L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 8 - 24 aprile 2005

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   SAN PELLEGRINO E IL MAGGIO  

Una storia d'amore


08pelleg0508.jpg (11951 byte)E' stato creato un CD interattivo relativo al millennio di San Pellegrino, riguardante sia la storia di questo paese che la tradizione del "maggio". Nel disco d'argento sono state inserite oltre duemila fotografie ad alta definizione, centinaia di disegni elettronici e non, pps, documenti originali, lettere, files audio, filmati, video-clip ed un testo di circa ventimila parole.

 

Insomma, tutto ciò che riguarda San Pellegrino e tutto ciò che è accaduto nel 2004, l'anno del millennio, l'anno delle Ferrari, l'anno dei concerti e dello sport, l'anno della più profonda spiritualità che ha coinvolto migliaia di cittadini, credenti e non, è stato registrato con sapiente maestria.

 

Nella magia del dischetto c'è tutta la vita culturale di questo splendido paese, da quella prosaica della civiltà contadina a quella incantata della leggenda. Dalla scoperta di antiche, insospettate ed affascinanti realtà, agli evanescenti aloni poetici di storie struggenti sprofondate nella immensità del tempo ma che, ad ogni ricorrenza, risorgono a nuova vita, palpitante, commovente.

 

Non è facile muoversi in questo contesto; non è facile raccontare ciò che si vede e si sente; non è facile reagire con fredda determinazione a messaggi che provengono da lontani orizzonti del passato e che portano con sé figure del tempo che fu dai contorni splendenti, che ci fanno ancora trepidare e salire il cuore in gola.

 

Non parleremo, una volta tanto, del "maggio", del primo maggio del secondo millennio, del suo significato e della sua complessa ritualità, ma andremo a leggere una delle pagine sconosciute del suo libro.

 

Infatti, in questo CD sono state riportate storie particolari, illustrate con disegni elettronici. Una di queste è stata raccontata dall'autore con una sintesi stringatissima. Non poteva fare altrimenti perché legato ad una promessa moralmente vincolante. Lo facciamo ora arricchendola leggermente, ma sempre nel pieno rispetto di chi l'ha conservata e raccontata dopo molti dubbi e perplessità.

 

Anno 1885, località la Cerasa.

 

Adelmo, il nonno di un ottantenne di oggi, era giunto in quella località insieme ad un gruppo di circa cento maggiaioli. Era la notte del 30 aprile, la notte del maggio. Nonostante gli spari che tenevano lontani i curiosi, si presentò, ad una diecina di metri, una ragazza del posto, Maria, infreddolita ed infagottata in un pesante maglione. Adelmo le si avvicinò e le intimò di allontanarsi e di tornare casa. La ragazza gli tenne testa. Era decisa e testarda e ... molto bella. Dicono che fosse la più bella di tutta Gualdo e che quando andava alla fiera con i suoi genitori avesse sempre intorno numerosi spasimanti.

 

Il capomaggio si avvicinò e la minacciò di gratificarla di due o tre ... "sganassoni", ma alcuni maggiaoli lo tirarono da parte e gli dissero: "Guarda che è la fidanzata di Adelmo ...". Il capomaggio chiamò Adelmo il quale confermò e aggiunse: "Ci dobbiamo sposare ..." oggiotto" ...

 

Il capomaggio ristette un attimo pensieroso e poi disse ad Adelmo: "La possiamo considerare dei nostri ...  dille che vada ad indossare indumenti da maschio e che ... non fiati ..." Era la prima volta nella storia del "maggio" che ad una persona estranea era consentito di assistere all'abbattimento del pioppo.

 

"Oggiotto", cioè dopo otto giorni da quel trenta aprile, Adelmo e Maria si sposarono nella Chiesa Maggiore di San Pellegrino, all'una di notte, circondati dal centinaio di maggiaioli che li festeggiarono sino alla mattina. Perché l'una della notte? Perché nel paese c'erano ancora, come tutti gli anni, i Reali Carabinieri che indagavano sul "furto" dei pioppi.

 

Adelmo e Maria ebbero due figli, un maschio ed una femmina. Il maschio divenne "cerusico", un medico, laureato all'Università di Napoli. La femmina, sovrastata dalla bellezza della madre, si fece monaca ma per sua libera scelta.

 

Adelmo e Maria diventarono famosi in quel fine secolo. Maria per la bellezza ed Adelmo per il suo amore appassionato, continuo e assillante che nutriva nei confronti della moglie. Dovunque andasse, a Messa, in casa, alle fiere, in piazza, a "veglia", nelle gite, la voleva accanto. Maria si prestava volentieri al gioco e lo assecondava, sempre sorridente.

 

Celebrarono le nozze d'argento.

 

L'anno successivo, mentre la sera del trenta aprile scendeva dietro Col Giglione con un tramonto sfavillante di colori ed i maggiaioli si preparavano all'ennesima avventura, Maria chiuse improvvisamente la sua ancora giovane vita.

 

Adelmo non pronunciò più parola. Muto e immobile, stette accanto alla moglie tutta la notte. La mattina, la baciò e andò in giardino. Si sedette sulla poltrona di vimini, proprio sotto il ciliegio fiorito. Poco dopo, uno dei presenti lo vide con il capo reclinato e tutti accorsero. Tra i capelli aveva alcuni petali fatti cadere dalle api. Era appena spirato.

 

Suo figlio medico non seppe che dire ... e, con gli occhi pieni di lacrime, pronunciò una sola parola: crepacuore. Era il primo di maggio ed il pioppo, sulla piazza di San Pellegrino, svettava alto in un cielo azzurrissimo.

 

La cima, inondata dal sole.

 

Luigi Gaudenzi

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