L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 8 - 24 aprile 2005

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   Intervista al sindaco Mauro Monacelli sul futuro della sua legislatura 

"Avanti, con cautela e circospezione"

Collaborazione con imprenditori su soluzioni condivise e compatibili; consolidamento del commercio e nuovi insediamenti di attività produttive; maggiore qualità occupazionale per i giovani; ristabiliti i contatti con tutti i comuni limitrofi; nessun aumento delle tasse comunali ed adeguamenti alle leggi statali e regionali; rivedere i regolamenti del parco e aree contigue; crescita edilizia ed integrazioni fra diverse etnie; con la minoranza né morti, né prigionieri: è molto importante ritrovare rapporti e amicizie.


11mmonacelli.jpg (7775 byte)Molti che mi incontrano e conoscono la mia attività nell’informazione mi chiedono: che cosa fa la nuova amministrazione comunale, che farà nel futuro, in che direzione si deve muovere il cittadino che ha idee e voglia di fare per realizzare i suoi progetti? E quali saranno l’economia, l’intervento sociale e civile, le tendenze culturali nel regno di Mauro Monacelli, neosindaco del centro sinistra? In pratica che cosa comprenderà il programma di legislatura, se così si può dire? Sì, perché ormai dopo la presa di contatto con l’amministrazione e l’euforia per la riconquistata posizione di governo, la nuova amministrazione di Fossato deve far conoscere al cittadino che gli ha espresso tanta fiducia la sua identità, i suoi tratti distintivi che caratterizzeranno 5 anni di amministrazione, la prima del centro sinistra nella seconda repubblica. Le domande che più spesso mi sono sentito porre, ora cercherò di rivolgerle al sindaco per capire cosa ci riserverà il futuro. La carne al fuoco è abbondante e in questo primo colloquio ci limiteremo ai rapporti con i cittadini e le forze politiche, nonché allo sviluppo economico, che ormai è diventato il tratto distintivo del nostro Comune.

 

D.: Sindaco, cominciamo con il metodo. Ci saranno prigionieri o solo morti nel campo avversario?

 

R.: Né morti, né prigionieri. La campagna elettorale è finita e noi vogliamo amministrare con tutti i cittadini, sia quelli che ci hanno votato, che quelli che hanno fatto una scelta diversa. La nostra comunità è molto piccola e si formano diffidenze, antipatie e contrasti per scelte politiche e personali. Spero che si arrivi a superare tutto questo. Per me è importante anche umanamente, ritrovare a pieno rapporti ed amicizie che si sono raffreddate per la mia scelta politica. Nella vita deve prevalere il rispetto, il buon senso e la collaborazione.

 

D.: Ma la minoranza sostiene che è stata rifiutata la collaborazione che vi avevano proposto nel passaggio delle consegne. Perché?

 

R.: Penso che tutti possono dare qualcosa, anche nella differenza di progetti e di opinioni, ma la cosa a cui tengo di più è la lealtà e l’onestà intellettuale con la quale si instaura un dialogo. Io rispetto i portatori di valori diversi e voglio con la minoranza un rapporto costruttivo, auspicando una collaborazione per gli interessi dei cittadini. Purtroppo, ho notato in questa fase che la minoranza da un lato tendeva la mano con proposte di collaborazione, dall’altro agiva con argomentazioni propagandistiche ed atteggiamenti ostili. Così non si costruisce niente. Comunque nulla è compromesso.

 

D.: La passata amministrazione è conosciuta per lo sviluppo economico che ha impresso a Fossato. Come affronterà questo argomento?

 

R.: Noi teniamo molto allo sviluppo economico. È possibile infatti vedere come l’amministrazione collabora con gli imprenditori che vogliono investire, dando piena disponibilità nel trovare soluzioni condivise e compatibili, oltre naturalmente a sbrigare tutte le pratiche di competenza comunale e sollecitando quelle di competenza sovracomunale. Tuttavia noi vogliamo una maggiore qualità del tessuto economico, proponendo uno sviluppo compatibile. Per esempio le nostre intenzioni sono orientate a consolidare l’incremento del commercio, senza ulteriori ampliamenti e favorire l’insediamento di attività produttive per una maggiore possibilità di occupazione ed anche qualità occupazionale per i giovani; possibilità che ci sono.

 

D.: Quali sono?

 

R.: Abbiamo già alcune richieste di insediamenti industriali che abbiamo intenzione di accogliere. In questo senso in sede di adeguamento del Piano Regolatore al PTCP prevediamo una 20na di Ha per ampliare l’area industriale senza peraltro aprirne delle nuove come era stato ventilato. Tengo a precisare che vi sarà sempre grande attenzione allo sviluppo, cercando di integrare quello edilizio con quello economico reale, ma seguendo attentamente anche il quadro generale di sviluppo economico nazionale, che in questa fase sta subendo un forte rallentamento.

