogeno i tempi sono ancora più lunghi, e poi, il primo potrà servirci per il riscaldamento, l’altro come carburante per le auto. Serve investire di più nell’energia rinnovabile, nel geotermico o nell’eolico. Il Piano Energetico Regionale, molto vincolante e rigido è quello che più colpisce i siti di Scheggia, Costacciaro e Sigillo, poiché tali siti sono aree vietate all’eolico, per motivi che non capiremo mai, o dovremmo fare finta di non capire. Un dato per capire: "L’Umbria non ha petrolio, si vergogna di trasformare i rifiuti in calore, ma non perde l’occasione di insegnare agli altri come si rispetta l’ambiente. Il Paese senza energia consuma oltre i propri mezzi. Per la precisione nel 2003 - ultimo dato disponibile - si è avuto un aumento del tre per cento rispetto al 2002 per le spese di luce, gas, rifornimenti, per il riscaldamento o pieni di benzina. Le emissioni d’anidride carbonica sono cresciute dell’1,3, mentre sono nati altri "enti inutili" che gestiscono "la nostra acqua e la nostra nettezza urbana". (A che prezzi!). Abbiamo il Parco del Monte Cucco, che non gestisce nulla o quasi, perché privo di bilancio, anzi, i soldi per il suo sostentamento sono erogati dai comuni che fanno parte dell’Ente Parco. Sono aumentati i cinghiali, ed i nostri coltivatori debbono quotidianamente fare i conti con la specie lupo, senza che si giunga a risultati tangibili".

 

Questo nostro "bel paese", identificato come "Alto Chiascio", è in grado di fornire impianti eolici senza peraltro danneggiare le proprie caratteristiche peculiari legate all’agricoltura. Siccome è una patata bollente, fermo restando che il potere decisionale spetta alla Regione, la stessa ha delegato ai Comuni la soluzione del problema., ma è fuori discussione che altri poteri decisionali forti guidano la realizzazione dell’eolico nella zona; perché non si vuole lo sviluppo di questo territorio?

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