L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 8 - 24 aprile 2005 | |||||
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Il Parco di Monte Cucco Ambiente, grotte. abbazie Il Parco del Monte Cucco è unarea protetta che si stende per oltre diecimila ettari nei comuni di Sigillo, Costacciaro, Scheggia e Fossato di Vico, dalla Via Flaminia che ne costituisce il limite occidentale fino al confine regionale, mostrando uneccezionale ricchezza vegetazionale (emergono le faggete secolari della Val di Ranco e del Pian delle Macinare), faunistica e geologica.
Cuore del comprensorio è il massiccio calcareo del Monte Cucco m.1566, di caratteristica forma conica, che è tra le maggiori elevazioni dellUmbria. Larea, valorizzata per il turismo anche escursionistico (La Carta dei Sentieri si può trovare in edicola o presso il Centro Nazionale di speleologia di Costacciaro), è rinomata per i fenomeni di carsismo, superficiale e profondo, e per le varietà paesistiche tra le quali spiccano le sorgenti e le strette forre (spettacolare quella del Rio Freddo), scavate dai corsi dacqua nella roccia calcarea.
Grotta di Monte Cucco. Da Sigillo, una strada panoramica di nove chilometri risale le pendici meridionali del Monte Cucco giungendo a Val di Ranco, m. 1050, attrezzata per il turismo, con estesi boschi, praterie e sorgenti, base per passeggiate. Limbocco della grotta, dal versante sigillano, è a quota 1390 metri, a strapiombo sul fosso dellAcqua Fredda dove sgorga una sorgente. La caverna costituisce uno dei più interessanti fenomeni carsici dellItalia centrale, conosciuto dal 500 ed esplorato sistematicamente dal 1890. Ha una profondità di 922 metri, che la colloca al quinto posto nel mondo, e una struttura molto articolata, caratterizzata da un pozzo obliquo (alto m. 25, con diametro di m. 3, attrezzato con scala di ferro) e da un susseguirsi di vasti saloni di calcare compatto, con una lunghezza di quasi un chilometro in direzione ovest.
Il primo segmento (circa trenta metri di profondità) è accessibile, pur con molta cautela, dagli escursionisti adeguatamente attrezzati; lulteriore discesa è riservata agli esperti di speleologia. il punto più interessante è la Sala Margherita, magnifico ambiente ricco di stalattiti e stalagmiti. Nella grotta sono stati rinvenuti resti fossili di vertebrati: orsi delle caverne, cervi, caprioli, rinoceronti e resti umani, attualmente i resti sono depositati presso la Soprintendenza archeologica dellUmbria in Perugia.
Attualmente la grotta non è accessibile nellattesa di restauro. Per tutti gli amanti escursionisti o per informazioni, rivolgersi presso la sede del Parco a Villa Anita in Sigillo; oppure al Centro Nazionale di Speleologia di Costacciaro.
Le Abbazie. Lasciata Scheggia, sulla statale 360 Arceviese, che si snoda nella valle del Sentino, al Km. 8,7 è Isola Fossara da cui muove a sinistra la strada forestale che dopo tre chilometri porta allAbbazia di S. Maria di Sitria, m. 528, fondata da S. Romualdo allinizio dellXI secolo e dipendente dallabbazia di Fonte Avellana. Linteressante chiesa romanica è a navata unica con volta a botte, presbiterio rialzato e sottostante cripta, sorretta al centro da una colonna romana con capitello corinzio. Continuando lungo il Sentino, alla confluenza del Rio Freddo, sincontra, dopo 14 chilometri da Scheggia la Badia dei SS.ss. Emiliano e Bartolomeo in Congiuntoli, di fondazione benedettina, con la chiesa del 1286. (..questantica Badia è in una valle, circondata da monti, anzi dietro ve nè uno assai alto, da cui è divisa da un fiumicello detto Perticaro, il quale, subito dopo la Badia, si congiunge, ossia entra nel Sentino, il quale viene dallIsola Fusara e per tal congiunzione si dice la Badia di Congiuntoli. La Chiesa è di pietre quadrate, fabbricata con magnificenza e grandezza, ma ora vi è la sola metà della navata di mezzo e la sola metà della navata a cornu evangeli).
Proseguendo a destra per Perticano e di qui per Pascelupo si può andare, per circa quattro chilometri, allEremo di S. Girolamo o di Monte Cucco, arroccato entro suggestivo scenario di roccia, fondato nel XI secolo. | TERRITORIO | |||||
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