L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 9 - 8 maggio 2005

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Sigillo, da una pagina del Touring Club

 

di Giuseppe Pellegrini


Il Touring Club italiano ha pubblicato un grazioso volume dedicato all’Umbria e dove troviamo, alle pagine 256 e 257, la nostra Sigillo. Per coloro che non hanno potuto leggere queste notizie le riportiamo, così come sono state scritte e ... con qualche correzione.

 

"Sigillo m.490, ab. 2496, lungo la Flaminia alle falde del Monte Cucco, sorge in area abitata in età romana (è forse l’antico Suillum). Appartenne a Perugia, che lo ricostruì e lo fortificò nel 1274, in contesa con i Montefeltro; il rinnovamento edilizio settecentesco fu conseguente al sisma del 1751. Nell’abitato sorge la chiesa di S. Agostino, ristrutturata nel 1761, che custodisce una tela (Annunciazione) d’Ippolito Borghese (Ippolito Borghesi Sigillano), del 1617 e una Croce di rame dorato d’Enrico di Piamonte (1494) (la croce è conservata in Municipio è in metallo con piedistallo, dalla quale furono asportate, molto tempo fa, dieci smalti di grande valore; è opera d’Enrico Pedemontano, come risulta dalla scritta "Enricus Pedemontanus me fecit. Fr. Augusti de Sigillo fecit fieri 1429". Nel cimitero è la chiesa di S. Anna con la facciata del 1507 preceduta dal portico seicentesco, ornata all’interno di affreschi votivi di Matteo da Gualdo. Nei pressi sono i resti di un imponente ponte romano detto Spiano, costruito probabilmente in periodo Augusteo nel quadro delle opere di miglioramento della Via Flaminia. (Scrive M.H. Ballance in The Roman Bridges of the Via Flaminia, Rome 1951: Un monumento (non resti!) così solenne, che attesta a 2000 anni dalla sua costruzione la grandezza di Roma deve essere gelosamente custodito, come venerando vestigio, e additato all’ammirazione di tutti. Esemplari identici sono in Italia: il ponte Aelius, il ponte dell’Acquoria sotto Tivoli, il ponte di S. Martino in Val d’Aosta e due ponti sulla Via Aurelia vicino a Santa Marinella).

 

Lungo la Flaminia si procede nel versante sinistro dell’aperta valle del Chiascio, attraversando il Piano di Scirca m. 505, dove sono venuti alla luce resti di un ampio insediamento rustico di età romana. Nel paesino sorge l’antica chiesa di S. Maria Assunta, decorata da affreschi di Matteo da Gualdo (La Madonna del Gonfalone è firmata e datata 1484).

 

La strada valica poi il torrente Scirca, che ha origine da una copiosa sorgente e in passato alimentava officine per la lavorazione del rame. (Il Fiume Scirca, in origine, alimentava La Zecca dei Conti Galeotti di Gubbio, Il Maglio vecchio e nuovo, una cartiera per la lavorazione della carta a mano, attiva nel 1350, un molino ad olio, cinque molini per cereali, due Walchiere per la lavorazione dei tessuti. Data la grande portata di acqua il fiume era sfruttato per l’irrigazione dei campi sino al 1930).

 

Di fianco al moderno ponte rimangono i resti del manufatto romano in grossi blocchi di pietra "grigna", distrutto dai Tedeschi in ritirata nel 1944. (Nella ritirata del luglio 1944 l’esercito tedesco fece saltare il ponte romano della Formola (Sciabolino), il Ponte dei Fabbri e due ponti a Villa Scirca, il nuovo ed il ponte romano detto "Ponte Etrusco" in pietra griccia. I grossi massi di pietra che formano la gloriosa volta sono miseramente a terra, lungo il fiume, nell’attesa che mani amiche li riportino all’antico splendore).

SIGILLO

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