L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 11 - 12 giugno 2005

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  CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (102)  

Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino


Maggio d'altri tempi


E’ di solito alla fermata dell’autobus che si sentono ripetere frasi come "Non esistono più le mezze stagioni", "Non esiste più la primavera!", "Con questo tempo pazzo non ci capisce più nulla!" e via dicendo, tanto per essere originali. Chi rifugge dalle frasi fatte ed aborrisce i discorsi scontati, quest’anno ha proprio nel tempo il più valido degli alleati. Se, quindi, vi capitasse di imbattervi in un discorso del genere, anziché sopportarlo con rassegnazione ... ebbene: vi prego di intervenire e di utilizzare le seguenti affermazioni per riportare la discussione su livelli di scontatezza più bassi.

 

Primo: ma di che primavera parliamo?

 

Il concetto di "stagione di mezzo", intermedia cioè fra il caldo dell’estate e il freddo dell’inverno, è complesso e va valutato dinamicamente: l’impressione, ad esempio, che la primavera debba essere una stagione sempre tiepida, bella, rigogliosa, è sbagliatissima. La primavera deve essere una stagione ricca di contrasti, in cui il passaggio dal caldo al freddo o viceversa, è repentino. Una stagione con doppia faccia, insomma, in cui l’alternanza di cappotto e costume da bagno non deve stupire più di tanto. Questo è il vero volto della primavera italiana, quello cui dovremmo essere abituati e che tanto ci scandalizza, tanto fa sensazione sui mass media. La primavera di quest’anno non ha avuto certo questa faccia.

 

Secondo: una primavera d’altri tempi

 

La tabella che trovate in questa pagina, ne sia in qualche modo testimone: il mese di maggio è rientrato nelle medie climatiche degli ultimi vent’anni. Le temperature si distanziano dalla statistica di pochi decimi di grado; tuttavia (badate bene!) non ci sono stati sbalzi termici elevati, come già accaduto in altri anni: il caldo è stato più un piacevole tepore, il freddo una non sgradita rinfrescata. L’unica vera anomalia, se proprio vogliamo andare a cercare il pelo nell’uovo, è stata una certa scarsità di precipitazioni (39 mm contro gli 87,2 attesi), che però fa seguito ad un periodo non ricco ma addirittura ricchissimo di pioggia e neve, risultando quindi quasi ininfluente a livello di riserve idriche. Ne siano testimonianza i campi verdi e il rigoglio inusitato di ogni tipo di vegetazione. Insomma: una primavera dolce, come da molti anni non si vedeva.

 

Terzo: un 2005 d’altri tempi

 

Pensiamoci bene: una primavera in cui il caldo non si è fatto vedere in nessun modo e che risulta anche leggermente arretrata, fa seguito ad un inverno che ci ha ricordato quelle stagioni degli anni ’60 e ’70, sulle quali si basa la nostra idea di normalità del clima. Proprio in quel periodo, infatti, i quarantenni attuali vissero la loro infanzia, che ha lasciato ricordi di abbondanti nevicate, primavere tiepide, estati che facevano il loro mestiere. Argomenti, questi - inutile negarlo - che ritornano in continuazione nelle discussioni alla fermata del bus. In realtà, proprio negli anni Sessanta si verificò una grande anomalia climatica, che coinvolse per un ventennio gran parte dell’Europa, modificando gli equilibri legati allo scambio di calore fra le correnti marine e i continenti. Un’anomalia che, per molti aspetti, fece credere a molti che stesse per ritornare un’altra "piccola glaciazione", come quella che aveva interessato l’Europa fra la fine del Trecento e la fine dell’Ottocento. In quegli anni gli inverni risultarono molto nevosi, le primavere tiepide, le estati caldi e gli autunni piovosi: insomma, una regolarità ... anomala. Proprio quello che è successo in questo 2005. O, almeno, fino ad ora!

 

Ergo ...

 

Ne dobbiamo concludere che un mese di maggio così mite non è assolutamente la stagione di mezzo che dovremmo aspettarci. Le medie dovrebbero sempre portare, ma dovrebbero esserci nettamente più contrasti: solo un temporale, solo una grandinata, la massima raffica di vento a 43 km/h non sono certo aspetti di una primavera gualdese. Se, dunque, uno dovesse affermare: "Non esistono più le stagioni di mezzo!", voi rispondete: "Eh, sì: quest’anno la primavera non ha fatto il suo dovere!".

 

Pierluigi Gioia

 

Rilevamenti maggio 2005

Palazzo

Mancinelli

Medie

UCEA

temp. max (°C)

29.8

 
temp. min. (°C)

4.7

 
media max I decade (°C)

21.6

19.5

media max II decade (°C)

20.2

21.6

media max III decade (°C)

25,6

22.4

media max mensile (°C)

(differenza dalla media)

21.7

?(+0.6)

21.1

media min I decade (°C)

9.3

9.4

media min II decade (°C)

10.1

11.0

media min III decade (°C)

12.8

11.5

media min. mensile (°C)

(differenza rispetto alla media)

10.5

? (-0.1)

10,6

temp. media (°C)

(differenza rispetto alla media)

16.1

? (+0.3)

15.8

giorni con temp > 30°

0

nd

giorni di pioggia

6

9

pioggia cumulata (mm)

(differenza rispetto alla media)

43

? (-43.2)

87.2

max pioggia /24h

15 mm (6/05)

---

temporali

1

nd

grandinate

1

nd

giorni di nebbia

0

nd

umidità relativa media

64.4

nd

velocità max. vento (km/h)

43.9

---

pressione atm. Media (hPa)

1014.9

nd

direzione prevalente

SW

nd


METEO

 

meteogualdo.gif (19135 byte)

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