 

D.: Nella passata amministrazione c’è stata una forte spinta per la promozione dello sviluppo economico, anche in forme diffuse, coinvolgendo imprenditori e investitori senza guardare per il sottile. Cambierà qualcosa?

 

R.: Lo sviluppo sarà attuato in maniera più razionale, valutando cioè l’equilibrio fra costi e ricavi e ricercando un punto di equilibrio fra investimenti privati e risorse pubbliche. Vogliamo muoverci con circospezione ed andare ad una ottimizzazione dei risultati. Insomma non abbiamo bisogno di svendere il territorio alle esigenze degli investitori perché la nostra posizione territoriale è per il futuro una posizione di forza.

 

D.: Cambieranno alcune cose nell’impostazione e nei capisaldo del passato, che ne sarà degli accordi di programma con Gualdo Tadino per la promozione e lo sviluppo industriale, della deregulation per favorire gli insediamenti dei privati? Tutto questo non potrebbe dare luogo ad una riflessione su se stessi?

 

R.: Non ho mai pensato di troncare i contatti con Gualdo e per quanto riguarda la deregulation per favorire l’insediamento dei privati, dico solo che non può essere l’unica variabile per disegnare lo sviluppo del territorio. Quanto alla riflessione su se stessi, non esiste per niente visti i contatti con tutti i comuni limitrofi, che sono stati ristabiliti, visti i risultati ottenuti con i contratti sovracomunali, visti i numerosi contatti che stiamo avendo con gli imprenditori locali.

 

D.: Altro importante caposaldo della passata amministrazione è stato il mantenimento ed il contenimento della pressione fiscale. Cosa accadrà in futuro?

 

R.: Fino ad ora non è stata aumentata alcun tipo di tassa di competenza comunale. Bisogna saper distinguere quando l’aumento delle tasse dipende dal Comune o quando dalle indicazioni che arrivano dallo Stato o dalla Regione. Infatti se ci sono delle leggi statali tipo RONCHI, GALLI che si trasferiscono a leggi regionali che obbligano i comuni ad alcuni aumenti o degli adeguamenti, penso che sia il caso di avere la sufficiente onestà intellettuale di riconoscere da dove vengono gli aumenti e se sono soltanto degli adeguamenti ISTAT. Forse andrebbe riconosciuto che questo comune inverte la tendenza da un altro punto di vista e cioè che destina delle risorse a opere pubbliche, al rinnovo dei mezzi del comune, trovandole tra le economie del proprio bilancio, senza aumenti delle tasse, stimolando i finanziamenti sovracomunali (la Regione per le scuole medie, la Provincia per il Palazzetto).

 

D.: Fossato è marginale del Parco del Montecucco, spesso in conflitto con gli obiettivi e le finalità programmatiche, come l’area industriale, ormai ampliamente diffusa nel territorio, e le esigenze di conservazione naturalistica. C’erano state proposte di limitazione territoriale, come la pensi?

 

R.: Per quanto riguarda il Parco le nostre intenzioni sono di impegnarci per far funzionare il parco nel miglior modo possibile, affrontando anche questioni importanti, sentite da tutti i comuni del parco che sono quelle di rivedere i regolamenti del parco e delle aree contigue per renderli più funzionali e snelli alle esigenze del territorio: edilizia, sviluppo, tutela animale e ambientale.

 

D.: Per concludere le politiche demografiche e quindi l’edilizia. La passata amministrazione ha puntato con successo, anche aiutata dalla ricostruzione del terremoto, sugli investimenti privati e sulla espansione edilizia, invertendo una tendenza alla stabilizzazione demografica e rilanciando il settore con discreti aumenti demografici. Qual’è la tua linea politica in questo settore, visto che è in corso l’adeguamento del Piano Regolatore al PTCP?

 

R.: I dati forniti dall’ufficio anagrafe ci dicono che la politica demografica della precedente amministrazione ha portato un aumento della popolazione di 71 unità rispetto al 2003, con una forte presenza di extracomunitari. Questo significa che parallelamente alla politica demografica bisognerà tenere in considerazione una politica d’integrazione fra le diverse etnie.

 

Nell’adeguamento del Piano Regolatore dovremo fare in modo di inserire quegli elementi che portino ad uno sviluppo di qualità del territorio: dall’insediamento di attività che assumano anche personale qualificato, alla previsione di servizi che aumentino la qualità della vita, alla previsione di aree per un nuovo sviluppo edilizio di qualità.

 

Ottavio Giombetti

FOSSATO DI VICO

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