L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 8 - 24 aprile 2005 | |||||
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Ricordo di Mons. Sesto Anderlini
Diverse sono state le sue mansioni nella vita della Chiesa: responsabile per la Diocesi di Nocera, del settimanale "La Voce", assistente diocesano degli Uomini di Azione Cattolica, coadiutore del parroco della Cattedrale di Gualdo Tadino, Parroco di Nasciano, Caprara e Casacastalda.
Ha retto quest'ultima Parrocchia per un trentennio (1955-1984) con impegno costante, abnegazione, sempre consapevole di essere "uno strumento nelle mani di Dio". Molti hanno conosciuto Don Sesto ed hanno riscontrato in lui un carattere forte che, talvolta, l'ha portato a dissensi con gli altri, ma hanno anche apprezzato quel suo comportamento integerrimo nel ministero sacerdotale: per meglio comprenderlo ed apprezzarlo è necessario inquadrarlo nel suo tempo.Durante il suo ministero Casa Castalda ha avuto quattro Sacerdoti: Sua Eccellenza Mons. Fortunato Baldelli, attuale Nunzio Apostolico a Parigi, D. Luigi Merli, D. Dante Minelli e D. Claudio Capoccia.
Colpito da una malattia che ne ha ridotto lefficienza fisica poco più che cinquantenne, per tale ragione ha deciso di ritirarsi presso l'Istituto dell'Amore Misericordioso di Collevalenza, dove è stato amorevolmente assistito dai suoi Confratelli: sono stati ventiquattro anni di dura convivenza con il dolore, il quale l'ha portato a ripetere le parole di Gesù: "lo spirito è pronto, ma la carne è inferma". Tante volte, in questo ventennio, ha "dialogato "con la morte, che, ogni tanto, gli si è affacciata sul cammino ed egli le ha chiesto: "Morte, non mi ghermire, ma da lontano annunciati, - e da amica mi prendi - come l'estrema delle mie abitudini".
Negli incontri, soprattutto in questi ultimi mesi, quasi presentendo la fine, ripeteva la preghiera del Breviario: Signore misericordioso, siimi presente nell'ora estrema della vita perché possa essere trovato fedele e partire in pace da questo mondo: e Il Signore ha accolto questo suo desiderio. Nella notte del cinque Aprile sorella morte è ritornata con quella voce "blanda e tranquilla: è tardi! È l'ora! Sì, ritorniamo dove son quelli ch'amano ed amo".
Chiusi gli occhi a questo mondo, come scrive S. Cipriano, dopo un attimo li ha riaperti per contemplare quelle verità, nelle quali aveva creduto ed insegnato.
Il giorno sette aprile, nel Santuario della Madonna dell'Olmo, la Chiesa da lui tanto amata e nella quale si ritirava nei momenti più difficili, il Vescovo diocesano Mons. Sergio Goretti ha presieduto una Concelebrazione con oltre trenta sacerdoti, mettendo in risalto, nell'omelia, la rassegnazione cristiana e la vita di preghiera di Don Sesto.
Tutta Casa Castalda sì è riunita intorno al suo defunto Parroco per tributargli l'estremo saluto. Profonda la commozione sul volto di tutti, in particolare negli occhi dei suoi familiari, orgogliosi di avere avuto in famiglia un prete rispettoso ed ossequiente alle norme e disposizioni della Chiesa.
Un grazie al Parroco D. Raniero Menghini, sempre sollecito verso il suo predecessore confratello malato, al ragioniere Francesco Riccetti, esecutore testamentario incaricato da D. Sesto, al sig. Carlo Casaglia, anch'egli tanto vicino a D.Sesto.
Quanti ricordano D. Sesto per lui pregano con le parole della Chiesa: "è ormai terminato il giorno terreno attraverso il quale tu, Cristo, ci hai guidato: concedi al tuo servo fedele il dono promesso della pace eterna".
Sacerdote zelante che non si è mai risparmiato davanti al lavoro per il quale aveva promesso, nel giorno della sua ordinazione sacerdotale un impegno assiduo, ha affidato tutta la sua attività pastorale alla grazia di Dio ed allintercessione della Madonna dellOlmo in Casacastalda. La devozione nella Vergine Santissima lo ha accompagnato fino allultimo respiro della sua esistenza terrena molto provata, ma accettata con esemplare rassegnazione. Una vita vissuta e spesa per la gloria del Signore.
Il Parroco Don Raniero e i parrocchiani lo ricordano con gratitudine e affetto.
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