L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 10 - 22 maggio 2005 | |||||
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CON LA TESTA FRA LE NUVOLE (101) Rubrica amatoriale di meteorologia e climatologia a cura di MeteoAppennino La grandine Possono essere grandi da pochi millimetri a quindici centimetri, pesare da pochi grammi fino ad oltre un chilo e precipitare a terra con una velocità che può raggiungere i 250 km/h. Stiamo parlando dei chicchi di grandine, la più temuta delle precipitazioni: un evento, per fortuna assai raro nelle nostre zone ma che in molte altre località continua a produrre gravi danni sia alle coltivazioni sia alle persone. Lultima grave catastrofe, in questo senso, è la terribile grandinata che ha colpito nel 1986 il Bangladesh, causando quasi 100 morti ed uccidendo decine di migliaia di capi di bestiame: in quelloccasione furono raccolti chicchi di ghiaccio del peso di 1,02 kg, e della dimensione di un melone. Ma come si formano oggetti così grandi in aria?
Le nubi grandinigene
Le grandinate si originano allinterno delle nubi temporalesche, i cumulonembi. Tali nubi non sono niente altro che enormi "aspiratori" che convogliano verso lalto enormi quantità di aria, che vengono spinte a forza contro il limite del primo strato dellatmosfera (detto "troposfera"), tanto che i cumulonembi hanno una caratteristica forma ad incudine, con la parte superiore piatta (vedi immagine, al n° 1). Se una nube assume questa forma, produce quasi sempre grandine, anche se talvolta i chicchi risultano così piccoli da fondere quasi totalmente nella loro caduta a terra. Le correnti ascensionali che originano queste nubi raggiungono velocità di oltre 150 km/h e contengono aria molto umida che, raggiunto il limite inferiore della nube (n° 2) condensa in minuscole goccioline. Man mano che la corrente sale di quota, la temperatura scende al di sotto dello 0° (il limite di congelamento, n° 3) ed allora alcune goccioline tendono a congelare, mentre la maggior parte di esse rimane liquida, pur avendo una temperatura inferiore allo 0°C - è lo stato di "sopraffusione" di cui abbiamo già parlato in questa rubrica. Quando queste goccioline, di cui la nube è quasi interamente formata, urtano contro i piccoli granelli di ghiaccio che le correnti ascensionali trasportano con sé, congelano immediatamente attorno al granello, facendolo mano mano diventare più grande.
Su è giù, su e giù ...
I piccoli granuli di grandine vengono quindi trasportati fino al limite superiore della nube (n° 4). Qui, cessando la spinta verso lalto, ricadono verso terra ma, giunte nuovamente dove le correnti ascensionali sono forti, vengono nuovamente trascinate verso lalto, dove poi ricadono verso il basso. In ognuno di questi tragitti, che può avere una durata di 20-30 secondi, i chicchi di grandine aumentano di dimensione, perché le goccioline sopraffuse congelano sulla loro superficie: se la temperatura è molto al di sotto dello zero, come nella parte superiore del cumulonembo, il ghiaccio che si forma è bianco, perché racchiude molta aria; se la temperatura è di poco inferiore allo zero, il ghiaccio è trasparente. Questo spiega perché, tagliando un chicco di grandine, esso appare come una cipolla, cioè a strati: ogni strato corrisponde, in pratica, ad un "giro" compiuto allinterno della nube temporalesca.
Inizia la caduta
Man mano, poi, che il chicco diviene più grande, il suo tragitto allinterno della nube diviene sempre più ampio e il chicco può anche scendere al di sotto della quota di congelamento, fondendo parzialmente, per poi continuare ad ingrossarsi nel percorso in salita. Su e giù, su e giù ... fino a 25-30 volte finché, ad un certo punto, il suo peso diviene tale che le correnti ascensionali, per quanto violente, non riescono più ad arrestare la caduta e a riportarlo verso lalto. Il chicco, allora, precipita verso terra (n° 5), raggiungendo velocità anche di 200-250 km/h. Immaginate che forza devastante possieda un pezzo di ghiaccio, compatto, del peso di oltre un kg, che precipiti a terra a quella velocità: nel momento in cui impatta con il suolo, produce gli stessi effetti di un corpo di oltre due quintali di peso! Ma anche un semplice chicco del peso di 50 g (3-4 cm), ha unenergia equivalente ad un peso di 10 kg! Può ammaccare una carrozzeria, può produrre serie ferite ad una persona o un animale, può devastare completamente un vigneto, un frutteto o un campo di grano.
Un terno al lotto
Il problema più grave è che il punto esatto dove cadrà la grandine è difficilmente prevedibile: i chicchi di grandine non si formano, infatti, in tutto il cumulonembo, ma solo in quei settori in cui, a causa della traiettoria della nube, le correnti ascensionali risultano più violente. Ecco perché, spesso, le zone in cui grandina risultano molto ristrette e separate da quelle in cui il fenomeno non si verifica. Tuttavia, è sempre bene ascoltare le previsioni del tempo, che danno comunque una probabilità più o meno alta di grandinate. E la prudenza non è mai troppa, in questi casi, specie per quanto riguarda le escursioni in montagna.
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