L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 9 - 8 maggio 2005 | |||||
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Ripensando a Cefalonia
Memorie di Mario Minelli
A 84 anni di età, rivedere alla televisione le immagini della tragedia di Cefalonia, mi ha fatto rivivere gli anni della giovinezza quando venni inviato prima sul fronte greco e successivamente, catturato dai tedeschi, fui avviato in Germania come prigioniero dove rimasi fino alla liberazione avvenuta nel 1945, anni di stenti, di privazioni, di pericoli e di umiliazioni, tanto che solo a ricordarli sono scoppiato a piangere davanti alla televisione, anche se posso considerarmi un fortunato rispetto ai tanti che non sono tornati.
Sono Mario Marinelli, classe 1921; dopo un corso come carabiniere motociclista, nel 1940 allo scoppio della guerra, fui inviato nellallora regno di Albania come componente del battaglione carabinieri fui dislocato per due anni in varie stazioni, poi aggregato per funzioni collaterali nella zona di occupazione sul fronte greco; ricordo tra laltro sei mesi passati sul lago di Scutari e quindi la successiva aggregazione alla ricostituita divisione Julia (che era stata distrutta in Russia) impegnata a Pristina nel Kossovo, due nomi che le vicende recenti della ex Jugoslavia hanno resi familiari anche in Italia.
Di fatti, dopo l8 settembre, fatto prigioniero dai tedeschi, venni deportato in Germania; ricordo la umiliante perquisizione subita a Vienna dove come tutti gli altri che erano accomunati al mio stesso destino fummo insultati, umiliati e depredati di tutti gli effetti personali, prima di essere destinato al campo di concentramento di Ludwigsburg presso Stoccarda; qui fui poi impiegato nelle officine militari per due anni, lavorando dodici ore al giorno, per tre patate ed una tazza di brodaglia, fin quando fummo liberati dallarrivo dellesercito russo nella primavera del 1945 e successivamente fui rimpatriato.
Frugando nei ricordi ho così ritrovato, fra le vecchie cose, alcune fotografie che testimoniano di queste mie non piacevoli esperienze e ne sottopongo due ai lettori, la prima fu scattata a Pristina nel 1943 con altri commilitoni, la seconda nel campo di prigionia con altri prigionieri. | TESTIMONIANZE | |||||
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