L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 10 - 22 maggio 2005

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Lupo sì! Lupo no!

Questo è il dilemma!

 

di Giuseppe Pellegrini


Una persona anziana ha un ricordo della sua fanciullezza, quando aveva sei anni è cioè nel 1915, e racconta: "Per le vie di Sigillo e anche per la mia via Ronconi, passò un carretto, tirato da un somarello. Sul fondo del carretto giaceva un "grosso lupo", morto, abbattuto sulla nostra montagna. Non ricordo chi e quanti fossero gli autori di quella caccia grossa. Molti del paese, e specialmente noi ragazzi, seguivamo il carretto, curiosi ed impauriti di vedere il lupo, steso, pancia all’aria, trofeo di vittoria. I cacciatori chiedevano uova e formaggio. Le donne si affacciavano alle finestre, scendevano e si affrettavano a riempire il canestro. Chi possedeva un piccolo gregge di pecore respirava: un incubo grosso gli era stato tolto di dosso".

 

I lupi vivevano sui nostri monti, tra i boschi e i folti cespugli: si spingevano fino alle porte del paese, quando la neve abbondante ricopriva tutto. Alti sugli 80 centimetri, lunghi circa un metro e settanta circa, coda compresa, snelli e agili, muso a punta, pelo folto grigio-rossastro, gambe veloci, udito, odorato e vista finissimi, si muovevano da soli o in piccoli branchi, astutissimi.

 

I cacciatori ne sentivano ogni tanto l’urlo e l’ululato. Li vedevano da lontano. Qualche volta si scontravano con loro, a tu per tu e, in quella circostanza erano rari quelli che mantenevano la calma e il sangue freddo. I pastori, nella notte, accendevano fuochi, affinché i feroci animali non si avvicinassero al gregge; mettevano un collare irto di chiodi ai loro cani, affinché i lupi non li sbranassero con le zanne appuntite, come facevano con le povere pecore. Le mucche, invece, facevano circolo intorno ai loro neonati, per difenderli dall’assalto mortale.

 

Che i lupi fossero ancora su Monte Cucco fino al 1932 ne ho una chiara prova. Il 22 maggio di quell’anno a Sigillo ci fu una gran festa e fra le persone invitate c’era anche il parroco di Perticano don Francesco Berardi; sarebbe venuto a piedi, attraverso la montagna. Il 18 maggio scrisse una lettera, nella quale, tra l’altro diceva: "Il viaggio del monte, da solo, mi mette paura, perché è continuamente battuto dai lupi. Ti dispiacerebbe se, in mia compagnia venisse anche il parroco di Pascelupo? Se circostanze impreviste dovessero impedire al collega di essermi da compagno di viaggio, ne sceglierò un altro. Se avessi la licenza da caccia, mi armerei e oserei il viaggio. Ma con un semplice bastone, non azzardo!"

 

Da quell’anno non ho avuto più notizie circa la presenza dei lupi sui nostri monti. A fianco di Monte Cucco, sulla vetta delle Gronde (m. 1340), ancora vi sono delle tane, dove notoriamente i lupi davano alla luce i loro piccoli. Tra noi, ho raccolto una voce, ampiamente diffusa, secondo cui l’ultimo nostro pievano defunto don Francesco Costanze (+ 1952) avrebbe fatto un esorcismo contro questi fieri abitatori delle nostre montagne. Da quella volta i lupi non si sono più visti.

 

Da qualche anno a questa parte i lupi sono ricomparsi e non più tardi di una settimana, a Scheggia, i cani di un allevatore ne hanno ucciso uno con il semplice collare irto di chiodi. I tecnici regionale invece di chiamarli con il loro semplice nome lupo, per confondere il povero allevatore gli danno il nome di: cani inselvatichiti, questo di fatto non da diritto a nessun rimborso, mentre gli "ungulati" godono d’altro trattamento. Gli ambientalisti arrivano nelle nostre zone soltanto quando si cerca di fare un pochino di "turismo di massa", ed allora ... mentre per quanto attiene "l’esorcismo", che poi non è un vero e proprio esorcismo ma, una semplice preghiera dettata dalla chiesa per allontanare i maligni, l’ultimo, in ordine di tempo, è quello fatto dal parroco di Torre dei Calzolari, don Ubaldo Braccini, circa sei mesi fa ed alla presenza di numerose autorità. Credetemi, don Ubaldo Braccini è un amante dei lupi e nello stesso tempo un appassionato di bestiame (uomo compreso).

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