L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 9 - 8 maggio 2005

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A scuola di natura


13natura0509.jpg (18636 byte)Osservare la natura è il miglior modo per trascorrere il tempo: ci si diverte e nello stesso tempo ci si arricchisce sotto tanti punti di vista. Il mondo vivente è pieno di stimoli per il cervello e tante sono le cose che si possono insegnare passando un po’ d’ore a contatto con la natura.

 

Mondi lontanissimi dalla nostra realtà quotidiana, come quello ad esempio degli insetti, comportamenti che mai ci potremmo immaginare, variazioni anatomiche e fisiologiche che sono veramente strabilianti.

 

La natura è perciò un "pozzo delle meraviglie", una finestra aperta sulla diversità di forme, di colori, d’abitudini, di rapporti. Nessuna fiaba saprà mai meravigliarci quanto la natura con la sua ricchezza di situazioni, perciò osservare la natura significa prima di tutto uscire dalla nostra realtà per accedere ad un mondo diverso e fantastico.

 

Tuttavia guardare la natura c’è molto utile anche per capire, per interpretare, per migliorare la vita quotidiana. Vedere in natura come sono risolti i problemi classici del nutrirsi, costruirsi un riparo, nascondersi, superare gli ostacoli imprevisti, risolvere un problema nuovo, ecc, è importante perché arricchisce la nostra mente di nuove soluzioni. La natura si presenta ai nostri occhi con un patrimonio di varietà e di complessità tale che a contatto con lei, per forza di cose, siamo costretti ad uscire dal nostro guscio e porci nella condizione d’allievi.

 

Si, di fronte alla natura anche il più grande studioso si siede sul banco di scuola con l’umiltà di chi vuol imparare. E questa condizione, se ci pensate è molto bella e molto fruttuosa perché permette all’uomo di mantenere una giovinezza e un’elasticità mentale che altrimenti perderebbe. In genere, i grandi studiosi, quelli che si applicano con passione alla conoscenza (e proprio per questo sanno quanto piccolo è il loro sapere di fronte all’infinità dei fenomeni naturali) mantengono una mente giovane anche in età avanzata.

 

Il bosco è senza dubbio un luogo di mistero, e il mistero - come si sa - molto spesso muove la paura. Quanti di noi perdono l’esperienza bellissima di camminare in silenzio per un bosco solo per paura! In realtà il bosco è un luogo dove è facile sentirsi a casa propria: l’ombra degli alberi, il silenzio accompagnato dal fruscio delle foglie, il gorgheggio improvviso di un uccello.. richiamano in noi un senso di pace, di serenità, una specie di ricordo profondo.

 

L’uomo primitivo abitava nei boschi, sul tronco degli alberi leggeva la direzione del suo cammino, dalle tracce degli animali imparava a riconoscere prede e predatrici, il canto degli uccelli lo rasserenava oppure - nel caso cessasse di colpo - lo metteva in guardia. Questa storia dell’uomo è in noi più di quanto possiamo immaginare, è come se l’avessimo incisa nel nostro interno.

 

Ma come fare se è necessario andare a scuola tutti i santi giorni? Come camminare nel bosco per scoprire antichissimi sensi, per annusare l’aria, guardare gli alberi che mettono le foglie?

 

Gli alunni della prima e seconda classe elementare di Sigillo, guidati dagli insegnanti Celestina Mengoni e Attilio Bagagli hanno messo a punto un’interessante soluzione: giacché dobbiamo andare a scuola e quindi non possiamo andare nel bosco, il bosco viene da noi. Senza turbare l’equilibrio della natura e senza girare nel bosco per imparare ed osservare, il bosco arriva sui banchi di scuola, con i suoi germogli, le foglie, i fiori. In altre parole i banchi di scuola diventano il "sottobosco", il luogo ideale e migliore per imparare le meraviglie della natura, in una forma ridimensionata, più piccola, ma non per questo meno credibile.

 

Si portano a scuola dei "ramoscelli" di piante del nostro territorio, si osserva e si studia la pianta, il suo evolversi, i frutti, i fiori, e la foto al naturale della stessa. Poi, dopo aver conosciuto le caratteristiche, il ramoscello si prepara per essere essiccato. In questo modo, non si turba l’equilibrio della natura, s’immagina di essere in un bosco e si crea quell’atmosfera necessaria ai ragazzi. Poi, in questo mondo pieno di colori i ragazzi disegnano le piante secondo la loro inventiva; certamente non sarà come stare in un bosco, ma, l’effetto bosco è assicurato.

 

I ragazzi delle elementari

SIGILLO

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