L'ECO del Serrasanta

Quindicinale culturale e sociale di Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Nocera Umbra, Scheggia, Sigillo, Valfabbrica - Provincia di Perugia - Italia

N. 7 - 10 aprile 2005

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La voce del padrone


07vocpad.jpg (17947 byte)Insieme ad una giovane amica veterinaria, specializzata in animali di piccola taglia e approfittando della repentina sparizione della neve e del freddo, decidiamo di passeggiare lungo la stradina che va dal fianco della Chiesa Maggiore di San Pellegrino sino al cosiddetto "fosso del pellegrino" dove, mille e uno anni fa, trovò la morte quel Santo. Un percorso bellissimo, poco frequentato e incantevole, fiancheggiato da querce secolari radicate su greppi coperti di primule, bucaneve, viole, ciclamini e margherite variegate che spuntano da una spessa moquette di muschio dall' intenso profumo di primavera.

 

Siamo accompagnati da Cecilia, la nostra cagnetta, una Pincher di appena due chili.

 

Camminiamo lentamente perché la Vet è claudicante per i postumi di un incidente stradale. Fa riabilitazione e deve aiutarsi con una mezza stampella. Ma, non abbiamo fretta e parliamo tranquillamente di tutto ciò che ci passa per la testa.

 

Giunti in prossimità dell'altare del Santo, siamo "investiti" da due velocissimi levrieri nani: Berenice e Giasone, provenienti da una casa vicina e da noi ben conosciuti. Tenendo fede alla loro dolce indole, le due bestiole si mettono subito a festeggiare Cecilia, finché non vengono richiamate.

 

Decidiamo di tornare in paese per la strada del "braccio", lunga circa 800 metri e fiancheggiata da "villette" più o meno belle, con giardini più o meno belli.

 

All'improvviso dietro un rete spuntano cinque cani, due lupi e tre "incroci" il cui coro di latrati spaventa Cecilia. A sinistra, poco più avanti, altri tre: due di piccola taglia ed uno di grossa, molto feroce a giudicare dalle zanne scoperte e dallo sguardo cattivo. La Vet lo giudica un condensato di almeno cinque razze diverse: un vero bastardo, nell'aspetto e nel comportamento. La rete oscilla pericolosamente sotto la sua spinta, ma fortunatamente resiste. Fatti alcuni passi e sotto l'androne di una casa colonica appena ristrutturata, tre cani alzano la testa nella nostra direzione. Sono liberi. Uno si mette a ringhiare con lo sguardo fisso sulla nostra cagnetta. "Ecco ... questi sono sicuramente randagi. I più pericolosi…non ci assalgono perché hanno visto il mio bastone ..."

 

Proseguiamo il cammino ... un cane dal pelo lungo e male in arnese attraversa la strada, ci guarda un attimo e poi sparisce a lato. A dieci metri abbaiano due volpini che cercano di arrampicarsi sulla balaustra del giardino: fanno solo folklore ma udiamo l'abbaiare cupo di altri due o tre cani, poco più avanti. "Indovino ... uno è sicuramente un Samoiedo od uno Schnauzer ... hanno un tono particolare ...".

 

Né l'uno né l'altro. Due sono bastardoni ed il terzo è uno splendido Beagle da caccia, di pura razza, che si limita a guardarci, silenzioso. Siamo a metà salita ed un enorme maremmano, tenuto ancorato da un'esile corda, ci si avventa contro mentre tutto intorno è un immenso coro di latrati. Alcune persone si affacciano fuggevolmente alle finestre, richiamate dal concerto.

 

Poco più avanti, sulla sinistra, ecco altri due cani lupo: uno cerca di scavalcare la recinzione alta poco più di un metro e mezzo, mentre l'altro abbaia a squarciagola.

 

Proprio di fronte, un altro infila la testa nelle sbarre del cancello, ringhia e ci fissa con sguardo torvo. Prendiamo in collo Cecilia, ormai terrorizzata.

 

La compagna di passeggiata è chiaramente contrariata. "Non è normale una situazione di questo genere ... quasi tutti questi cani sono potenzialmente pericolosi ed in grado di scavalcare i recinti bassi e fatiscenti ...".

 

Alle porte del paese, ancora due cani, uno a destra e l'altro a sinistra: un Pit Bull ed un pastore bergamasco. Il primo è silenzioso ma non certo rassicurante: ci fissa immobile; il secondo urla e la lunga frangetta ogni tanto lascia vedere i suoi occhi spiritati. Gli risponde un lupo che si trova a destra e che cerca di alzare la rete con il muso. Subito dopo, una vecchia conoscenza si unisce al coro con un vocione cavernoso, facendo versacci incredibili. E' un vecchio cane pazzo, tristemente conosciuto in tutto il paese per il fastidio che da anni arreca alla gente, abbaiando giorno e notte.

 

Ci guardiamo ... non sappiamo che dire. Ottocento metri: un percorso di guerra.

 

Giunti in piazza, la Vet accarezza Cecilia che abbiamo rimesso a terra. Subito si avvicina la sua amica Penelope, una mite Basset-Hound che la saluta con un "abbaio" appena sussurrato e che solo lei sa fare: "Uuuuu ...". La piccola si rincuora. Infatti i due nasi si toccano a lungo. Morale: evitare le passeggiate lungo il "braccio" di San Pellegrino con un cane a fianco.

 

La sorella maggiore della Vet, anche lei Vet, specializzata in taglie medie e grandi di animali, compreso l'uomo dice ridendo, aggiunge: "Se proprio volete farlo, fatelo con al guinzaglio una pantera nera ...".

 

Parola di Vet. Anzi, di due.

 

Luigi Gaudenzi

COSTUME E SOCIETA'

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