L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 9 - 8 maggio 2005

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Pietro Galassi, la storia di un secolo

Scomparso a 100 anni l'ultimo dei fondatori della sezione PCI di Fossato, anzi di Purello


E' morto a cento anni, ha attraversato tutti gli avvenimenti di un secolo, l’ultimo, che per lui ha visto nascere il PCI nel 1921 dalla scissione del PSI di Livorno e scomparire nel 1989 alla Bolognina, travolto dalle macerie del muro di Berlino. Pietro Galassi era l’ultimo sopravvissuto dei fondatore della sezione del PCI di Fossato, anzi di Purello, che in tempi remoti nel 1948 ha dato il primo sindaco della Repubblica, Ceccacci. Con il PCI ha vissuto le vicende di Fossato in tutte le vesti; segretario di sezione, consigliere di opposizione, assessore in Giunta sempre dalla parte del partito della classe operaia, in alternativa ai maestri elementari della DC.

 

Pochi lo conoscono con il suo nome, ma soprattutto come "Badoglio", evocando un periodo post bellico molto noto, o più semplicemente "Pierino", anche per la sua non prestante figura. Forse è stata la persona più conosciuta del PCI, sicuramente la più rappresentativa in un periodo in cui la discriminazione comunista non era semplicemente una parola. Lui ha sempre rappresentato i "minatori" di Purello in contrapposizione ai "fedeli" del centro storico guidati da Don Antonio Belardi, anche se non si può dire non fosse a conoscenza degli inciuci fra il sindaco ed il potente pievano. Quelli, che io ho conosciuto soltanto nell’ultima parte, erano anni intensi di sentimenti, idealità e passioni; contrapposizioni forti ed attaccamento alla propria parte, che sono stati rappresentati in letteratura con tratti distintivi fra Silone e Vittorini e che hanno caratterizzato gli anni della formazione della democrazia e la ricostruzione dell’economia. Era il periodo post bellico, della liberazione dal fascismo, della lotta partigiana, della scelta repubblicana ed era forte la consapevolezza di costruire un futuro, la storia moderna, la cui evoluzione ha in parte rinnegato i presupposti di quei tempi.

 

In questo quadro è vissuto "Badoglio", con una grande dose di fede sempre presente nei suoi valori, a tirare il carretto della sezione, che non era remunerativo e dava soltanto impegni. Grande amico dell’altra importante figura locale di quei tempi, Federico Mariani, l’unica ricompensa è stata la soddisfazione di fare parte di quel grande movimento di massa che ha invaso le anime e le coscienze degli uomini di quel tempo, che puntava a migliorare le condizioni di vita del paese. E lui ne ha impersonato l’anima tranquilla, quieta, semplice, forse anche dolce, ma risoluta e presente. Quando il partito chiama non si può dire mai di no. E questa sua tenacia ed attaccamento non lo ha disorientato nemmeno quando è stato cancellato il comunismo come ideologia politica a cui aveva dedicato tutta la vita ed il partito si è trasformato in PDS. Dopo qualche periodo di smarrimento ha scelto il nuovo partito, perché se "è stato fatto così, significa che è giusto". Si può comunque immaginare quanto sia stato duro accettare che tutto ciò in cui si era creduto per una vita, svanisse in un attimo, come se tutto fosse sbagliato. Ma non è così: se la storia ha cancellato una prospettiva - e non è la prima volta - i sentimenti, le passioni, i valori umani e sociali rimangono. Quelli non possono essere cancellati.

 

Ottavio Giombetti

FOSSATO DI VICO

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