L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 10 - 22 maggio 2005 | |||||
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Nostalgia sigillana "Beato quelluomo che ha un paesello, dove tornare per godere pace e tranquillità"; Sigillo è proprio uno di questi "paeselli", anche se, oggi ha preso giustamente laspetto di una cittadina viva, ridente, capace di offrire serenità a tutti coloro che fuggono il rumore assordante delle grandi città.
Un gruppo di emigrati sigillani a Parigi
Particolarmente lo è per coloro che qui sono nati, che qui hanno i loro cari, la casa, i ricordi e gli affetti più puri e santi. Per questo torno a parlarne, sia pure in sintesi, fiducioso di non stancare nessuno, ma anzi di rendermi utile specialmente a coloro che con molta frequenza mi domandano notizie della nostra Sigillo. Don Domenico.
"Basti dire che a Sigillo, ogni anno, per la festa di S. Anna, a cura del Parroco, viene pubblicata la rivista Grifo Bianco, che è cosa assai significativa e rara per un paese che non vuole essere considerato tale; che i sigillani curano con grande amore e generosità il restauro delle loro belle chiese e i loro monumenti; che custodiscono gelosamente le loro tradizioni religiose e folcloristiche, i loro usi e costumi, le loro leggende, i loro canti popolari, i loro stornelli, le loro filastrocche, le loro preghiere, il loro dialetto, che stanno a testimoniare dellarte poetica di questa gente, della sua arguzia, della sua originalità, del suo candore" (Dino Clementi - Gubbio 80 - 1978).
"Le donne di Sigillo hanno un gran tesoro da custodire; la serenità dei monti, la pace dello spirito, il suono delle campane, larmonia delle loro case, la gioia di avere con loro mariti e figli, e di vivere a Sigillo. Noi emigrati siamo soli, qui, con tanta nostalgia nel cuore, perché ci manca Montecucco e la sua aria. Qui non si vive più. Si corre e la vita non ha più il sapore gradevole del passato. Il progresso ha ucciso la parte migliore delluomo. Tutti, qui, belgi, italiani, spagnoli dicono la stessa cosa. E una dura realtà. Sento sempre più nostalgico il ricordo di tutto e di tutti. Poter tornare a Sigillo! Ma non si può fare ciò che si vuole. Allora lascio andare a zonzo la fantasia ed il cuore.
E col pensiero e con la preghiera mi sento vicina a coloro che ho conosciuti e che mi sono cari.
I prati, pieni di romiole, li ritrovo quando chiudo gli occhi e rileggo i fascicoli del Grifo Bianco della nostra Sigillo, col nostro dialetto e con la gentile bontà di tutti i paesani ... ".(Una Sigillana lontana, Bruxelles, 1979).
"Già si delinea imminente la festa di S. Anna: lanno scorso ero in Arabia, questo in Francia, il prossimo anno sarò in un altro angolo sperduto della terra. La strada è ancora lunga e i piedi terribilmente stanchi. Però è anche vero che ai nipoti si ama raccontare le storie più belle.
Felice festa di S. Anna a tutti e qualche nostalgico tocco di campene per i sigillani sperduti nel mondo!". (Francia, 1978).
Quale musa ispiratrice più versatile della nostalgià? La lontananza da sempre ha ispirato tutti i poeti e gli artisti con note di altissima lirica, toccanti e vere, perché intimamente sofferte. Luomo stesso è poeta, in questo caso, come queste lettere di sigillani, il paesaggio è il primo ispiratore di questi versi, la natura, il sentimento più sentito a volte con una sorta di istinto materno, come: E sè rannovolato Monte Cucco; / Povero bello mio se bagna tutto. / E se se bagna, se bagna contento; / Lacqua lo bagna e lo rasciuga il vento / e se se bagna se bagna damore; / Lacqua lo bagna e lo rasciuga il sole. | SIGILLO
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