L'ECO del Serrasanta Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia | N. 7 - 10 aprile 2005 | |||||
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Il servizio postale attraverso i tempi
di Giuseppe Pellegrini Lo spunto per ricordare e parlare del periodo eroico della diligenza, del postiglione, del corriere, del mastro di posta, dello spacciatore e delle bolzette, ci viene offerto da una pubblicazione, la "Storia postale di Gubbio" di cui è autore il dott. Pierluigi Menichetti, recentemente scomparso.
Fra le tante notizie riportate, ce nè una particolarmente che cinteressa e riguarda direttamente noi Sigillani. Apprendiamo, infatti, che il paese era una delle 40 sedi di direzione postale dello Stato Pontificio; accanto a nomi di città importanti e famose come Roma, Ancona, Bologna e, fra le umbre, Terni, Narni, Spoleto, Perugia, Foligno e Scheggia figurava la nostra piccola Sigillo. Ciò non stupisce, perché se ci riferiamo indietro nel tempo, lantica "Suillum" era una fiorente "Mansio" romana lungo la Consolare Flaminia e, come tale, assolveva il suo ruolo di deposito per rifornimenti militari, rifocillamento e cambio dei cavalli.
Il locale adibito per lo spaccio della corrispondenza, era situato in fondo al borgo, prima del ponte romano della Formola (Casa Ranghiasci?), lungo la vecchia Flaminia, strada che è stata deviata, (fine 1700) dalla Chiesa della Madonnella del Prato, al ponte dei fabbri, a quello di S. Martino, la piazza e successivamente (1900), sino al magnifico Ponte Spiano. Altra notizia interessante ci fornisce la monografia del Menichetti e cioè che nellanno 1652, varie città marchigiane, con a capo Fabriano, Camerino, Matelica, Sassoferrato, Pergola e San Lorenzo in Campo, tentarono di deviare il corso del servizio postale da Fano a Foligno, facendolo passare attraverso i loro centri.
Questo tratto di strada lavrebbero chiamato "Panfilia" in omaggio a papa Panfili (Innocenzo X), al quale si erano rivolti per avere appoggio della variante, adducendo come giustificazione che la Valle Topina era impraticabile e che da Cantiano a Scheggia la strada era molto difficile e insicura per i corrieri e che erano infelici le poste di Acqualagna, Cantiano, Scheggia, Gualdo e Nocera, ove, dicono, ben spesso non vè cosa da mangiare! Il tentativo di dirottare il percorso della Flaminia non andò in porto e fu sventato per linteressamento e lazione diplomatica svolta da Cagli e soprattutto da Gubbio. A quanto pare, diremo per inciso, la storia si ripete e allora bisogna concludere che avevano ragione i nostri antichi padri, i latini, quando asserivano "Nihil novi sub sole".
Tornando allargomento, ormai sono passati i bei tempi in cui i mezzi di comunicazione - pur lontani dai record di velocità attuali - consentivano alla posta di arrivare a destinazione con stupefacente puntualità e celerità. Non sorprenderà perciò che in una lettera, imbucata a Sassoferrato e diretta a Sigillo, si facesse richiesta di mandare, per il giorno dopo, un "legno" (carrozza) alla stazione di Fossato per larrivo del "Triestino", il diretto delle ore 12.
Particolare importante, la missiva risale ai primi del 1900! | SIGILLO
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