L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 10 - 22 maggio 2005 | |||||
| Pro Tadino | Prima pagina | Edizioni | Sommario | Cerca nel sito | ||
La palude della politica Cera una volta ..., cominciavano così le favole della nostra infanzia; poi, quando cominciammo ad accostarci alla politica ed era fervente sulla piazza il dibattito, un personaggio passato nel mondo dei più divenne famoso per laffermazione "qui bisogna ripartire del 1921!"; poi vennero le degenerazioni della prima repubblica, la caduta del muro di Berlino, la disgregazione dei partiti e sembrò che la politica non servisse più, con la conseguenza che da agone in cui si incontravano e si scontravano le idee, ma si formava la classe dirigente, scadde a palude ove conflitti di interessi non sempre nobili si accavallano con quanto resta delle ideologie.
Poi, roba degli ultimi mesi, merito o colpa del berlusconismo o dellantiberlusconismo, la palude si è rianimata, siamo tornati indietro di cinquantanni e una miriade di cespugli sono germogliati sul terreno sterile della palude dove, in mancanza di idee ed ideali, alligna la gramigna degli interessi più o meno nobili.
In questo clima dimesso, il circolo locale de la Margherita assume liniziativa di organizzare un incontro dibattito su un tema di scottante attualità "Formazione e sviluppo: quale scuola per il territorio?"; prestigiosa è la sede, prestigiosi i nomi dei relatori, attuale è largomento in discussione; purtroppo manca la platea (tanto che si aprono i lavori con unora di ritardo), manca la classe politica (tranne la presenza istituzionale del sindaco), manca il confronto delle idee e delle proposte, con il risultato che è lennesima occasione mancata per parlare della città e delle sue prospettive.
Crollati i miti dellisola felice e di una piena occupazione che non ci sono più (legati alla ceramica in crisi ed alla Merloni di Gaifana in ridimensionamento), domina la rincorsa alle prebende della pubblica amministrazione, enti intermedi e fittizie società di gestione, che prolificano dopo che per una generazione si è predicata la necessità del disboscamento e della eliminazione degli enti inutili.
Dopo che la conduzione politica regionale ha sottratto alla politica locale la gestione della sanità, quella delle acque e degli acquedotti, dei rifiuti solidi urbani e delle politiche scolastiche, cè da chiedersi se le istituzioni comunali abbiano più un ruolo in un territorio desertificato, oggetto delle mire espansionistiche delle aspiranti province Città di Castello e Foligno, che per il loro gigantismo non hanno briciole da lasciare ai comprimari di periferia, e dove è sempre più evidente la dipendenza economica dalle migliaia di buste paga provenienti ogni mese da Fabriano. La gravità della situazione è tale che abbiamo sentito lo stesso sindaco sottolineare la necessità di una inversione di tendenza.
Certo, lauspicio è che ci sia uno spazio per riprendere quota, ma con quali idee e quali prospettive? Quelle di un gruppo di yes-men pronti ad assentire alle direttive e le scelte imposte da altri? La gestione dei fondi del terremoto è destinata ad esaurirsi e, in mancanza di nuove idee, sarebbe doloroso constatare con il senno di poi in quale palude ci abbia condotto la politica.
(v.a.)
| PRIMA PAGINA | |||||
| Pro Tadino | Prima pagina | Edizioni | Sommario | Cerca nel sito | ||